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TORNIAMO IL 5 SETTEMBRE, BUONA ESTATE A TUTTI!!!

VACANZE ESTIVE dedicate al benessere, al relax, allo sport, al divertimento e al buon cibo 13-20 agosto: TREKKING E PASSEGGIATE ALLA SCOPERTA DEI SENTIERI DELL'UMBRIA
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Olio di colza e biodiesel: la nostra campagna

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Giugno 2000
Il 26 giugno 2000 c'è stata una conferenza stampa a Cervia nella quale Dario Fo e Franca Rame hanno presentato Il libro bianco sull'inquinamento di A. Ferrara, N.Cerino, G. Rosafio realizzato con il patrocinio e la collaborazione della cattedra di Malattie Respiratorie dell'Università di Siena e del Centro Studi  Ambiente e Ricerca.

Questo lavoro scientifico dimostra, dati alla mano due cose agghiaccianti:
1) il numero dei morti per inquinamento da auto e caldaie, in Italia, è misurabile in decine di
migliaia ed è in aumento. Un solo esempio: la mortalità per malattie polmonari è passata da 20 casi ogni 100 mila abitanti nel 1972 a quasi 180 nel 1999. E parliamo di medie nazionali, se esistessero dati suddivisi per aree di rischio si evidenzierebbe una situazione ancora pi? drammatica. Non si fa nulla per limitare il danno. Nelle maggiori città italiane vengono costantemente superati i limiti imposti dalla legge sulle percentuali di veleni presenti nell'aria.

2) L'altro punto proposto nella conferenza stampa è che esistono le premesse tecnologiche per eliminare l'inquinamento del sistema dei carburanti derivati dal petrolio a partire da domani mattina. I motori diesel potrebbero funzionare perfettamente a olio di colza e quelli a benzina a metano, gpl, o metanolo. Questi carburanti sono disponibili, hanno un costo inferiore ai derivati del petrolio e non comportano sensibili perdite di efficienza delle auto, anzi l'olio di colza è migliore del gasolio tanto che la Volkswagen lo usa sulle auto da competizione (e vince).
La sostituzione dei derivati del petrolio con bio-carburanti ridurrebbe del 90% l'inquinamento tossico nelle città. Aspettando le auto elettriche questa è l'unica soluzione immediatamente praticabile.
A questo punto la nostra idea per far scoppiare la situazione è quella di appellarci alla legge.
I comuni delle maggiori città italiane sono fuori legge perché si superano, a volte di 3 volte, i limiti massimi di inquinamento. E con i sindaci sono fuori legge i ministri della Sanità e Trasporti e il Capo del Governo.
La prossima mossa è quella di denunciarli tutti per strage, massacro e atti osceni in luogo pubblico.
Se la denuncia sarà firmata da un numero sufficiente di "personalità" otterremo non certo il loro arresto ma forse uno smottamento nel muro di gomma dell'indifferenza generale. E magari chissà che non gli pigliasse il bruciore al culo a questi fottutissimi briganti!
Allora non c'è un minuto da perdere, ci sono 10 mila persone da salvare da morte certa, milioni di persone da proteggere dall'aria puzzona. Avanti, ci servono le adesioni di migliaia di persone, avvocati, medici e giudici d'assalto. Un bombardamento di denunce. Intanto Paola e Giovanni si occupano di trovare 5 mila persone che blocchino gli ingressi delle auto alla città di Roma per la prossima settimana. Giuliana, Carlo e Fabio si occupano di Milano. Luca e Maria: Torino. Andrea e Lucia: Napoli. Franca e Giorgio: Palermo. Marco e Isabella: Trieste. Sandro e Sandra: Genova. Maurizio e Carla invece circonderanno il Petrolchimico di Porto Marghera con 4000 persone e impediranno l'ingresso degli operai. Gigi e Raffaella organizzano il picchettaggio di giornali e tv.
Antonio e Maria Cristina circondano la Camera  il Senato e il  Palazzo di Giustizia di Roma.

Gli blocchiamo il meccanismo del massacro fino a che non rendono disponibili e obbligatori gli eco-carburanti.


Abolire i carburanti derivati dal petrolio OGGI è possibile
Tutti sappiamo che l'inquinamento fa male. Ma non tutti danno la stessa valutazione della gravità degli effetti dell'inquinamento.

Se chiediamo alla gente per strada: "Qual'è la minaccia più grave per la nostra società?". Molti risponderanno che c'è l'emergenza droga, gli immigrati, la disoccupazione...
Anche se la coscienza ambientalista ha fatto in questi anni passi da gigante non sono molti quanti si rendono conto della gravità della situazione. In particolare è poco sentito il problema del danno costituito dal sistema auto-velocità-carburanti tossici.
E non è un caso visto che per decenni le multinazionali dell'auto hanno investito miliardi in una vera e propria campagna di disinformazione. Solo recentemente la Ford ha smesso di finanziare la fondazione che aveva proprio lo scopo di togliere credibilità agli scienziati che sostenevano l'esistenza di un nesso tra effetto serra, danni al clima e sistema dell'auto, arrivando persino a negare che si sia di fronte a un drammatico cambiamento del clima.
L'esempio della Ford è stato seguito a ruota dalle altre maggiori case automobilistiche americane.
Non solo: l'Oms francese ha cambiato i criteri di elaborazione dei dati sulle cause di morte e ne è risultato che l'inquinamento, e in particolare l'uso di benzina e gasolio, sono la prima causa di morte in quel paese. Contemporaneamente la Ford e la Mercedes si stanno buttando sul motore a idrogeno e la Daewoo mette sul mercato l'auto elettrica (ma solo in Giappone).
Cosa sta succedendo?
Semplicemente molti si sono accorti che è stato oltrepassato il livello di emergenza. La parte più sensibile dei produttori d'auto ha capito che non potrà durare così a lungo e quindi hanno deciso di cambiare tattica per non restare esclusi da una rivoluzione che ormai è irreversibile.
Il nocciolo della situazione è che si sta per cambiare sistema ma che alcuni paesi lo faranno più lentamente di altri e questa lentezza avrà un costo mostruoso in termini di vite umane, costi sociali e anche sul piano della vitalità economica dei paesi: la Fiat, ancorata com'è a vecchi criteri speculativi e protezionisti del "sistema auto", rischia di essere fatta a pezzi dalla concorrenza di chi saprà convertire rapidamente i propri prodotti.
La situazione sta evolvendo con una velocità che fino a ieri era conosciuta solo nel settore dell'informatica e dei telefoni cellulari. Il presidente della Ford, ha annunciato che entro 12 mesi metterà sul mercato un'auto con un motore a idrogeno. La  Mercedes prevede tempi simili...
Questo è un fatto col quale solo gli stupidi possono non fare i conti.

