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AIDS
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www.ilvirusinventato.it
Il nome di questo sito č un omaggio al Dott.
PETER DUESBERG, direttore del laboratorio di Biologia
Molecolare dell'Universitą di Berkeley in California,
pioniere e principale protagonista della lotta
alle falsa teoria virale dell'AIDS. Suo il principale
libro scritto dai dissidenti: "Inventing the AIDS
virus" edito in italiano da Baldini e Castoldi
col titolo "AIDS - Il Virus Inventato". La storia
di Peter Duesberg, "probabilmente lo scienziato
vivente pił diffamato in assoluto" (Il direttore
del periodico medico The Lancet) č stata presentata
da Massimiliano Bucchi nella sua relazione "Eresia
e censura nella scienza: il caso AIDS" al convegno
Scienza e Democrazia tenuto a Napoli il 20 Aprile
2001.
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Rif:
Conferenza internazionale AIDS (Durban, Sud Africa)
Lettera
aperta : Sig. Bill Clinton, Presidente Usa
Sig.
Gehard Schroder, Cancelliere tedesco
Con
la presente chiediamo che siano fatte le rispettive
scuse al Presidente THABO MBEKI per la sottoscrizione
della "Dichiarazione di Durban" dei vostri
rappresentanti dott.ssa Helene Gayle USA, e prof. Dr.
Kurth (Germania).
Il
04.04.2000, tre mesi prima dell'inizio della Conferenza
internazionale sull'AIDS a Durban il presidente Sud
Africano Thabo Mbeki scrisse una lettera al Presidente
USA Bill Clinton e al Cancelliere tedesco Schroder.
Nella sua lettera il Presidente Sud Africano chiedeva
una cooperazione in dibattiti reali al fine di chiarire
ovvie discrepanze relative al fenomeno globale dell'AIDS.
Sotto
la pressione del Pres. Clinton, la Dott.ssa Gayle del
CDC (Centro controllo malattie), quale rappresentante
degli Stati Uniti, era presente al meeting di esperti
che il Presidente Mbeki aveva organizzato alcuni giorni
prima della conferenza.
Sottoscrivendo
la "dichiarazione di Durban" entrambi, la
rappresentante usa dr. Gayle ed il rappresentante della
Germania prof. Renairdt Kurt, partecipavano alla pubblica
diffamazione del Presidente Mbeki. La dichiarazione
venne pubblicata il 06.07.2000 su "Nature"
ed i firmatari sostenevano che le affermazioni concernenti
"hiv e AIDS", ampliamente pubblicate, sono
basate sui più alti standards scientifici, un
chiaro tentativo di discreditare lo sforzo del Signor
Mbeki di chiarire la questione.
La
proposta della delegata degli USA dr. Gayle, di cooperazione
tra le autorità sanitarie statunitensi e sudafrica
in nuove ricerche per isolare "l'HIV", per
dimostrare la validità dei test dell'AIDS, conferma
solamente la sua piena consapevolezza della non esistenza
attuale di alcun dato scientifico di base che possa
provare l'esistenza dell'HIV e, conseguentemente, la
validità di qualsiasi test. Tuttavia nonostante
la sua stessa conoscenza si contraddice, sottoscrivendo
la "dichiarazione di Durban".
Prof.
Dr. Rita Sussmuth, precedente Presidente del Parlamento
tedesco, come pure precedente Ministro della sanità
con responsabilità diretta al problema ammise
in una intervista del 23.06.1995 a Berlino, di sapere
che l'affermazione in merito all'infezione AIDS mancava
di ogni prova scientifica. Questa intervista venne ripetutamente
emessa dal "Citizen's television"
a Berlino.
Tuttavia
l'11.08.98 davanti a Karl Kraffeld smentì sia
l'intervista che i contenuti.
Il
dirigente di stampa del prestigioso Robert Koch Institute
(RKI; Berlino), ammise durante una conversazione telefonica
del 07.09.94 che non ci sono prove scientifiche alla
base delle affermazioni in merito all'infezione AIDS.
Questa
telefonata venne confermata per iscritto dal dr. Marcus
del robert Koch Institute il 20.09.94. il prof. Kurth
è il Presidente RKI. Quando egli sottoscrisse
la "dichiarazione di Durban" era pienamente
consapevole di due esperimenti fortuiti nella ex repubblica
tedesca DDR e in carceri tedesche che scartano totalmente
l'ipotesi dell'infezione AIDS.
