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MAMMA CHIMICA (21)

Sara Alberghini, Mamma Chimica

Rubrica a cura di Sara Alberghini, abitante dell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz, mamma ed esperta di chimica...
Vuoi conoscere Mamma Chimica? L'abbiamo intervistata

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MAMME ZEN (5)

La rubrica Mamme Zen è a cura di Federica Morrone, giornalista, scrittrice, mamma... Buona lettura!

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Attualmente le tinte per capelli, le creme depilatorie e gli smalti non hanno ancora trovato un sostituto nella cosmesi così detta eco-bio.
Il problema è che proprio non si riesce a farli con le stesse prestazioni.
Per gli smalti in effetti la vedo dura, per rimanere belli, brillanti e adesivi all'unghia parecchio tempo devono essere come una vera e propria vernice. E il pericolo maggiore degli smalti tradizionali è la loro applicazione, proprio perché sono pieni di solventi e respirarli non è davvero una cosa salutare!
Possono contenere ethyl acetate, nitrocellulose, acetone. Vi ricordo che tutti i solventi sono neurotossici per inalazione (dannosi cioè per le cellule del sistema nervoso) quindi per non trovarvi in una specie di camera a gas, aprite bene le finestre quando li stendete sulle unghie!
E pensare che una volta nell'Inci dello smalto era possibile anche trovare il toluene come solvente e la formaldeide (cancerogeno di classe 1) come indurente dello smalto stesso! Insomma, terrificanti...
Ultimamente si trovano in commercio gli smalti “ad acqua”, come le vernici ad acqua appunto. Spesso sono di marche americane e reperibili in UK (o siti UK). In effetti i solventi all'interno sono diminuiti e contengono invece delle resine come styrene acrylates copolymer, acrylate polymer emulsion. E' certamente una miglioria, ma le resine stireniche non possono certo essere considerate eco-bio!
Oppure, c'è in vendita uno smalto che si appiccica all'unghia, come una pellicola, e poi si lima per stenderlo bene attorno ai bordi. In generale non so se tappare l'unghia con lo smalto per lunghi periodi di tempo sia proprio una bella idea, ma almeno con questo smalto “in foglietti”, a differenza di quello liquido, si evita di respirare schifezze.

Le creme depilatorie per essere tali devono sciogliere la cheratina del pelo, quindi non potranno contenere acqua fresca! Spesso sono anche piene di molte sostanze allergizzanti e comunque questo prodotto è facilmente sostituibile con altri metodi di depilazione, non credo che le aziende sensibili all'eco-bio stiano impazzendo per un surrogato.

