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MAMMA CHIMICA (21)

Sara Alberghini, Mamma Chimica

Rubrica a cura di Sara Alberghini, abitante dell'Ecovillaggio Solare di Alcatraz, mamma ed esperta di chimica...
Vuoi conoscere Mamma Chimica? L'abbiamo intervistata

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MAMME ZEN (5)

La rubrica Mamme Zen è a cura di Federica Morrone, giornalista, scrittrice, mamma... Buona lettura!

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Toglieranno il 4-methylimidazole, una sostanza potenzialmente cancerogena (la cui tossicità è stata accertata sugli animali) che si produce durante la fabbricazione del colorante caramello E110d.
Altrimenti avrebbero dovuto scrivere sulle lattine “Rischio Cancro”.
Molto probabilmente farà la stessa cosa anche la Pepsi. Le due bevande sono infatti uguali.

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La riprova scientifica arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics e poi ripreso dal New York Times. La ricerca è durata 2 anni ed è stata condotta su 272 neonati prematuri di 11 ospedali. La ninna-nanna cantata dai genitori rilassa il bebè, rallenta il suo battito cardiaco e il respiro, e lo aiuta a dormire favorendo, indirettamente, una sana crescita.
Se siete stonati quando è più grande va in analisi.
(Fonte: Ansa)

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La Regione Veneto ha deliberato che nei giorni prefestivi e festivi e anche per 4 sere a settimana dalle 20 alle 24 gli ospedali saranno aperti per effettuare visite diagnostiche specialistiche come tac, risonanze e mammografie così da abbassare le lunghe liste d’attesa per gli esami e ottimizzare le risorse della sanità.
Vietato addormentarsi dentro la Tac.

(Fonte: Ansa)

 

 

 

 

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Non indossare il reggiseno o portarlo solo saltuariamente non fa cadere le tette, anzi lasciare i seni liberi da costrizioni aiuta a mantenerli tonici e alti. E' quanto sostiene il professor Jean-Denis Rouillon dell'ospedale francese di Besancon, autore di uno studio condotto su 130 donne e durato 15 anni. Abbandonare il reggiseno ha anche un altro vantaggio: meno mal di schiena, dicono le partecipanti allo studio, il quale durerà altri 10 anni per confermare i dati. Vi faremo sapere. Intanto tenete alto il morale!
(Fonte: TgCom)
La parte femminile e ultracinquantenne della Redazione fa notare che queste affermazioni venivano esclamate in modo deciso durante tutti i cortei femministi degli anni 70, o mentre ci si scaldava le mani davanti ai roghi dei reggiseni.

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Il ministro della Salute della provincia argentina di Santa Fe, Miguel Cappiello, ha annunciato che d'ora in poi il Viagra sarà distribuito gratuitamente nelle farmacie degli ospedali pubblici. “Vogliamo dare una migliore qualità di vita alle persone che hanno problemi sessuali” ha dichiarato Cappiello alla stampa. Per ricevere la pillola blu basterà presentare una ricetta medica. Buona erezione a tutti!
(Fonte: Ilmessaggero)

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E' nota ai chimici come perossido di idrogeno (H_2 O_2), ma la conoscono tutti!
Spesso è presente nelle nostre case come disinfettante per le ferite o dai parrucchieri per decolorare i capelli.
In realtà può essere usata anche in altri modi, sfruttando le sue proprietà igienizzanti e sbiancanti.
Ci permetterà di non comprare alcuni detersivi commerciali, potremo crearne altri efficaci, ecocompatibili ed economici.
Infatti, grazie al suo potere “ossidante”, cioè di formare ossigeno, è un ottimo rimedio per pre-trattare le macchie, eliminare l'odore di sudore, pulire i muri dalla muffa, togliere la puzza di pesce e uova dalle stoviglie e molto altro ancora!
Anche altri prodotti ossidanti hanno la stessa funzione, per esempio la candeggina(*).
Ma la candeggina è molto inquinante, invece l'acqua ossigenata ha il grande vantaggio che dopo il suo utilizzo non rimane alcuna traccia della sua presenza, perché si decompone totalmente in acqua e ossigeno:

 2H_2 O_2 ---> 2H_2 O + O_2 (**)

Riuscite a trovare qualcosa di più biodegradabile?