Nella
DDR i chemioantibiotici non esistevano; gli omosessuali
non usavano droghe inalate (Poppers). Subito dopo la
caduta del muro di Berlino, non c'erano risultati positivi
al test. Nella DDR l'AZT non veniva somministrato e
non c'erano decessi da AIDS. In un documento del 10.02.99
il Prof. Kurth cita solamente 5 casi di uomini che erano
stati infettati nelle carceri tedesche nell'arco degli
ultimi 15 anni.
Solo
questo dimostra ampliamente che quella che chiamano
comunemente AIDS non può essere una malattia
infettiva in Germania.
Questo
rende praticamente impossibile, scientificamente, che
l'AIDS sia una malattia infettiva in Africa o ovunque.
Alla
cerimonia in onore del dr. Robert Gallo (dal 23.04.84
fino al 1994 considerato lo scopritore del virus AIDS)
per conferirgli la più alta onoreficenza in medicina
scientifica, il PAUL EHRLICH- PREIS del 14.03.99, né
il professor Kurth, né il PAUL EHRLICH INSTITUTE,
responsabili per la registrazione dei cosidetti test
HIV, furono in grado di fornire nuove prove scientifiche
per l'HIV né per la validità dei test.
Il professor Kurth sa molto bene che l'HIV non è
mai stato dimostrato "secondo i più alti
standards scientifici": Ciò nonostante egli
sottoscrisse la "dichiarazoine di DURBAN".
Nella
sua lettera del 3.4.2000 al presidente CLINTON e al
cancelliere SCHRODER (vedi www.virusmyth.com.
Il signor Mbeki paragona il modo in cui vengono trattati
i dissidenti nelle nazioni industrializzate alla vita
sotto l'APARTHEID.
Il
17.05.2000 Karl Kraffeld, presidente dell' associazione
"Scienza Medicina e diritti umani" faceva
riferimento alla lettera del Sig. Mbeki e offriva al
Cancelliere tedesco dei fatti che confermavano le opinioni
del Signor Mbeki.
Su
richiesta del cancelliere il Ministro della sanità
tedesco dr. Niemer lo raccomandava semplicemente, il
29.06.2000, di consultare circoli scientifici ed esperti.
Gli
incontri di Karl Kraffeld con varie istituzioni scientifiche
e singoli esperti fornirono allarmanti risposte come:
"le richieste in merito all'HIV e AIDS sono indiscusse
tra gli esperti e perciò non sono necessari riferimenti
scientifici."
Oppure
quando Karl Kraffeld chiese di vedere una foto pubblicata
dell'HIV, che lui non era stato in grado di trovare
in nessun documento pubblicato dai dr. Luc Montagnier
e dr. Gallo, il professor Kurt del RKI rispose: "queste
fotografie sono da trovare nei documenti pubblicati
Da
dr. Montagnier e dr. Gallo."
Negli
ultimi anni sono state aggiunte nuove falsità
sul virus isolato HIV dal Parlamento tedesco, dalla
polizia e da un giudice. Quest'ultimo il giudice Prause
di Dortmund, venne citato per avere detto "e' totalmente
irrilevante se qualcuno ha mentito e non importa se
sono stati fatti errori nella politica dell'AIDS".
Da
quando l'AIDS è apparsa sulla scena ci sono state
numerevoli citazioni come quelle sopra e un'infinità
di episodi in tutto il mondo che possono solo essere
definiti aneddotici da chiunque si prende la pena di
studiare l'AIDS con una mente aperta e obbiettiva.
Nel
1986 il WHO cambiò radicalmente la definizione
di AIDS. Secondo il CDC il criterio per l'AIDS dal 1981
è stato: "patologia che c'è senza
precedenti patologie immunosoppressive e/o terapie."
Questa definizione venne scartata . Dal 1986 gli effetti
collaterali dell'AZT sono divenuti in sé malattie
che definirono l'AIDS! Se il CDC accettò questa
nuova definizione di AIDS. Fino al 1986 non un solo
caso di AIDS conforme alla prima (1982) definizione
del CDC era stata descritta e pubblicata scientificamente.
