Siamo
fermamente convinti che il sabotaggio degli acquisti sia
l'arma più potente che abbiamo in mano. E da questo punto
di vista potremmo legittimamente decidere di non comprare
più niente dalle multinazionali e non accettare più la
loro pubblicità. Ma questo obiettivo è praticabile da
poche persone disposte a non usare più auto, tv, computer,
stereo, non mangiare più carne, non consumare prodotti
importati dal terzo mondo, non vivere più in città, non
avere rapporti con banche e assicurazioni, non curarsi
più con le medicine sul mercato. Una scelta giusta ma
perdente perché non c'è neppure l'1 per mille della popolazione
italiana a essere disposta a scelte così drastiche. Noi
non vogliamo limitarci a fare cose giuste, vogliamo che
funzionino (vedi Yunus "Il banchiere dei poveri" edizioni
Feltrinelli) . Si tratta allora di fare delle scelte e
sabotare inizialmente solo le imprese che sono più infami.
I mega inquinatori, chi traffica in manipolazione genetica,
le banche che finanziano il traffico d'armi, chi sfrutta
bestialmente i bambini, chi, come la Nestlè, ha compiuto
massacri convincendo le donne africane a non dare il loro
latte ai bambini sostituendolo con il latte in polvere.
In questa prima fase della nostra campagna si tratterà
di far capire che inizia a esserci un costo economico
se si fanno schifezze abnormi. Le campagne contro la Monsanto,
la Del Monte, la Nestlè, la Nike, la Reebok sono state
un successo enorme e hanno fatto cambiare molte cose proprio
perché erano mirate contro un nemico per volta. Solo quando
potremo sostituire i prodotti sul mercato (produrre le
nostre auto) potremo pensare di uscire totalmente dal
mercato convenzionale. Oggi conviene agire in modo diverso.
Anche perché le multinazionali non sono entità monolitiche
astratte. Sono fatte di uomini e donne e spesso al loro
interno si scatenano battaglie feroci. E' nostro interesse
buttare il nostro peso in questi scontri sperando di far
vincere la componente umanitaria. Il nostro rapporto con
la Volkswagen è un esempio di questa strategia. Innanzi
tutto non si tratta della Fiat, la cui proprietà è implicata
nella produzione di mine anti-bambino e nella scelta autocentrica
dei trasporti italiani e che ha fatto fuori tutti gli
altri produttori italiani di auto. La Volkswagen, intendiamoci,
è cattivissima anche lei, però l'anno scorso le sue auto
hanno vinto il campionato mondiale di rally (con auto
di serie) usando olio di colza. E questo ci piace. E quando
gli abbiamo chiesto di modificare i loro pulmini per handicappati
per renderli migliori si sono fatti in quattro. E hanno
accettato di sovvenzionare con centinaia di milioni la
campagna "Un Nobel per i disabili" mettendo a disposizione
non solo soldi ma anche uomini e strutture e offrendo
inoltre sconti notevoli. Altre case automobilistiche ci
avevano mandati a quel paese. Ed essi hanno verificato
che lavorare con noi è un affare. I pulmini riprogettati
dagli handicappati stessi sono stati un successo e le
vendite sono più che raddoppiate. Inoltre la Volkswagen
ha deciso di sponsorizzare con 55 milioni la costruzione
dell'ospedale di Pach Adams e il gruppo di Miloud, il
claun che a Bucarest lavora con i bambini di strada. Un
discorso analogo si potrebbe fare per la Ford, la Mercedes
e la Daewoo, non sono "buone" però hanno scelto decisamente
la via della produzione di auto a inquinamento zero. Sul
Catalogo delle merci dolci a prezzi stracciati (http://www.commercioetico.it)
fino a poco tempo fa trovavate la lavatrice della Daewoo
ad aria compressa. Lava meglio, consuma un decimo di corrente,
un terzo di detersivo e non sciupa i tessuti. E' talmente
buona che in Italia non la vendono più, la trovi solo
in Francia, Svizzera e Germania. Forse c'è stato un patto
di cartello con i produttori italiani di lavatrici e detersivi?
Riuscire di nuovo a vendere questa lavatrice ad aria in
Italia è fare la guerriglia contro chi punta sullo spreco
e l'inquinamento per arricchirsi. Da questo punto di vista
diventa (al momento) secondario il fatto che anche la
Daewoo venda carri armati. Il ragionamento è che prima
dobbiamo creare una grande consociazione di consumatori
etici, dimostrare che è possibile comprare prodotti migliori
che costano pure meno e iniziare a criticare, con l'arma
dello sciopero degli acquisti, i peggio del mercato. Poi
quando avremo sviluppato le nostre potenzialità potremo
iniziare a chiedere alle multinazionali più sensibili,
di smetterla con certe produzioni. Lo so che su questo
"poi" ti si rizzano i capelli ma non è un poi lontano.
Non ci servirà di convincere il 50,1% della popolazione.
Basterebbe l'1% dei consumatori per creare una forza contrattuale
spaventosa. Che cosa succede se 600 mila persone danno
un senso al modo nel quale spendono, risparmiano, si assicurano?
Guardate che in Italia 600 mila estremisti incazzati ci
sono ancora... Oggi in Italia i consumatori etici sono
qualche migliaio. Alcatraz ha 40 mila soci, solo 120 famiglie
sono entrate nel nostro gruppo di acquisto. Sono tante
e ci permettono di gestire in pari il catalogo, senza
rimetterci.. E' un grande risultato ma una misura troppo
piccola per svilupparne appieno le potenzialità. E questo
nonostante i prezzi siano realmente convenienti. E' un'idea
difficile da metabolizzare. E' un cambiamento diretto,
individuale, immediato e questo e' qualche cosa di lontano
dalla nostra cultura. Porre in questa fase di debolezze
iniziali troppe discriminanti soffocherebbe tutto, anche
perché non ho ancora la forza di produrre direttamente
la mia lavatrice ecologica. Lo stesso discorso vale per
la pubblicità su internet. E' indispensabile garantire
la sopravvivenza economica delle persone che lavorano
al sito e riuscire a svilupparlo. La pubblicità "alternativa"
per ora è inesistente. Che facciamo? Chiudiamo o facciamo
dei patti con la realtà? Certo se vi accorgete che taciamo
una notizia contro la Volkswagen perché abbiamo paura
di perdere la pubblicità sputateci in faccia. Ma, onestamente
non abbiamo avuto paura di parlare quando davanti ce n'avevamo
di molto più cattivi della Volkswagen... Si fa influenzare
dalla pubblicità gente che si farebbe influenzare anche
da una scoreggia. Lasciateci il beneficio del dubbio.
Forse non ci si compra a così buon prezzo.
Su questo argomento vedi anche "Internet salverà il mondo!"
www.jacopofo.it
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