Però, per creare detersivi o disinfettanti fai-da-te non possiamo usare l'acqua ossigenata per le ferite, quella “a 10 volumi”. Questa concentrazione (il 3% di ossigeno attivo) è troppo  bassa per i nostri scopi.
Bisogna utilizzare l'acqua ossigenata a 130 volumi (36%) e poi effettuare delle diluizioni.
Solitamente la vendono i ferramenta a circa 3 €/l (viene usata per sverniciare il legno).

ATTENZIONE a questa concentrazione è MOLTO IRRITANTE per la pelle e le mucose. Inoltre non bisogna sottoporla a urti e calore.
Non voglio spaventarvi! Voglio solo farvela conoscere. Anche il fuoco brucia ma non per questo non cuciniamo...
Bisogna operare con buon senso e accortezza.

Quindi:
- PER MANEGGIARLA A 130 VOLUMI USARE SEMPRE GUANTI e OCCHIALI
- non usare contenitori e oggetti metallici per la miscelazione, si rovinerebbero e altererebbero anche la soluzione (vi ritrovereste con acqua fresca...). Anche l'acciaio inox non va bene, meglio la plastica.
- non usarla pura a 130 volumi per smacchiare i tessuti, è troppo potente.
- come tutti i prodotti per la casa, non deve essere alla portata dei bambini

L'acqua ossigenata a 130 volumi è stabilizzata mentre non lo è più quando si diluisce, per ri-stabilizzarla basta usare un po' di acido citrico.
Una volta prodotto il vostro detergente ecologico, oltre a trattarlo come qualsiasi altro prodotto per la casa,  è meglio conservarlo al fresco e in bottiglie opache/scure.
Infatti, se l'acqua ossigenata non viene conservata in modo adeguato o non viene stabilizzata, le bottiglie di plastica si gonfiano, significa che si sta decomponendo e producendo ossigeno.
Quindi la concentrazione e di conseguenza il potere igienizzante è diminuito (alcuni produttori o ferramenta per questo motivo bucano il tappo: fate molta attenzione a non rovesciarla!).

Ecco qualche “ricettina” ed esempi di utilizzo.
Come sempre, con i rimedi ecologici, prolungare il tempo di contatto ne aumenta l'efficacia.

CANDEGGINA DELICATA: ovvero acqua ossigenata al 7% (26 volumi), è smacchiante ed igienizzante. E' un buon rimedio per:
- bucato in lavatrice a basse temperature (meno di 40°C) con detersivo liquido. L'igienizzazione con acqua ossigenata è utile perché a volte, lavando a freddo, si potrebbe incorrere nel fenomeno dei “cattivi odori” che si sprigionano dal bucato (sono quelli che si sentono aprendo la lavatrice ed avendo l'impressione di non aver affatto lavato). Metterne un bicchiere durante il primo prelievo di acqua per il ciclo di lavaggio, oppure nella vaschetta della candeggina e la lavatrice se la prende da sola, oppure in due palline separate. Ma non assieme al detersivo che è a pH alcalino, la decomporrebbe subito e non sui panni! Alle basse temperature non ci sono problemi per i capi colorati (infatti l'acqua ossigenata viene comunque ulteriormente diluita nella lavatrice).
- manutenzione per lavatrice che “puzza”: lavaggio a 60 gradi, a vuoto e con un paio di bicchieri di candeggina delicata.