Negli
ultimi anni ci sono state abbondanti prove che le varie
autorità sanitarie in molti paesi sanno che le
affermazioni in merito all'AIDS sono mere speculazioni,
e che non solo in Germania e USA, ma anche in Austria,
Grecia, Spagna, Svezia, Inghilterra, SudAfrica e molti
altri.
Alla
luce dell'assenza di qualsiasi prova scientifica per
l'esistenza del virus HIV e, quindi, per la validità
dei test, l'attacco contro il Presidente Mbeki da parte
degli scienziati che firmarono "la dichiarazione
di Durban" deve essere considerato come un approvazione
della correttezza della "teoria di Mbeki".
Dortmund
& stuttgard, 13 luglio 2000
Karl
Krafeld and Dr. Stefano Lanka.
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Tratto
dal Quotidiano del 20 Aprile 2000
Il
presidente del Sud Africa Thabo Mbeki ha rifiutato di
aderire alle direttive internazionali sull'aids, e in
particolare non ha accettato di rendere disponibile
l'Az-t giudicato una delle cause principali delle morti
per aids. Il premier sudafricano ha adottato le tesi
di Peter Duesberg, il più grande retrovirologo
americano, che sostiene che non vi è nessun rapporto
tra la sieropositività all'Hiv e l'aids. Il male
non avrebbe origini virali ma sarebbe scatenato da un
cocktail di fattori come l'igiene, l'iper promisquità,
inquinamento, cibi ad alto contenuto chimico, trasfusioni
e uso di droghe pesanti. Secondo Thabo in Africa le
cause sarebbero invece la denutrizione e le cattive
condizioni igieniche. Dov'è che questa notizia
fa ridere?
Pensate
alla faccia dei manager delle cause farmaceutiche e
dei baroni della medicina quando potremo fare loro causa
per aver rovinato la vita a milioni di persone.
Jacopo
Fo
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AIDS
inesistente
é
uscito un libro che si intitola: La grande truffa dell'AIDS,
di Luigi De Marchi e Fabio Franchi; un altro l'ha scritto
Peter H. Duesberg5: L'AIDS è causato dall'uso
di droghe e da altri fattori di rischio non contagiosi.
Un altro libro è edito da Feltrinelli, Sex virus,
di Luca Rossi (giornalista che io conosco fin dal liceo
e che ha condotto un'inchiesta straordinaria). Questi
libri raccontano quel che ormai sostengono più
di quattrocento tra grandi ricercatori e premi Nobel
che hanno firmato una dichiarazione.
Sull'AIDS
ci stanno raccontando delle balle cosmiche da quindici
anni.
Complici
i giornalisti che ogni anno scrivevano: "L'AIDS
è in aumento! Ecco le previsioni per il prossimo
anno!" Ma non andavano a controllare quel che avevano
scritto dodici mesi prima sennò si sarebbero
accorti che ogni anno le previsioni si dimostravano
esagerate.
Ma
la cosa agghiacciante è che pare proprio che
non ci sia un nesso tra l'essere sieropositivi al virus
HIV e morire di AIDS. Cioè, chi muore, muore
per un collasso del sistema immunitario ma questo tracollo
non è causato dall'HIV ma da altri fattori NON
infettivi.
Cioè
l'AIDS non la prendi facendo sesso o usando siringhe
contagiate.
L'eroina,
il popper e il crak sono sufficientemente velenosi da
provocare l'AIDS, e lo stesso vale per chi ha decine
di rapporti anali in una sera a causa delle infezioni
causate dalle feci.
Il
che spiegherebbe come mai non c'è stato il temuto
dilagare della malattia nonostante il consumo di profilattici
sia aumentato in modo minimo mentre la promiscuità
sessuale non è certo diminuita sensibilmente.
Come mai ci siano sieropositivi
che dopo quindici anni sono ancora vivi.
Perché
ci siano persone morte di AIDS nonostante non fossero
sieropositive e come mai vi siano pochissimi morti di
AIDS che non abbiano avuto comportamenti a rischio o
non fossero politrasfusi (cioè sottoposti a vari
shock del sistema immunitario che ha dovuto affrontare
vere e proprie tempeste di virus e batteri estranei
all'organismo).