Per quanto riguarda le tinte per capelli, bisogna ammettere che poche donne ci rinunciano.
Ma quelle tradizionali sono forse la cosa più inquinante, nociva e allergizzante tra i cosmetici in commercio. Contengono ammoniaca, paradicloro benzene, pentilendiammina, naftolo, resorcina, insomma tutte molecoline belle tossiche! Inoltre non potete nemmeno fidarvi del fatto che molte non hanno più al loro interno l'ammoniaca, perché magari c'è qualcosa di peggiore, ma senza odore oppure è mascherato da molto profumo (tanto per aumentare il potere allergizzante...).
E infatti le tinte chimiche tradizionali sarebbero vietate in gravidanza....
Purtroppo non esistono coloranti “green” veramente efficaci perché è difficile ottenerli ricorrendo soltanto alle sostanze naturali.
L'unica cosa totalmente vegetale per tingere la capigliatura è l'hennè.
Di solito con questo nome si indicano anche altre piante tintorie. L'hennè vero e proprio è quello “rosso” che deriva dalla pianta Lawsonia inermis, mentre quello usualmente chiamato hennè “nero” è l'indigo, che deriva dalle foglie di Indigofera tinctoria. In realtà l'hennè è più un riflessante che una tinta vera e propria. Infatti, non potete scegliere di che colore far diventare la vostra capigliatura perché, a differenza della tinta tradizionale, non altera irreversibilmente il colore naturale del capello sottostante. Le tinte “chimiche” sfibrano il capello perché lo “aprono”, con l'ambiente fortemente alcalino, per “metterci dentro” il colore e poi lo “richiudono”, a lungo andare questa pratica non lascerà i capelli senza qualche acciacco! Invece i pigmenti colorati vegetali si legano alla cheratina, rendendo il fusto più spesso.
Semplificando molto, l'effetto di colore dell'hennè sul capello può essere paragonato a quello di una velina o pellicola colorata. Quindi se la velina è rossa e il capello è biondo otterremo il color rame, mentre se il capello sottostante è castano avrò solo dei riflessi rossi. Se tra i capelli ce ne sono alcuni bianchi, questi diverranno rossi, in pratica si otterranno delle mèches.
Quindi, per coprire i capelli bianchi, non basterà tingersi solo con l'hennè rosso ma bisognerà poi fare un'ulteriore tinta con una pianta tintoria più scura, esempio l'indigo.  Vale sempre il discorso della carta velina, cioè il colore risultante è dato dalla sovrapposizione dei due hennè. Esistono anche miscele di erbe tintorie che daranno riflessi diversi.
La cosa a cui si deve fare attenzione quando si acquista l'hennè è che sia puro e quindi nell'Inci non compaiano altre sostanze, come metalli, la ppd (para-fenilendiammina) o il picramato di sodio, un colorante rosso sintetico, dannoso per la pelle, che di solito aggiungono in hennè di scarsa qualità, tanto sarà lui a colorare...
Solitamente non scrivo mai di quello che non ho sperimentato in prima persona, ma in questo caso farò un'eccezione, perché credo sia utile mettere “in guardia” dalle problematiche delle tinte tradizionali e trovare invece un buon sostituto.
Il fatto è che non mi sono mai tinta i capelli, anche adesso che cominciano a diventare bianchi. (Me li tengo! Non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea diventare schiava della ricrescita! Tanto si è giovani dentro...).
Perciò, per descrivervi il processo di tintura naturale, vi rimando a questo post: “Una (non tanto) breve guida (un po' mistica) all'indigo”.
E' stato scritto con precisione e minuzia da una ragazza appassionata di cosmesi eco-bio, ma basata su fondamenti scientifici, che ringrazio molto per avere condiviso la sua esperienza. Troverete anche molte informazioni interessanti sulla pianta e sulla molecola di indigo. Inoltre, descrive i vantaggi che potrete ottenere usando l'hennè, per esempio riequilibrare il sebo e la forfora e il fatto che i capelli risultino più voluminosi e protetti. Insomma, viene proprio voglia di provarlo!
Se in futuro dovessi cambiare idea sul tingere i capelli, certamente inizierei consultando quel post.
Mi raccomando, non fatevi spaventare dalla lunghezza e laboriosità del procedimento. Attualmente è l'unica alternativa alle tinte tradizionali e, come sempre, i metodi eco-bio non possono essere a “costo zero”, ci vuole pazienza!
Certamente con l'hennè non è possibile schiarire i capelli.
Se volete dare una schiarita alla chioma in modo sano e naturale, la dott.ssa Riccarda Serri, dermatologa, suggerisce di distribuire bene sui capelli un infuso di camomilla piuttosto concentrato (2-3 bustine in infusione per mezz'ora) e poi di farli asciugare obbligatoriamente al sole. La reazione fotochimica tra camomilla e sole sarà l'artefice del biondo naturale! (dal blog di Io donna).

Per approfondire ecco le fonti:
Biodizionario: Cosmetici e prodotti biodegradabili http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=2
Saicosatispalmi forum, i cosmetici l'ambiente e tutto il resto http://forum.saicosatispalmi.org/

www.mammachimica.it

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Due interventi chirurgici, mai realizzati prima utilizzando un robot, sono stati eseguiti con successo a Modena. I pazienti sono già stati reinstallati e dimessi.

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Lo rivela una ricerca svedese dell'Università di Göteborg pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Neuroscience. Gli studiosi, guidati dal musicologo Bjorn Vickhoff, hanno studiato e analizzato le frequenze cardiache dei membri dei cori della città scoprendo che dopo solo poche battute di una canzone i ritmi del cuore dei membri si sincronizzano, rallentando, con grandi benefici per l'apparato cardiaco.
Si pensa alla possibilità di utilizzare il canto corale come terapia riabilitativa e come supporto per la riduzione dell'ansia e di alcuni tipi di dolore.
(Fonte: Ansa)

