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Tutte le notizie di Ecologia, Ambiente, Energia Rinnovabili, Risparmio Energetico pubblicate su Cacao

E noi come per gli altri quattro intervistiamo Maria Cristina Dalbosco, che il nuovo conto energia se lo è studiato parola per parola. Iniziando l'intervista il suo commento è stato: “Il quinto conto energia per il fotovoltaico cambia tutto!”...
Buona lettura!

Ciao Cristina, diamo per scontato che i nostri lettori sappiano che cos'è un impianto solare fotovoltaico per la produzione di energia elettrica rinnovabile... ma che cos'è questo Conto Energia? E perché dal 2007 è stato revisionato ben 5 volte?

Quando parliamo di "Conto Energia" ci riferiamo a un sistema di incentivazione che "paga" coloro che installano un impianto fotovoltaico. Questo contributo non viene dato a coprire la spesa di installazione (non è, cioè, un contributo in conto capitale) ma è calcolato sulla base della produzione dell'impianto e viene pagato mensilmente o bimestralmente per 20 anni. Questo spiega in parte anche le continue revisioni... al di là delle simpatie (o antipatie!) più o meno velate di chi ci governa nei confronti delle incentivazioni alle rinnovabili, le varie "edizioni" sono intervenute soprattutto sull'entità degli incentivi e sui meccanismi di conteggio. C'è da dire - ma su questo penso torneremo dopo - che il Quinto Conto Energia, in vigore dal 27 agosto scorso, ha rivoluzionato non poco tutto il sistema...

Il motto del gruppo d'acquisto sul fotovoltaico che abbiamo creato è sempre stato: “Impianti a costo zero”, è ancora così?

Certo, Simone, è ancora così. Benchè gli incentivi siano calati tantissimo rispetto al 2007 - quando partì il secondo CE, quello che ha permesso la diffusione del fotovoltaico in Italia - il costo di installazione di un impianto si è fortemente ridotto e l'iniziale esborso si ripaga senza alcun dubbio sia grazie all'incentivo, sia grazie al risparmio del costo della bolletta. I tempi di rientro della spesa, che variano a seconda del tipo di impianto e soprattutto alla sua localizzazione (il nostro meraviglioso e soleggiato sud è finalmente avvantaggiato!) sono tra i 10 e i 12 anni.

Vorrei mettermi nei panni di chi decide di installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa sua. Inizialmente avrà mille dubbi... Quanto costa un mq di pannelli fotovoltaici oggi?

Di questi tempi i dubbi sono più che legittimi, e nessuno ha voglia di buttare soldi dalla finestra! Ma i soldi spesi per un impianto fotovoltaico esposto favorevolmente e correttamente dimensionato sono un vero e proprio investimento: i preventivi che in questi ultimi giorni sono passati tra le mani di Sebastian (l'angelo custode dei nostri aderenti!) riportano costi che vanno dai 2.500 ai 3.000 euro per kW di potenza installata: questo significa che con molto meno di 10mila euro è possibile diventare produttori di energia elettrica!

Dunque, se ho capito bene, lo Stato, nella figura del GSE, Gestori Servizi Elettrici, paga la produzione di energia del mio impianto... esatto?

Mhh... no, non è del tutto esatto:  il Quinto Conto Energia ha modificato radicalmente il meccanismo di calcolo degli incentivi, che oggi si basa sulla somma della tariffa omnicomprensiva con la tariffa di autoconsumo...

Tariffa onnicomprensiva?!? Puoi spiegarlo meglio?

La tariffa onnicomprensiva indica l'incentivo riconosciuto per 20 anni per l'energia prodotta dall'impianto e immessa nella rete.
In comune con gli altri Conto Energia ha il fatto di variare a seconda del tipo di impianto (su tetto, a terra, con materiali di provenienza europea, integrati e innovativi, a concentrazione...) e della potenza dell'impianto (si conferma che più l'impianto è grande meno incentivi riceve), ma diversamente da prima questi incentivi non vengono più calcolati su tutta la produzione dell'impianto ma solo sulla quantità di energia che viene immessa in rete.