Come si fa: partendo dall'H_2 O_2 a 130v (36%), devo portarla a 26v (7%).
In pratica: 100 ml di acqua ossigenata in 400 ml di acqua distillata: totale 500ml di soluzione. Aggiungere 1 cucchiaino di acido citrico anidro per stabilizzarla. (Facoltativo: 1 cucchiaio di detersivo piatti bio per litro che serve a far penetrare maggiormente la candeggina in profondità nelle fibre, non di più altrimenti potrebbe creare troppa schiuma! Comunque, se si usa in lavatrice per igienizzare il bucato non serve aggiungere detersivo piatti all'acqua ossigenata poiché ovviamente il tensioattivo lo trova già nel detersivo dei panni...).
Personalmente la utilizzo soprattutto d'inverno, l'estate ci pensa già il sole a igienizzare e sbiancare il bucato durante l'asciugatura.
La commerciale “A... candeggina gentile” o il disinfettante liquido che inizia con la “N...” non è altro che acqua ossigenata con aggiunta di altri componenti più o meno discutibili, tanto vale farseli da se!!!

DETERGENTE IGIENIZZANTE E SMACCHIATORE
Ottimo come pre-trattante per le macchie ossidabili (erba, caffè) o l'odore di sudore sulle magliette. Occhio ai colorati, potrebbero scolorire perché spruzzata direttamente sul tessuto (fate una prova).
Perfetto anche per togliere la puzza di pesce e uova dalle stoviglie.
Oppure per pulire i sanitari, le superfici ed eliminare la muffa nelle fughe delle piastrelle (magari aiutati da un vecchio spazzolino). Infatti pulisce (il tensioattivo), disinfetta (l'acqua ossigenata) ed è anche anticalcare (l'acido citrico).
Lo preparo così:
- 100 ml acqua ossigenata a 130 volumi 
- 30 ml detersivo piatti concentrato 
- 25 g acido citrico anidro
- portare tutto a 500 ml con acqua distillata
è molto comodo se utilizzato con uno spruzzino o un flacone del sapone per i piatti.

MUFFA SUI MURI
Per ottenere dei risultati veloci serve una acqua ossigenata a 40/50 volumi. La si spruzza sulla muffa (con i guanti, trattenendo il respiro e occhio agli schizzi!) e si aspettano alcuni minuti. Poi, per togliere i residui, si passa con un panno. Un buon trattamento a base di acqua ossigenata, che toglie anche l'odore, è l'ideale ed indispensabile per eliminare anche le tossine (tipo aflatossine) che non sono certo salutari...
In pratica basta aggiungere 100 ml di acqua ossigenata a 130 volumi a 200 ml di acqua distillata.

PULIZIA LETTIERA GATTO
Mettere due dita di acqua nella lettiera, aggiungere acqua ossigenata e un po' di soda solvay (carbonato di sodio), lasciare agire per 30 minuti e poi risciacquare. Il tempo di contatto è importantissimo, più si lascia in ammollo e meglio è. In questo caso, l'alcalinità che si sviluppa mettendo la soda solvay, genera una grande quantità di ossigeno attivo che sterilizza e non lascia nessun odore (si formerà una schiuma bianca).

DISINFEZIONE PISCINE DOMESTICHE
Si può iniziare provando con mezzo litro di acqua ossigenata a 130 volumi per metro cubo d'acqua. Dopo 3-4 giorni è necessario ripristinare con un paio di bicchieri di acqua ossigenata (sempre al metro cubo).
La dose è molto variabile perché dipende da vari fattori: la qualità dell'acqua, il tempo di esposizione al sole della piscine, lo sporco che si porta dentro e se i bambini hanno gli occhi rossi usandola (allora diminuitela!). Quindi l'importante è tenere sotto controllo l'aspetto dell'acqua, se c'è intorbidimento, indice di proliferazione batterica, bisogna aumentare la quantità di acqua ossigenata.

Ci sono tantissimi casi in cui serva igienizzare o sbiancare, l'acqua ossigenata può risolvere egregiamente ed ecologicamente il problema!
Funziona bene già a basse temperature. Ma, se creiamo un ambiente basico, aggiungendo un po' di soda solvay “nel luogo” dove vogliamo sviluppare ossigeno (es. nell'ammollo), i risultati saranno anche migliori.

