Lettera
ai giornali sull'emergenza idrica e su quello che un'amministrazione
sensata dovrebbe fare.
Allarme
siccità nella nostra regione
La situazione è
veramente grave a causa della siccità che ha colpito
la nostra regione in questi mesi.
Attualmente le fonti sono in uno stato grave e si registra
una diminuzione media delle falde acquifere del 60%.
Non è difficile prevedere che ad agosto saremo colpiti
da una drammatica carenza d'acqua.
C'è pochissimo tempo per prendere alcune misure di
emergenza che siano in grado di diminuire il disagio della
popolazione e delle attività produttive nei mesi caldi.
Attraverso interventi rapidi e mirati, però, oggi è
ancora possibile agire per limitare i danni ed evitare che
la prossima estate abbia un impatto spaventoso in termini
di disagi e costi economici.
L'associazione
. ((mettere il
nome dell'associazione oppure di un comitato spontaneo di
cittadini)) ha elaborato un piano di interventi di emergenza
che possono realmente limitare i danni che la siccità
infliggerà alla nostra regione.
Le misure che proponiamo sono le seguenti:
1) Mobilitare tutte le energie disponibili, perché
si ripuliscano i fondali dei fiumi e dei torrenti dalla melma,
aumentando così la capacità di trattenere il
più possibile nella nostra regione l'acqua all'interno
del sistema idrico esistente, fornendo in questo modo una
riserva supplementare per l'agricoltura e l'industria. Oggi
la capacità di ritenzione dei fiumi è ridotta
ai minimi storici. È sufficiente passeggiare lungo
i fiumi o i tantissimi torrenti per vedere ovunque piccoli
laghetti ormai riempiti di terriccio, completamente. Svuotiamo
questi laghetti dai detriti e otterremo una riserva di milioni
di metri cubi di acqua. Si tratta di un lavoro sicuramente
immane che richiederebbe anni ma noi crediamo che le amministrazioni
pubbliche abbiano la forza di chiedere a tutti i cittadini
un impegno straordinario. E crediamo che, se non tutto, almeno
qualche cosa possa essere fatto quando ancora l'acqua scorre
nei nostri fiumi. Si tratta non solo di impegnare tutti i
mezzi e tutti gli uomini disponibili delle amministrazioni
pubbliche ma anche di lanciare un appello per una campagna
che potrebbe portare le aziende private a sponsorizzare con
mezzi e fondi propri questo grande intervento ecologico. Così
come le aziende hanno trovato appetibile sponsorizzare le
manifestazioni culturali della nostra regione, crediamo che
possano recepire positivamente l'invito a fornire un appoggio
concreto a questa campagna. Andrebbe inoltre richiesto lo
stato di emergenza fin da ora e il conseguente intervento
dei mezzi del genio militare che dovrebbero direttamente impegnarsi
in quest'opera. E, ovviamente, questi interventi dovrebbero
essere autorizzati automaticamente dall'amministrazione a
patto che non vi siano cambiamenti nella naturale struttura
del corso d'acqua. Non si tratta, infatti, di fare opere nuove
ma semplicemente di un ripristino delle naturali condizioni
del territorio. Restituire profondità al corso del
fiume e alle pozze che esistono già lungo il suo letto
non deve essere considerato un intervento straordinario ma
una normale manutenzione.
2) Realizzare il maggior numero possibile di microlaghi in
grado di trattenere la poca acqua piovana che avremo nei prossimi
mesi. I microlaghi sono la forma più rapida per ottenere
subito una scorta d'acqua non potabile. Una ruspa ne può
realizzare uno in pochi giorni. Le amministrazioni dovrebbero
concedere in modo automatico l'autorizzazione a scavare invasi
entro il limite di 2000 metri cubi di capienza, accettando
che questi invasi, che per la loro piccola misura non rappresentano
un pericolo geologico, siano approvati senza la presentazione
di progetti ma su semplice comunicazione.