Questo significa dunque che non conviene utilizzare l'energia prodotta dall'impianto? Che è meglio utilizzare gli elettrodomestici di notte?

Nooo... E per due motivi!
Primo: non utilizzare la propria energia significa pagare la bolletta! Quello che non prendo dal mio impianto lo prendo dalla rete, e dunque lo pago... E, attenzione: lo pago di più di quanto mi viene dato dalla tariffa onnicomprensiva! Ed è già un buon motivo per far andare lavatrice e lavastoviglie di giorno.
Ma se non bastasse c'è una seconda ragione: come dicevo sopra, accanto alla tariffa onnicomprensiva, il quinto Conto Energia prevede una tariffa premio per autoconsumo; in altre parole il GSE "premia" con un ulteriore incentivo calcolato sull'energia autoconsumata.

Detta così sembra un po' complicato... Alla fin fine, se installo oggi un impianto fotovoltaico, quale può essere il rientro economico in 20 anni?

Un'analisi di investimento che si avvicini il più possibile alla realtà - come abbiamo sempre elaborato per i nostri aderenti - oggi non è quasi più possibile perché la variabile tra autoconsumo e immissione in rete può spostare parecchio: tuttavia, anche senza entrare nel merito, non vi è dubbio che la massima convenienza si ha nel consumare quanto più possibile l'energia autoprodotta durante il giorno. Un esempio? Immaginiamo il "classico" impianto da 3 kWp (quello di cui abbiamo parlato sopra, che per ipotesi mi è costato 8.500 euro...): ora, se durante il giorno non consumassi mai nulla (e dunque pagassi l'intera bolletta senza avere il premio di autoconsumo), alla fine dei 20 anni avrei una resa economica intorno ai 14mila euro; se al contrario utilizzassi tutta l'energia durante il giorno, la resa economica (data, lo ripeto, dalla somma degli incentivi con il risparmio della bolletta) è di circa 3mila euro più alta. E così ho risposto alla tua domanda: vedi che comunque, sia nell'uno che nell'altro caso, il rientro economico c'è e alla fine vale il motto "Impianti a costo zero"!     

Quanto è la vita del mio impianto? Che manutenzione richiede un pannello solare?

La vita di un impianto fotovoltaico supera i 30 anni: pensa... fra 30 anni l'energia costerà tantissimo, e chi ha il suo impianto avrà un risparmio davvero alto! La manutenzione dei pannelli è banale: tenerli puliti da polvere ed eventuali foglie e controllare che si mantengano integri. Ricordo che i materiali hanno una garanzia della ditta produttrice, e che l'eventualità di danni può essere coperta da un'assicurazione. Nell'arco di vita di un impianto fotovoltaico è da tenere conto la necessità di sostituire l'inverter, che ai 30/35 anni non arriva...   

E' un investimento che, in tutta franchezza, consiglieresti a chi può permetterselo?

Certamente! E le cifre riportate sopra mi sembra che lo dimostrino. In più c'è quello straordinario valore aggiunto dato dalla consapevolezza che non si tratta di un mero investimento "per far soldi" ma di una azione che oltre al nostro conto corrente bancario fa bene all'aria che respiriamo e all'ambiente in cui viviamo: e intendo l'ambiente politico-sociale... Ricordi lo slogan di Alex Zanotelli: "Voti ogni volta che fai la spesa"? (domanda retorica... è lo slogan che abbiamo fatto nostro a CommercioEtico!) Beh, qui è anche "voti ogni volta che accendi la luce"...

Come funziona invece per i grandi impianti?

Quanto raccontato finora vale per gli impianti fino ai 12 kWp; sopra questa potenza il quinto Conto Energia ha stravolto il sistema di accesso agli incentivi. Se l'impianto è maggiore di 12 kWp è necessario iscriversi a un Registro e in un secondo momento il GSE stila una graduatoria; gli impianti tra i 12 e i 20 kWp possono evitare l'iscrizione al Registro rinunciando al 20% dell'incentivo. L'iscrizione al primo Registro si è già chiusa, dovrebbe essere riaperta entro 6 mesi.