IL PERCARBONATO DI SODIO
Un'altra sostanza ossidante, con basso impatto ambientale ma forse meno famosa è il percarbonato di sodio. Ha le stesse proprietà dell'acqua ossigenata ma essendo in polvere richiede temperature più elevate per decomporsi.
In pratica è carbonato di sodio (soda solvay) su cui viene fatta cristallizzare una molecola di acqua ossigenata, quando si scioglie in acqua libera appunto acqua ossigenata e carbonato di sodio.
Per liberare l'ossigeno che igienizza bisogna però superare i 40°C. Se all'interno della polvere non c'è il TAED, (l'attivatore di percarbonato), ci vogliono addirittura temperature più alte.
Quindi, lavando a basse temperature non si attiva, non si decompone e finisce con essere sprecato, inquinando inutilmente.
Come l'acqua ossigenata è un ottimo rimedio come pretrattante delle macchie ossidabili, ma non posso farci uno spruzzino pronto all'uso. E' invece possibile fare una pappetta di percarbonato sciolto in poca acqua, si sfrega sulla macchia e subito in lavatrice (se si secca non funziona più!).
Sbianca molto e attenzione che potrebbe decolorare i delicati (ma che solitamente non laverete ad alte temperature..).
Inoltre è  uno degli ingredienti usati per i detersivi in polvere per lavatrice e lavastoviglie.
Per es. è contenuto nel famoso detersivo igienizzante commerciale “N..”, in polvere, con l'aggiunta di altre sostanze che non lo rendono più così ecocompatibile. Dicevano che era attivo già a 30°C, ma a quella temperatura in realtà non è efficacissimo e molto se ne va nello scarico...
Il percarbonato si può acquistare on line, nei negozi di prodotti bio e anche nei discount. La qualità non è sempre la stessa, bisogna leggere gli ingredienti. Spesso viene chiamato “sbiancante a base di ossigeno”. Lo vendono anche in una grande negozio di arredamento svedese...ha un buon prezzo ed è un buon prodotto (contiene l'attivatore di percarbonato e gli enzimi, che al lavaggio fanno sempre molto bene...).
Attenzione: a differenza dell'acqua ossigenata, non va mischiato all'acido citrico, lo distruggerebbe in pochi secondi!
Non confondetelo con il PERBORATO: recentemente i derivati del boro sono stati ampiamente studiati e la loro pericolosità e l'elevato impatto ambientale ha comportato che il famoso "perborato di sodio" è completamente sparito dal mercato.

ACIDO CITRICO
L'acido citrico è un acido debole contenuto negli agrumi.
E' anche un additivo alimentare, normalmente indicato come E330, che potete trovare in moltissimi prodotti (anche bio) come correttore di acidità, per esempio nelle passate di pomodoro, marmellate, succhi di frutta.
E' sotto forma di sale, inodore e solubile in acqua.
Si può acquistare nei negozi di prodotti biologici e su Commercioetico.it.
Può sostituire egregiamente ed efficacemente alcuni prodotti tradizionali, che spesso contengono sostanze inquinanti per l'ambiente e anche pericolose per gli esseri umani come: ANTICALCARE, BRILLANTANTE, AMMORBIDENTE, BALSAMO CAPELLI, TONICO VISO, DEODORANTE, DISGORGATORE.
Ecco come usarlo, basandosi su alcuni preziosi suggerimenti di Fabrizio Zago, chimico industriale, consulente Ecolabel e ideatore del Biodizionario, (uno strumento indispensabile e completamente gratuito per determinare la pericolosità/biodegradabilità di una sostanza).
CONTINUA A LEGGERE CLICCA QUI