E' indispensabile che le amministrazioni avvisino fin d'ora
imprenditori agricoli e industrie che, se la siccità
persiste, non vi sarà modo di utilizzare acqua dei
fiumi per l'irrigazione e l'industria e che quindi devono
assolutamente attrezzarsi. Ovviamente andrebbe poi studiata
la possibilità di incentivare la realizzazione di simili
microlaghi attraverso defiscalizzazioni. Il costo di queste
defiscalizzazioni sarà sicuramente inferiore al costo
che le amministrazioni dovranno affrontare se non si farà
nulla.
3) Andrà poi realizzato il recupero di almeno una parte
delle acque nere delle città e dei paesi. È
possibile realizzare degli impianti semplicissimi di fitodepurazione
che filtrando l'acqua con sabbia e ghiaia e, grazie all'azione
di piante e batteri, possono rendere i reflui di fogna limpidi
e riutilizzabili a scopo agricolo e industriale. In Italia
funzionano da tempo impianti di questo genere che danno ottimi
risultati, hanno un costo bassissimo e permettono di recuperare
enormi quantità di acqua. Nei prossimi tre mesi sarà
possibile perciò realizzare 10 o 100 copie di simili
impianti semplicemente replicando i progetti esecutivi in
altre zone. Non si tratta di lavori enormi, sostanzialmente
bisogna scavare una serie di vasche di terra, stendere un
telone impermeabilizzante o uno strato di malta impermeabilizzante
e poi riempire di strati alternati di sabbia e ghiaia, quindi
piantare alcuni vegetali e spargere particolari batteri. Un
impianto in grado di fornire 100 mila litri di acqua al giorno
ha un costo al di sotto dei 50 mila euro.
4) Andrebbe poi lanciata una campagna di comunicazione rivolta
ai cittadini. È, infatti, possibile ottenere una diminuzione
notevole dei consumi di acqua privati. Il 50% circa dei consumi
delle abitazioni è costituito dagli sciacquoni dei
wc. Laddove è possibile, si dovrebbero dotare le abitazioni
di conservoni o microlaghi che raccolgano l'acqua piovana
dei tetti e quindi utilizzare quest'acqua per gli sciacquoni
attraverso tubi che riforniscano esclusivamente i wc diversi
da quelli dell'acqua potabile. E si otterrebbe inoltre acqua
ottima per irrigare il giardino e l'orto. Il costo di un simile
intervento è nell'ordine di poche migliaia di euro
e potrebbe essere incentivato con uno sconto sostanzioso sulla
bolletta dell'acqua riservato a chi è in grado di ridurre
il proprio consumo idrico del 50%.
Questa soluzione è praticata ormai da decenni in molti
paesi del mondo. Questi impianti sono detti "duali"
proprio perché c'è un doppio afflusso di acqua
ai bagni, uno per i rubinetti e le docce, uno per gli scarichi
del wc. Si tratta di una soluzione inserita da tempo nelle
disposizioni dell'Onu per il risparmio idrico e fa parte delle
indicazioni dell'Unione Europea e del Ministero dell'Ambiente
italiano nel campo del risparmio idrico.
5) Questo obiettivo
di ridurre del 50% il consumo dell'acqua è effettivamente
realizzabile perché non solo si può tagliare
il consumo della preziosa acqua potabile che attualmente viene
sprecata per gli sciacquoni ma grazie all'installazione di
riduttori di flusso possiamo ridurre del 50% anche i consumi
dei rubinetti. Questo metodo è semplicissimo e ha un
costo inferiore ai 25 euro per famiglia (calcolando l'acquisto
di 4 riduttori: uno per il rubinetto della cucina, uno per
il rubinetto del lavandino del bagno, uno per il bidè
e uno per la doccia). È un intervento che richiede
5 minuti e che è estremamente semplice. Si tratta di
avvitare ai rubinetti o inserire nei flessibili (ad esempio
delle docce) dei riduttori di pressione-miscelatori in grado
di produrre un eguale flusso d'acqua consumando però
una quantità dimezzata. L'uso sperimentale di questo
dispositivo in 150 alberghi della Romagna ha dimostrato di
essere in grado di tagliare il 20% dei consumi. Questo risparmio,
unito all'adozione di impianti duali per gli scarichi dei
wc (che è, come si è detto ci darebbe la possibilità
di risparmiare l'acqua potabile del 50%) ci darebbe un risparmio
complessivo del 70% dell'acqua potabile ad uso domestico.