Cosa offre Energia Arcobaleno con questo quinto Conto Energia?

Fin dall'inizio abbiamo detto che ciò che vogliamo garantire all'interno dei nostri gruppi di acquisto è la NORMALITA': chiarezza, trasparenza, informazione, prezzi equi, materiali ottimi, gente per bene, e un po' di buon senso per risolvere piccole questioni o difficoltà che comunque possono esserci ... insomma, tutto ciò che - a volte rischiamo di dimenticarlo - dovrebbe essere "normale"!

Vuoi installare un impianto fotovoltaico a casa tua? Leggi come funziona il gruppo d'acquisto su Energia Arcobaleno.

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Molti dei siti che regolarmente consultiamo per la stesura di Cacao stanno battendo la notizia che in Italia, stando a quanto ha rilevato Legambiente nel rapporto Comuni Rinnovabili 2012, il 95% dei Comuni italiani si è dotato di almeno un impianto per produrre energia elettrica da fonte rinnovabile. Si è passati dai 3.190 del 2008 a 6.993 del 2010 fino ai 7.986 Comuni odierni. 23 di questi hanno abbandonato le fonti fossili e sono 100% rinnovabili.
Cresce anche la produzione: in Italia il 26,6% dei consumi energetici viene soddisfatto con fonti verdi, dal solare all'eolico, dalle biomasse alla geotermia, all'idroelettrico.
Se vi piacciono i numeri, qui ne trovate altri, suddivisi per fonti energetiche.
Un'altra notizia comparsa qualche settimana fa classificava il nostro Paese al primo posto in Europa e al terzo nel mondo per potenza fotovoltaica installata. Con i nostri 13 GWh e oltre 341mila impianti in funzione abbiamo superato la Germania, il Giappone, la Spagna, gli Stati Uniti e addirittura la Cina.
Tutto ciò nonostante siano stati emanati ben quattro diversi "Conti Energia" e si stia parlando proprio in questi giorni del quinto.
Ma oggi, per una famiglia italiana, è ancora conveniente installare un impianto fotovoltaico?
Lo abbiamo chiesto alla maggiore esperta di energie rinnovabili che conosciamo, Maria Cristina Dalbosco, che ha la scrivania di fianco alla mia.
Da oltre 5 anni Maria Cristina, con il prezioso e fondamentale supporto di Sebastian, organizza, gestisce e coordina il Gruppo d'acquisto di pannelli fotovoltaici che ha all'attivo oltre 250 impianti.

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Si stanno diffondendo in Italia i punti di riciclo “FAREraccolta”, un nuovo sistema, definito non convenzionale, di fare la raccolta differenziata dei rifiuti in Pet. Per ogni pezzo (bottiglia o altro) inserito nel macchinario, che si può trovare in bar, lavanderie ed esercizi commerciali, l'utente riceve un buon acquisto da 2 centesimi di euro da spendere in uno dei negozi convenzionati con l'iniziativa. La plastica raccolta viene successivamente rivenduta al consorzio Ricicla al prezzo di 416 euro a tonnellata.
Per ora FAREraccolta è presente a Ferrara, Milano, Reggio Emilia, Misano Adriatico, Resana (TV), Lucca, San Marino e Riccione.
Per maggiori informazioni http://www.fareraccolta.it/
(Fonte: Acquistiverdi.it)

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Dopo 4 anni di progettazione e test viene ufficialmente presentata al Motor Show di Bologna, 5-9 dicembre, i.Car0, un'auto per la città completamente elettrica prodotta dall'azienda livornese GoGreen.
Qualche caratteristica tecnica: velocità di crociera 75 km/h, autonomia delle batterie 165 km contro una media del suo segmento di 75 km, 2 posti, 300 litri di bagagliaio, sistema satellitare di assistenza e controllo da remoto 24h su 24 e prezzo di listino per la versione Base di 9.890 euro batterie escluse (per queste ultime si sottoscrive un abbonamento di noleggio).
Sarà in vendita da febbraio 2013.
(Fonte: Ecquologia.com)