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Adoro queste notizie: “Baciarsi fa bene alla salute”. Ad esempio, secondo quanto scrive Ok-salute.it in un bellissimo articolo, un gruppo di psicologi tedeschi avrebbe dimostrato che chi bacia le labbra del partner tutte le mattine prima di uscire vive fino a cinque anni di più. Oltre ad avere uno stipendio più alto, a fare meno incidenti stradali, a rimanere a casa meno giorni dal lavoro per malattia.
E' uno dei dati diffusi sabato 6 luglio in occasione del World Kiss Day, la giornata mondiale del bacio.
Baciarsi fa bene alla salute e aumenta la felicità e l'ottimismo. Allevia il mal di testa (grazie alla maggiore produzione di dopamina ed endorfine), placa l'ansia, regolarizza la pressione e mette di buonumore perché abbassa i livelli di cortisolo, ormone dello stress e alza quelli dell'ossitocina che invece è l'ormone del “benessere”. Baciandosi ci si scambiano anticorpi, con beneficio per le proprie difese nei confronti delle malattie (ricerca condotta all'ospedale Satou di Osaka, in Giappone).
Tutto questo ovviamente rinforza il sistema immunitario ma baciarsi ha anche altri effetti: mantiene i denti sani, migliora l'aspetto della pelle del viso grazie al movimento di ben 29 muscoli del viso e del collo, e fa dimagrire. Si bruciano fino a 20 calorie per ogni minuto di baciamento.
Ecco cosa scriveva, più di duemila anni fa, Catullo alla sua dorata Lesbia:

Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille,
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.
(traduzione di Salvatore Quasimodo)

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Lo rivela una ricerca condotta dallo University College di Londra su 17mila nati nel 1958 e quasi 17mila nel 1970, e pubblicata su Archives of Disease in Childhood. Essere allattati al seno aumenta le chance di successo sulla scala sociale del 24% e riduce il rischio di discesa del 20%.
Non è mai stato dimostrato prima, dichiarano i ricercatori, che il latte materno potesse influenzare in modo così determinante il futuro del neonato.
(Fonte: TgCom)

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Lo rivela un sondaggio condotto su 2.000 persone per conto di una società assicurativa, la “Engage Mutual”. Pare che ci siano alcuni segni inequivocabili dell'avanzare della vecchiaia, e addormentarsi davanti alla televisione accesa è sicuramente uno di questi.
La buona notizia è che si può ringiovanire spegnendola prima di chiudere gli occhi.
Ecco qualche altro segno che indica che stiamo invecchiando: sensazione di rigidità. Agli arti. Gemere quando ci si piega verso il basso, dire: “non era così quando ero giovane”, dire: “ai miei tempi”, perdere i capelli, non sapere quali sono i brani musicali nella top ten, diventare più peloso, compiere gli anni.
(Fonte: LaStampa)
A questo proposito vi consigliamo la lettura di un articolo di Jacopo: “Combattete la vecchiaia fin da giovani!” (clicca qui http://www.jacopofo.com/combattete-vecchiaia-fin-da-giovani)

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Secondo uno studio della State University di New York, il sesso orale rende le donne più felici.
Lo studio è stato condotto da alcuni scienziati maschi.
(Fonte: Funweek.it)

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Sempre dagli Usa arriva un’ottima notizia: i Millennials, ovvero i nati tra il 1980 e il 2000 amano cucinare ed essere informati sui prodotti che mangiano. Risultato: secondo quanto riporta Slow Food (dati NPD Group), McDonald’s non rientra più nella top ten delle catene ristorative preferite dai giovani statunitensi, cioè, un range di consumatori compreso fra i 59 e gli 80 milioni di persone. Negli ultimi quattro anni si è registrato un calo del 16% dei pasti consumati fuori da questa fascia di clienti. Ce la possiamo fare.

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Il numero di vittime di incidenti stradali nel mondo oggi è di 1,3 milioni l’anno. Le Nazioni Unite stimano che se non si corre ai ripari si possa arrivare entro il 2020 a 1,9 milioni mentre l’obiettivo è di ridurne il numero a 0,9 milioni. Per farlo l’Onu sta sviluppando programmi per la tecnologia dell’auto che si guida da sola, o almeno lo fa in grossa parte, per esempio in una comunicazione car-to-car si potrebbe implementare la sicurezza agli incroci, anche per lo scambio di corna e parolacce.

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Chi dorme in media cinque ore per notte tende a ingrassare. Uno studio dell'università del Colorado di Boulder, negli Usa dove rivela che esiste un legame strettissimo tra sonno e fame e che bastano cinque notti insonni per essere indotti a consumare più calorie e metter su peso.
È vero, osservano i ricercatori, che rimanere alzati più a lungo porta a consumare più energia, ma chi resta sveglio è anche portato a mangiare di più e a scegliere cibi più sostanziosi.
Mai visto uno spuntino di mezzanotte a base di carote.
(Font: Ansa.it)

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