6) Laddove non fosse possibile intervenire nell'immediato
con l'installazione di impianti duali, si può comunque
ridurre almeno del 20% il consumo degli scarichi agendo sulla
bacchetta del galleggiante dello sciacquone, piegandola in
modo che diminuisca il volume dell'acqua scaricata ogni volta.
Se questo non è possibile, perché il tipo di
cassetta installata non lo consente, si può intervenire
disponendo una o più pietre all'interno dello sciacquone.
E' un sistema rozzo ma da anni in Germania le autorità
fanno propaganda affinché le famiglie lo adottino.
Infine, è possibile montare speciali scarichi dotati
di due pulsanti, uno dei quali comanda l'emissione di un solo
litro di acqua, più che sufficiente nel caso di minzione.
Esistono, infine, scarichi di nuova concezione che agendo
in modo simile ai riduttori-miscelatori permettono di raggiungere
l'efficienza dello scarico con una quantità d'acqua
inferiore ai 2 litri.
7) Bisognerà anche coinvolgere le aziende in un'opera
di razionalizzazione dei consumi idrici fornendo un supporto
tecnico per ottenere, ove possibile, un risparmio dei consumi.
Anche in questo caso sarebbe opportuno che gli enti pubblici
concedessero forti sconti sulle forniture idriche e detassazioni
alle aziende, in modo proporzionale ai livelli di risparmio
idrico ottenuti.
8) Andrà lanciata una campagna di informazione sul
tema idrico che convinca ogni singolo cittadino a risparmiare
acqua in ogni maniera.
Ci rendiamo conto che nel poco tempo a disposizione potrà
essere realizzata solo una parte di questo programma ma pensiamo
altresì che sia possibile ottenere risparmi sensibili
perché abbiamo fiducia nella popolazione delle nostre
terre e nella sua capacità di comprendere lo stato
di necessità nel quale ci troviamo. Solo un intervento
forte e collettivo può limitare i danni della siccità.
D'altra parte non ci troviamo di fronte a un'emergenza fortuita.
È sotto gli occhi di tutti che il clima sta cambiando
e che la siccità sarà il problema dei prossimi
decenni. Questo è quanto ci dicono tutti gli studi
su questo argomento. Tanto che da tempo ormai l'Onu ha posto
in posizione rilevante la questione dell'acqua.
Da questo punto di vista abbiamo un grande vantaggio, costituito
da decenni di esperienza nella lotta alla desertificazione
in paesi che conoscono la siccità in modo drammatico.
Si tratta comunque di progettare interventi globali sul territorio
che richiedono anni per la loro attuazione.
Interventi che devono rivolgersi alla preservazione e allo
sviluppo delle aree boschive, nella conversione delle tecniche
agricole verso modi produttivi a basso impatto e in una generale
risistemazione del territorio per microclimi in grado di restituire
alle campagne quell'equilibrio che da solo può fornire
enormi economie d'acqua e, al contempo, una migliore irrigazione
delle colture.
Iniziamo a immaginare una strategia complessiva contro la
penuria d'acqua e intanto affrontiamo l'emergenza immediata,
forti della coscienza che nulla è impossibile e che
se si riesce a fare agricoltura nel deserto, dove non piove
quasi mai, noi riusciremo a far tesoro dell'acqua che il cielo
comunque continuerà a mandarci, seppur in misura minore,
riuscendo a farla restare sulla nostra terra e smettendo di
sprecarla.
Firmato
........
(Nome dell'associazione o del comitato spontaneo)
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