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Scienziati della University of Massachusetts Lowell e della Wichita State University stanno lavorando a nuove pale eoliche biodegradabili, realizzate con resine derivate da oli vegetali. Al termine del ciclo di vita si possono buttare nel compost.
Il progetto ha ricevuto 1,9 milioni dollari di sovvenzioni dal NSF (National Science Foundation).
(Fonte: BuoneNotizie.it)

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Sabato 1 dicembre e domenica 2 in molte piazze italiane i volontari della Lipu, Lega italiana protezioni uccelli, venderanno vino biologico e lenticchie per raccogliere fondi.
Aderite se potete, il mondo senza uccelli non sarebbe più lo stesso...
Per maggiori informazioni http://www.lipu.it/

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L'idea è della storica cartiera Favini di Rossano Veneto, in provincia di Vicenza, attiva da oltre un secolo. La nuova carta ecologica si chiama Crush ed è realizzata con il 30% di carta riciclata e un 15% di sottoprodotti dell'industria agro-alimentare (gli scarti degli agrumi utilizzati per produrre succhi, ad esempio, ma anche scarti di mais, mandorle, nocciole, olive). La carta che ne deriva ha un “interessante e distintivo effetto tattile”. Attualmente è disponibile in 7 tonalità di colore.
Il restante 55% di cellulosa vergine che compone la carta Crush proviene da foreste controllate e gestite in modo sostenibile, con certificazione FSC.
(Fonte: Tecnologiaericerca.com)

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Come è noto domenica prossima gli elettori del centro sinistra sono invitati a scegliere tra Renzi e Bersani. Ricordiamo che Greenpeace ha lanciato da tempo la campagna Iononvivoto.org con la quale viene chiesto a tutti i candidati politici che assumano impegni precisi per salvaguardare ambiente, salute, economia e occupazione. Finora hanno risposto solo Vendola, Puppato, Di Pietro e Samorì. Che cosa aspettano gli altri? E soprattutto, cosa aspettano i due leader candidati a governare il Paese? Loro continuano a non dirci che cosa sceglieranno: le energie fossili, quelle del passato, che mettono a rischio la salute e il clima o le fonti rinnovabili, quelle del futuro, che ci salveranno dai cambiamenti climatici e creeranno nuovi posti di lavoro? Per aderire alla campagna si può firmare qui: www.iononvivoto.org

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Cari amici,
ce l'abbiamo fatta... dopo molti esperimenti, infinite ricerche, decinaia e decinaia di telefonate e mail possiamo finalmente affermare "Abbiamo il Mini-eolico!"

La storia, come ricorderà chi ci segue da tempo, affonda nella notte dei tempi: quando parte il progetto del fotovoltaico, forti anche del grande successo riscosso, ci chiediamo subito se sia possibile replicare l'esperienza con l'eolico. E immediatamente ci rendiamo conto che le condizioni sono molto diverse: mentre chiunque di noi può sapere se il proprio tetto (o il terreno) è ben esposto a sud e può dunque programmare l'installazione di un impianto fotovoltaico senza avere grosse sorprese, quando si va a parlare di vento le certezze sembrano svanire.

Decidiamo pertanto di approfondire proprio questo punto: Jacopo interpella moltissime aziende che propongono pale eoliche chiedendo una vendita con garanzia di produzione minima...

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Ufficialmente presentato alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Teramo il progetto Ve.Le, una pista ciclabile di 1.100 km che unisce Venezia a Lecce (viene chiamata anche Ciclovia Adriatica). La proposta, che riprende Ven.to (pista ciclabile da Venezia a Torino) prevede che tutte le amministrazioni che fanno parte dell'itinerario si impegnino a costruire nuove piste ciclabili e a sistemare quelle esistenti, comprese le infrastrutture ad esse legate.
(Fonte: Ecoblog)

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