NOTE
(*) L'IPOCLORITO DI SODIO, la comune candeggina, è una molecola economica e super efficace. Come l'acqua ossigenata è un "ossidante" ovvero funziona liberando ossigeno e grazie a questo sbianca, uccide i germi ecc. 
L'unico inconveniente è il suo elevato impatto ambientale, infatti può generare dei composti clororganici molto pericolosi (sostanze organiche che si si arricchiscono di un atomo di cloro).
Anche a diluizioni molto elevate questa sostanza genera questi composti che si ritrovano anche nelle candeggine commerciali. Infatti, sull'etichetta, c'è il simbolo di irritante e anche l'alberello rinsecchito e il pesce morente...
Se ne limiterete l'uso o la sostituirete con l'acqua ossigenata, farete del bene al pianeta e a voi.

(**) La decomposizione l'acqua ossigenata (cioè la sua trasformazione in acqua e ossigeno) è favorita da:
- presenza di metalli, ioni Cu2+, Fe2+, che anche in tracce fungono da catalizzatori, es. impurezze atmosferiche, anche bottoni e cerniere dei vestiti nell'ammollo.
- calore e luce, pertanto deve essere conservata al fresco e in bottiglie opache/scure
- ambiente basico, quindi aggiungendo per esempio soda solvay o bicarbonato all'acqua ossigenata in un ammollo, si genererà una grande quantità di ossigeno.
- sostanze organiche in genere. E' per questo che disinfetta le ferite: l'acqua ossigenata reagisce con un enzima che si trova sulla ferita e genera ossigeno nascente (le bollicine) che ha un elevato potere disinfettante, senza lasciare residui.

IL TITOLO dell'acqua ossigenata viene dato in base al volume di ossigeno che si ottiene dal volume unitario di soluzione.
Se sul flacone c'è l'indicazione “a 10 volumi” significa che l'acqua ossigenata è in grado di liberare una quantità di ossigeno pari a 10 volte il suo volume (ecco perché c'è scritto che il flacone potrebbe gonfiarsi con il tempo).
Quindi una soluzione è al 3,5% di H_2 O_2 sviluppa 11,5 volumi di O_2, perché in un litro di soluzione ci sono 35 gr di H_2 O_2 che forniscono 11,5 litri di O_2, a 0° e 1 atm.

Per approfondire ecco le fonti:
Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili: forum di Fabrizio Zago, chimico industriale, consulente Ecolabel e per molte catene di distribuzione e fabbricanti di detergenti e cosmetici sensibili all'ecologia www.biodizionario.it e http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=2

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Lo rivela uno studio condotto dall'Università di Pavia. Chi fa tanto sesso avrebbe un'intelligenza più sviluppata rispetto a chi non ha un'intensa attività sessuale. Durante l'orgasmo aumentano infatti i livelli di prolattina, un ormone che favorisce l'ossigenazione cellulare del cervello.
Se la notizia non è chiara provate a rileggerla dopo aver trombato.
(Fonte: Leggo.it)

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Questa giustificazione per non fare l'amore non funzionerà più! Una ricerca tedesca pubblicata sulla rivista Cephalalgia e condotta da alcuni neurologi dell'Universita' di Muenster, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, su 400 pazienti, dimostra che il sesso durante un attacco di emicrania o di cefalea a grappolo aiuta ad alleviare il dolore.
(Fonte: Ansa)

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Soprannominato “e-joint”, “spinello bionico” o “cannacig”, viene prodotto negli Usa dalla Rapid Fire Marketing e costa al pubblico 69,95 dollari. Per il momento viene distribuito nei dispensari di marijuana terapeutica della California ed entro la fine dell'anno verrà inviato via posta nei paesi che ne consentono l'uso. In Italia no, ovviamente...
L'utilizzo di questo "inalatore" di cannabis elimina il problema di dover fumare rollando la marijuana in una cartina e accendendola provocando combustione.
Nel video una breve review in inglese del prodotto. Alla fine le immagini sono tutte storte... a dimostrazione che funziona!
(Fonte: Huffingtonpost.it)