E
come mai i casi di AIDS siano più che rari tra
le prostitute non tossicomani. E come mai la sbandierata
epidemia di AIDS in Africa non ci sia, tanto che i medici,
partiti a centinaia per portare soccorso ai contagiati,
non ne abbiano trovati.
Insomma,
che ne dite se viene fuori che l'AIDS è il più
grande complotto della storia ordito dai bigotti e da
scienziati assetati di finanziamenti?
Ma
ci pensate a uno che gli hanno rovinato la vita perché
era sieropositivo, e quindi appestato, e poi si scopre
che non c'aveva un cazzo?
E
che dire del fatto che la maggioranza dei sieropositivi
sono curati con l'AZT 20, medicina messa fuori legge
negli anni sessanta perché creava sintomi collaterali
simili all'AIDS e, potenzialmente, alla lunga, mortali?
Vorrebbe dire, in pratica, che si uccidono i sieropositivi
per dimostrare che chi è sieropositivo poi muore
di AIDS.
Per ragioni di spazio non vi racconto le difficoltà
incredibili che hanno incontrato Luca Rossi e gli altri
per pubblicare i loro libri.
Jacopo
Fo
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L'AIDS
E' DAVVERO LA PESTE DEL DUEMILA?
Il
1981 e il 1982 furono gli anni della mia vita durante
i quali scopai di più. La sifilide e lo scolo
non facevano più paura a nessuno e ce la si spassava
spensieratamente.
Era
scoppiata la febbre del sabato sera ma anche negli altri
giorni la temperatura restava elevata. Se continuava
così il sesso avrebbe travolto la società
civile: orge bestiali, preti nudi alla televisione,
cani che si accoppiano con gatti...
Invece
arrivò il flagello di Dio, l'Aids e i bigotti
ringraziarono il signore che aveva così punito
tossicomani e sodomiti.
E
già nel 1985 non si faceva più l'amore
spensierati come prima. E poi i giornali iniziarono
a ululare che anche milioni di emofiliaci e di politrasfusi
erano a rischio per via delle trasfusioni con sangue
infetto ed era a rischio chi aveva fatto l'amore con
chi aveva fatto l'amore con chi aveva fatto l'amore
con i politrasfusi, i tossicomani e gli omosessuali.
Nel 1987 prima di far l'amore con una fanciulla stavi
mezz'ora a guardarle la pelle e la lucentezza degli
occhi per capire se era sana come un pesce o infettiva
come una bomba battereologica ambulante. Ora sono passati
almeno 15 anni dall'esplosione dell'epidemia, 40 anni
dai primi casi ufficiali di Aids e, diciamo onestamente,
il preservativo non l'abbiamo usato mica tanto... che
far l'amore col preservativo è come fare il bagno
con lo scafandro.
Allora,
se escludiamo un 30% della popolazione che non scopa
mai o che è fedele in modo schifoso e sta con
persone altrettanto assolutamente fedeli, tutti gli
altri, cioè noi debosciati, dovremmo avere un
"Aidiesse" grossa come un topo di fogna che
ci scorazza nei linfociti e ci frulla il sistema immunitario.
Invece, vivaddio, sto benissimo. Ho fatto anche il test
dell'Aids e risulto pulito come un chierichetto.
Fin
dal1985 c'erano alcuni ricercatori che si erano accorti
che qualche cosa non andava.Uscì un lungo articolo
sul settimanale "Epoca" che raccontava questi
dubbi. Questo virus dell'Aids pareva un tipo strano,
c'era gente che era sieropositiva e non si ammalava
e c'era gente che si ammalava ed era sieronegativa,
ogni anno si facevano previsioni catastrofiche sul numero
dei sieropositivi dell'anno successivo. E ogni anno
le previsioni erano esagerate e comunque i giornali
titolavano: "Si prevedono enormi sviluppi dell'epidemia
per l'anno prossimo". Nel 1993 uno dei tre ricercatori
americani ai quali il governo aveva affidato la direzione
delle ricerche (Peter Duesberg, il grande retrovirologo
scopritore del virus che provoca una rara forma di tumore
al collo dell'utero) se ne saltò fuori dicendo
pressappoco così: ĒCari ragazzi, l'Aids non è
provocata dal virus dell'Hiv ma dalle droghe, dalla
scarsa igiene e dalla denutrizione. Il sesso c'entra
solo perché chi ha un numero esorbitante di amanti,
(tipo 50-100 all'anno) sottopone il suo sistema immunitario
a un super lavoro che lo rende incapace di difendersi
da tutte le infezioni. Cioè l'Aids non è
una malattia unica, provocata da un'unica causa (il
virus Hiv) ma una sindrome, cioè un insieme di
infezioni e degenerazioni che colpiscono persone già
gravemente debilitate. La cosa tragica è che
state curando questi malati con l'Azt che è una
roba che è stata ritirata dal commercio negli
anni '60 perché ammazzava i malati di tumore.