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La bella stagione si avvicina e non vedo l'ora di passare più tempo all'aperto con i bimbi.
Divertirsi al sole porta innumerevoli benefici, ma per prenderlo con tranquillità bisogna innanzitutto avere buon senso (evitando magari di fare le lucertole nelle ore centrali della giornata) e ovviamente leggere gli ingredienti (l'INCI) dei prodotti solari.
Le creme solari, per essere tali, devono contenere dei filtri solari, ovvero delle sostanze che ci proteggano dai raggi ultravioletti UVA (responsabili dell'invecchiamento prematuro della pelle) e dai raggi UVB (che causano le scottature e gli eritemi). E comunque, nessun prodotto cosmetico è in grado di filtrare la totalità dei raggi ultravioletti.
Il fattore di protezione solare (SPF) scritto in etichetta indica la protezione verso i raggi UVB, ovvero di quante volte posso prolungare il tempo di esposizione al sole prima che subentri l'eritema.
In pratica, se solitamente mi compare la scottatura dopo 5 minuti di esposizione senza crema, con un prodotto SPF 30 potrò stare 5 x 30 = 150 minuti prima di scottarmi.
Però gli SPF sono valori calcolati da prove in laboratorio, per un massimo di 2 ore e con una certa quantità di crema (precisamente 2mg/cm2 ).
La Direttiva Europea del 2006 n.647 indica infatti che “per raggiungere il livello di protezione indicato dal fattore di protezione solare, i prodotti devono essere applicati in quantitativi analoghi a quelli utilizzati in sede di prova, vale a dire 2 mg/cm2, pari a 6 cucchiaini da tè (36 grammi circa) di lozione, per il corpo di un adulto medio”.
E allora dobbiamo considerare che non abbiamo tutti la stessa carnagione, andiamo al mare a orari diversi e molto spesso ce ne spalmiamo molto meno! Quindi non ci si può basare solo su di un calcolo matematico del tempo prima di arrostirsi!
Per quanto riguarda invece la protezione verso i raggi UVA, questa dovrebbe essere uguale o maggiore di 1/3 di quella UVB dichiarata, cioè se una crema ha un SPF di 30, deve possedere un effetto filtrante UVA almeno di 10 (sempre secondo la Direttiva CE del 2006, ma è una raccomandazione, non è vincolante!).
I filtri solari possono essere di 2 tipi, fisici e chimici e agiscono in due modi diversi quando vengono spalmati sulla nostra pelle. Semplificando molto succede questo: i filtri chimici assorbono la radiazione solare e la trasformano in calore, i filtri fisici la riflettono (come uno specchio).
Ecco perché vanno messi prima di arrivare in spiaggia ed esporsi al sole. Di certo non è una buona idea lasciarli in borsa al caldo sotto l'ombrellone...
I filtri chimici sono sostanze vietate nei disciplinari dei prodotti eco-bio. Sono molecole di sintesi (cioè create in laboratorio) spesso complesse e piuttosto inquinanti (è dimostrato che il loro bioaccumulo provoca danni ambientali). Inoltre, se non sono «fotostabili», cioè resistenti alla radiazione solare, durante l'assorbimento dell'energia degli UV potrebbero creare altri composti dannosi per la pelle.
Inoltre, cosa piuttosto preoccupante secondo me, sono stati trovati nel latte materno!
Per esempio molecole come Ossibenzone=benzophenone-3, 4-Methylbenzylidencamphor, Paraaminobenzoico acid(PABA) sono considerati problematici.
Esistono però anche i filtri chimici di nuova generazione che sembrano non essere più così invasivi (almeno secondo gli studi attuali) e maggiormente fotostabili e sono: Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Ac= Mexoryl SX, Drometrizole Trisiloxane= Mexoryl XL , Bis-Ethylhexyloxyphenyl Triazine = Tinosorb S, Methyilene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol = Tinosorb M.
Terrificanti questi nomi vero?
Faccio fatica pure io a ricordarli... ma con un po' di attenzione e l'aiuto del Biodizionario sarà facile individuarli!
Bisogna anche tenere conto che i filtri solari non sono solo presenti nelle protezioni solari “dichiarate”, ma anche in alcune creme giorno o creme per le mani (che vengono denominate a volte “anti invecchiamento”).
Quindi è probabile che veniamo a contatto con essi molte più volte nella giornata e durante l'anno, non solo se andiamo in spiaggia.
Nei solari eco-bio troveremo solo filtro fisico, ovvero il biossido di titanio per l'UVB (inci name: Titanium Dioxide). Per schermare gli UVA è spesso accoppiato con il gamma orizanolo o l'ossido di zinco, sostanze ammesse nelle formulazioni cosmetiche ma non classificate come filtri solare UV dal regolamento cosmetici.
Anche con il filtro fisico ci deve però essere accortezza nella formulazione del prodotto.
Infatti, per migliorare la piacevolezza e spalmabilità della crema, spesso il biossido di titanio viene «micronizzato», cioè ridotto in particelle molto piccole, altrimenti lascerebbero uno strato bianco sulla pelle molto evidente. Questa riduzione delle dimensioni però potrebbe causare la formazione di radicali liberi una volta esposto ai raggi solari. Quindi, in una crema solare ben fatta a base di biossido di titanio, devono essere presenti in quantità anche gli antiossidanti (vitamina E per esempio, che blocca i fenomeni ossidativi).
L'importante è che questi filtri minerali non siano in forma “nano", cioè particelle ancora più piccole delle micro. Infatti, da alcuni studi effettuati, sembra possano penetrare nelle cellule e non sappiamo che reazioni questo possa scatenare...
Comunque, per non rinunciare agli indiscutibili vantaggi di stare al sole, cerchiamo di ricordarci alcune cosette in merito alle creme solari:

- Spalmarle a casa, o comunque PRIMA di esporsi al sole, diventerà una proficua abitudine
- Lavare sempre il solare a fine giornata, evitando di dormire con tutte quelle molecole strane...
- Se sei una mamma che allatta magari cerca di evitare i prodotti contenenti filtri chimici...
- Se fatti bene, i solari resistono anche ai bagni interminabili dei marmocchi, ma sicuramente un'aggiuntina sarà di aiuto
- Sarebbe meglio non usare l'anno successivo alla fabbricazione le creme a base dei filtri chimici, perché questi si degradano nel tempo e non potremo sapere se la protezione da alta sia diventata media o addirittura bassa. Invece per quelle a base di filtro chimico non cambia nulla
- I filtri fisici «nano» li escluderei a priori
- Se si decide di acquistare solari a base di filtro fisico (biossido di titanio), cercare tra quelli più ricchi di antiossidanti: vitamina E, gamma orizanolo, estratto di carota, ecc.
Se si opta per i solari a base di filtri chimici scegliere quelli contenenti i filtri di nuova generazione (Tinosorb, Mexoryl) e magari senza petrolati, siliconi e altri ingredienti problematici

Esattamente come gli altri cosmetici, non è detto che il prodotto migliore sia quello più pubblicizzato o si compri solo in farmacia o erboristeria. Potrebbe esserci anche nella grande distribuzione.
Personalmente ritengo che per i bambini sia ancora più importante preferire prodotti ben formulati. Non solo perché la loro pelle è delicata, ma anche per non spalmare loro molecole strane. Vi assicuro che ce ne sono di buoni, di aziende italiane e a costi contenuti.
Anche se, secondo gli esperti, la migliore protezione solare per i bimbi è maglietta e cappellino...
BUON SOLE!!!!!

Per approfondire:
L'angolo di Lola http://lola.mondoweb.net/viewtopic.php?f=22&t=5996
BioDizionario: Cosmetici e prodotti Biodegradabili http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=2

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