é chiaro che se la date a persone giù di corda
poi muoiono, ma non li uccide il virus dell'Hiv, li
accoppate voiČ
Questo articolo uscì sul supplemento salute
del "Corriere della Sera" e provocò
una serie di reazioni isteriche da parte della classe
medica italiana nonostante fosse accompagnato da un
documento firmato da parecchi premi Nobel e grandi capoccioni
nel quale si diceva grossomodo: non vi sembra che sull'Aids
state sparando un sacco di stronzate? Non sarebbe il
caso di rifletterci un po' sopra?
L'unico risultato tangibile
fu che il giornalista di "Salute" che si era
occupato di far uscire l'articolo fu mandato a occuparsi
di giardinaggio in Groenlandia. All'illuminato direttore
di un noto settimanale però venne un dubbio.
Così diedero un po' di soldi a Luca Rossi, giornalista
e scrittore (suo il libro su Falcone e Borsellino, "Disarmati:
Falcone, Cassarà e gli altri", Ed. Mondadori)
e lo spedirono in America a fare una grande inchiesta.
Incontrai Luca Rossi l'anno scorso e me ne raccontò
di tutti i colori. Era andato al centro statistico per
le malattie infettive Usa e lo avevano accolto con stupore.
Era il primo giornalista al mondo che si presentasse
da loro per avere notizie di prima mano sull'andamento
dell'epidemia (volendo controllare tutto fin dall'inizio).
Tutti i giornali parlavano del fatto che ormai il virus
Hiv portava l'Aids nelle cellule di tutti, non solo
dei tossicomani, dei gay e dei politrasfusi... erano
milioni gli eterosessuali non a rischio e di buona costituzione
ammalati.
Questi
qui del centro di statistica delle malattie infettive
sono tipi precisi. E si erano accorti che i dati erano
un casino. Cioè se ti beccano che hai l'Aids
non è che subito ti va di ammettere che sei un
omosessuale, drogato, assatanato per il sesso, che non
ti lavi e mangi solo merda. Così iniziarono a
indagare sulla vita dei sieropositivi.
Gli
americani sono dei duri e hanno gente come l'ispettore
Callaghan e Charles Bronson che sanno come far parlare
la gente.
In
Italia uno ti dice che ha preso l'Aids perché
una volta soltanto in vita sua è andato con una
prostituta... e tu ci credi... ma lascialo nelle mani
di Swarzenegger un paio d'ore e vedrai che confesserà
che ha avuto 30 partner sessuali in otto giorni e si
è sniffato tutto il popper e la coca e i sali
da bagno del mondo. Così questi professori di
statistica dissero a Luca Rossi che fra tutti i casi
di Aids registrati negli Stati Uniti dall'inizio dell'epidemia
ce ne sono meno di 600 che riguardano sicuramente persone
con uno stile di vita normale. Gli dissero anche la
recente esplosione di casi di Aids tra le donne era
una questione politica e non statistica.
Il
movimento delle lesbiche americane si era imbufalito
perché loro non apparivano mai nelle statistiche
dei malati mentre era pieno di omosessuali maschi. Quelli
dell'ufficio statistiche avevano cercato di spiegare
che non era colpa loro se i maschi erano più
birichini e la sodomia è una pratica più
infettiva. Ma le donne gay non vollero sentir ragioni
e dissero che erano solo dei fascisti fallocrati. Si
sa che uno che si occupa di statistica è un bonaccione
anche se è cugino di Rambo. Così questi
smidollati, messi alle strette dalla Casa Bianca decisero
di risolvere il problema iscrivendo d'autorità
il tumore alla cervice dell'utero nel mix di malattie
che costituiscono la sindrome dell'Aids (nel 1981 erano
3 malattie, oggi sono 30). In questo modo nel 1993 aumentò
mostruosamente il numero delle donne ammalate di Aids.
Non so se mi hai capito, è un trucco geniale!
Poniamo che su 10.000 donne sane 5 abbiano statisticamente
questo tipo di tumore. Ora se prendo 10.000 sieropositive
anche tra queste solo 5 donne hanno, come logico, lo
stesso tumore. Ma io (figlio di puttana statistico e
cagasotto) sostengo che le 5 sieropositive non hanno
quel tumore perché è statisticamente logico
che lo abbiano per altre ragioni, ma dico che per loro,
e solo per loro, è colpa dell'Aids (non ho nulla
contro le donne gay, ma, evidentemente tra le cape del
movimento lesbico americano ci sono, come altrove, persone
fanatiche e idiote). Finalmente anche le lesbiche poterono
avere la loro casella statistica. Così morirono
felici di avere anche loro l'Aids.
Luca
Rossi raccolse queste informazioni, insieme a molte
altre e consegnò un bell'articolo che non venne
mai pubblicato (a gennaio dovrebbe essere uscito un
suo libro con la Feltrinelli).
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|
Ora
sono passati un paio d'anni e sui giornali non si è
visto più niente che mettesse in dubbio il rapporto
tra Hiv, Aids e l'uso del micidiale Azt. Vi risparmio
una tirata sui ricercatori che sono costretti a esagerare
il pericolo dell'Aids per avere i finanziamenti, le
ditte farmaceutiche assetate di denaro, i giornalisti
sempre a caccia di notizie agghiaccianti che facciano
audience e il complotto delle lobby cattoliche sessuofobiche.
Però c'è una cosa che mi brucia. Perché
invece di buttarsi a pubblicizzare i preservativi così
poco piacevoli, non si è fatta una campagna di
pubblicità per incoraggiare la gente a masturbarsi
reciprocamente? Farlo con le mani è bello, trasgressivo,
piacevole e non ti puoi prendere nessuna malattia (vedi
capitolo 13) e 19). Basta che te le lavi.
Invece
niente. Tutti giù a sbraitare di non farlo o
di gommarsi.
Soltanto
il governo olandese ha speso qualche soldo per incoraggiare
i rapporti occasionali fatti a mano. Comunque so già
come finirà, così come sono caduti l'Impero
Romano, il Muro di Berlino, Craxi, Andreotti e Berlusconi,
alla fine crollerà anche tutta questa storia
dell'Aids.
E
allora, dopo tanti anni di paure e rinunce, chi ci fermerà
più? Entro un paio d'anni si scoprirà
la verità, vedrete... torneremo a fare sesso
come frullatori.Il 1981 e il 1982 furono gli anni della
mia vita durante i quali scopai di più. La sifilide
e lo scolo non facevano più paura a nessuno e
ce la si spassava spensieratamente.
Era
scoppiata la febbre del sabato sera ma anche negli altri
giorni la temperatura restava elevata. Se continuava
così il sesso avrebbe travolto la società
civile: orge bestiali, preti nudi alla televisione,
cani che si accoppiano con gatti...
Invece
arrivò il flagello di Dio, l'Aids e i bigotti
ringraziarono il signore che aveva così punito
tossicomani e sodomiti.
E
già nel 1985 non si faceva più l'amore
spensierati come prima. E poi i giornali iniziarono
a ululare che anche milioni di emofiliaci e di politrasfusi
erano a rischio per via delle trasfusioni con sangue
infetto ed era a rischio chi aveva fatto l'amore con
chi aveva fatto l'amore con chi aveva fatto l'amore
con i politrasfusi, i tossicomani e gli omosessuali.
Nel 1987 prima di far l'amore con una fanciulla stavi
mezz'ora a guardarle la pelle e la lucentezza degli
occhi per capire se era sana come un pesce o infettiva
come una bomba battereologica ambulante. Ora sono passati
almeno 15 anni dall'esplosione dell'epidemia, 40 anni
dai primi casi ufficiali di Aids e, diciamo onestamente,
il preservativo non l'abbiamo usato mica tanto... che
far l'amore col preservativo è come fare il bagno
con lo scafandro.
Allora,
se escludiamo un 30% della popolazione che non scopa
mai o che è fedele in modo schifoso e sta con
persone altrettanto assolutamente fedeli, tutti gli
altri, cioè noi debosciati, dovremmo avere un
"Aidiesse" grossa come un topo di fogna che
ci scorazza nei linfociti e ci frulla il sistema immunitario.
Invece, vivaddio, sto benissimo. Ho fatto anche il test
dell'Aids e risulto pulito come un chierichetto.
Fin
dal1985 c'erano alcuni ricercatori che si erano accorti
che qualche cosa non andava.Uscì un lungo articolo
sul settimanale "Epoca" che raccontava questi
dubbi. Questo virus dell'Aids pareva un tipo strano,
c'era gente che era sieropositiva e non si ammalava
e c'era gente che si ammalava ed era sieronegativa,
ogni anno si facevano previsioni catastrofiche sul numero
dei sieropositivi dell'anno successivo. E ogni anno
le previsioni erano esagerate e comunque i giornali
titolavano: "Si prevedono enormi sviluppi dell'epidemia
per l'anno prossimo". Nel 1993 uno dei tre ricercatori
americani ai quali il governo aveva affidato la direzione
delle ricerche (Peter Duesberg, il grande retrovirologo
scopritore del virus che provoca una rara forma di tumore
al collo dell'utero) se ne saltò fuori dicendo
pressappoco così: ĒCari ragazzi, l'Aids non è
provocata dal virus dell'Hiv ma dalle droghe, dalla
scarsa igiene e dalla denutrizione. Il sesso c'entra
solo perché chi ha un numero esorbitante di amanti,
(tipo 50-100 all'anno) sottopone il suo sistema immunitario
a un super lavoro che lo rende incapace di difendersi
da tutte le infezioni. Cioè l'Aids non è
una malattia unica, provocata da un'unica causa (il
virus Hiv) ma una sindrome, cioè un insieme di
infezioni e degenerazioni che colpiscono persone già
gravemente debilitate. La cosa tragica è che
state curando questi malati con l'Azt che è una
roba che è stata ritirata dal commercio negli
anni '60 perché ammazzava i malati di tumore.
é chiaro che se la date a persone giù di corda
poi muoiono, ma non li uccide il virus dell'Hiv, li
accoppate voiČ
Questo
articolo uscì sul supplemento salute del "Corriere
della Sera" e provocò una serie di reazioni
isteriche da parte della classe medica italiana nonostante
fosse accompagnato da un documento firmato da parecchi
premi Nobel e grandi capoccioni nel quale si diceva
grossomodo: non vi sembra che sull'Aids state sparando
un sacco di stronzate? Non sarebbe il caso di rifletterci
un po' sopra?
L'unico
risultato tangibile fu che il giornalista di "Salute"
che si era occupato di far uscire l'articolo fu mandato
a occuparsi di giardinaggio in Groenlandia.
All'illuminato direttore
di un noto settimanale però venne un dubbio.
Così diedero un po' di soldi a Luca Rossi, giornalista
e scrittore (suo il libro su Falcone e Borsellino, "Disarmati:
Falcone, Cassarà e gli altri", Ed. Mondadori)
e lo spedirono in America a fare una grande inchiesta.
Incontrai Luca Rossi l'anno scorso e me ne raccontò
di tutti i colori. Era andato al centro statistico per
le malattie infettive Usa e lo avevano accolto con stupore.
Era il primo giornalista al mondo che si presentasse
da loro per avere notizie di prima mano sull'andamento
dell'epidemia (volendo controllare tutto fin dall'inizio).
Tutti i giornali parlavano del fatto che ormai il virus
Hiv portava l'Aids nelle cellule di tutti, non solo
dei tossicomani, dei gay e dei politrasfusi... erano
milioni gli eterosessuali non a rischio e di buona costituzione
ammalati.
Questi
qui del centro di statistica delle malattie infettive
sono tipi precisi. E si erano accorti che i dati erano
un casino. Cioè se ti beccano che hai l'Aids
non è che subito ti va di ammettere che sei un
omosessuale, drogato, assatanato per il sesso, che non
ti lavi e mangi solo merda. Così iniziarono a
indagare sulla vita dei sieropositivi.
Gli
americani sono dei duri e hanno gente come l'ispettore
Callaghan e Charles Bronson che sanno come far parlare
la gente.
In
Italia uno ti dice che ha preso l'Aids perché
una volta soltanto in vita sua è andato con una
prostituta... e tu ci credi... ma lascialo nelle mani
di Swarzenegger un paio d'ore e vedrai che confesserà
che ha avuto 30 partner sessuali in otto giorni e si
è sniffato tutto il popper e la coca e i sali
da bagno del mondo. Così questi professori di
statistica dissero a Luca Rossi che fra tutti i casi
di Aids registrati negli Stati Uniti dall'inizio dell'epidemia
ce ne sono meno di 600 che riguardano sicuramente persone
con uno stile di vita normale. Gli dissero anche la
recente esplosione di casi di Aids tra le donne era
una questione politica e non statistica.
Il
movimento delle lesbiche americane si era imbufalito
perché loro non apparivano mai nelle statistiche
dei malati mentre era pieno di omosessuali maschi. Quelli
dell'ufficio statistiche avevano cercato di spiegare
che non era colpa loro se i maschi erano più
birichini e la sodomia è una pratica più
infettiva. Ma le donne gay non vollero sentir ragioni
e dissero che erano solo dei fascisti fallocrati. Si
sa che uno che si occupa di statistica è un bonaccione
anche se è cugino di Rambo. Così questi
smidollati, messi alle strette dalla Casa Bianca decisero
di risolvere il problema iscrivendo d'autorità
il tumore alla cervice dell'utero nel mix di malattie
che costituiscono la sindrome dell'Aids (nel 1981 erano
3 malattie, oggi sono 30). In questo modo nel 1993 aumentò
mostruosamente il numero delle donne ammalate di Aids.
Non so se mi hai capito, è un trucco geniale!
Poniamo che su 10.000 donne sane 5 abbiano statisticamente
questo tipo di tumore. Ora se prendo 10.000 sieropositive
anche tra queste solo 5 donne hanno, come logico, lo
stesso tumore. Ma io (figlio di puttana statistico e
cagasotto) sostengo che le 5 sieropositive non hanno
quel tumore perché è statisticamente logico
che lo abbiano per altre ragioni, ma dico che per loro,
e solo per loro, è colpa dell'Aids (non ho nulla
contro le donne gay, ma, evidentemente tra le cape del
movimento lesbico americano ci sono, come altrove, persone
fanatiche e idiote). Finalmente anche le lesbiche poterono
avere la loro casella statistica. Così morirono
felici di avere anche loro l'Aids.
Luca
Rossi raccolse queste informazioni, insieme a molte
altre e consegnò un bell'articolo che non venne
mai pubblicato (a gennaio dovrebbe essere uscito un
suo libro con la Feltrinelli).
Ora
sono passati un paio d'anni e sui giornali non si è
visto più niente che mettesse in dubbio il rapporto
tra Hiv, Aids e l'uso del micidiale Azt. Vi risparmio
una tirata sui ricercatori che sono costretti a esagerare
il pericolo dell'Aids per avere i finanziamenti, le
ditte farmaceutiche assetate di denaro, i giornalisti
sempre a caccia di notizie agghiaccianti che facciano
audience e il complotto delle lobby cattoliche sessuofobiche.
Però c'è una cosa che mi brucia. Perché
invece di buttarsi a pubblicizzare i preservativi così
poco piacevoli, non si è fatta una campagna di
pubblicità per incoraggiare la gente a masturbarsi
reciprocamente? Farlo con le mani è bello, trasgressivo,
piacevole e non ti puoi prendere nessuna malattia (vedi
capitolo 13) e 19). Basta che te le lavi.
Invece
niente. Tutti giù a sbraitare di non farlo o
di gommarsi.
Soltanto
il governo olandese ha speso qualche soldo per incoraggiare
i rapporti occasionali fatti a mano. Comunque so già
come finirà, così come sono caduti l'Impero
Romano, il Muro di Berlino, Craxi, Andreotti e Berlusconi,
alla fine crollerà anche tutta questa storia
dell'Aids.
E allora, dopo tanti anni di paure e rinunce, chi
ci fermerà più? Entro un paio d'anni si
scoprirà la verità, vedrete... torneremo
a fare sesso come frullatori.
Jacopo
Fo
Tratto
dall'EnciclopediaDelSessoSublime
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