Ma torniamo ai danni del sistema-auto.
Il primo elemento ormai indiscutibile, è che l'inquinamento da auto è la prima causa di morte nei paesi industrializzati. E' falso che sia il tabacco la prima causa di morte. Infatti il tabacco è solo una concausa. Lo dimostra il fatto che nelle province italiane meno densamente popolate si vive fino a 5 anni di più che nei centri urbani e certamente non perché si fumi di meno.
I fumatori muoiono perché vivono in città e si respirano, prima delle sigarette, i gas di scarico di auto e caldaie.
E non si può sottovalutare il fatto che sono in aumento verticale asma e allergie che hanno come causa evidente la qualità dell'aria e dei cibi. Quello che è successo è che l'inquinamento e in particolar modo l'inquinamento da auto è diventato un elemento peggiorativo per tutte le patologie degli abitanti delle grandi città.
Il premio Nobel Rubbia ha dichiarato che per ogni litro di carburante consumato nelle grandi città la collettività sostiene un costo di 1400 lire in spese sanitarie (medicine, ricoveri, assenze dal lavoro).
Questi dati terrificanti sono però solo un aspetto del problema.
C'è l'inquinamento determinato dalla produzione dei carburanti: estrazione, trasporto (petroliere che si spaccano nell'oceano), raffinazione, esalazioni che colpiscono i benzinai (una delle categorie professionali più colpite da tumori e malattie respiratorie). C'è l'effetto serra: il riscaldamento del clima, nuove malattie, insetti cattivissimi, tornadi, scioglimento dei ghiacciai, aumento del livello del mare...
E se non bastasse c'è il dramma degli incidenti d'auto.
E qui l'Italia è in testa a tutte le statistiche. 1200 morti all'anno e circa 2000 paralizzati e grandi invalidi a causa degli incidenti. La velocità è la prima causa di morte per le persone sotto i 20 anni. Su due persone paralizzate una ha avuto un incidente con un motorino. Siamo infatti il paese dove correre in auto è quasi un diritto costituzionale. Negli Usa il limite di velocità è drasticamente posto sotto i 100 km orari, in Francia chi supera i limiti si vede sequestrare l'auto con un atto giudiziari immediato, visto che a bordo delle auto della polizia della strada viaggia un pubblico ufficiale con delega giudiziaria.
In Italia abbiamo visto i benefici effetti di quei pochi mesi nei quali il Ministro Ferri pose il limite di velocità a 110 km orari e fece qualche cosa per farlo rispettare. Diminuì drasticamente il numero e la gravità degli incidenti, diminuì addirittura del 30% il consumo di carburante sull'autostrada, il traffico risultò più fluido e diminuirono i tempi medi di percorrenza. E questo nonostante i giornali della cordata della Fiat, Corriere della Sera in testa, si sbracciassero a togliere credibilità all'iniziativa fornendo le dislocazioni dei rivelatori di velocità della polizia e consigli su come
invalidare le foto dei rivelatori fotografici di velocità, spruzzando lacca per capelli sulla targa dell'auto.
Fu una vera vergogna e dopo poco il provvedimento fu ritirato e si tornò alla tolleranza consueta verso i virili birbaccioni che vanno a 150.
Nell'ultimo week end sono morti 10 ragazzi, e il Ministro Livia Turco chiede la chiusura anticipata delle discoteche. E fa tristezza vedere come la disinformazione faccia vittime anche tra persone per molti altri versi brillanti...
Se non volete ragazzi morti all'alba sulle strade fate rispettare il codice della strada!!!
Il Ministro Ferri, peraltro beccato pure lui a infrangere i limiti di velocità con la sua auto blu, ebbe un'idea semplice: annunciò l'istituzione di una squadriglia di auto, senza contrassegni della polizia, che avrebbero viaggiato a velocità legale munite di videocamere atte a riprendere tutte le auto che le avessero superate. Datemi 100 di queste auto con cinepresa e l'autorità per sequestrare l'auto
a chiunque superi di 20 km orari i limiti e vi azzero i morti per incidenti in 3 settimane.
Lo slogan potrebbe essere:" Puoi correre per mille chilometri, poi però ti piglio e vai a piedi."
L'altro elemento che rende assurda l'attuale situazione è che fin da domani mattina potremmo tagliare nettamente i consumi di carburanti derivati da petrolio.
Ovviamente la nostra aspirazione sta in una totale riconversione del sistema dei trasporti: auto elettriche, auto piccole che si possano caricare sui treni, stazioni ferroviarie adatte a questo scopo, rinnovamento del sistema dei trasporti su rotaia, su acqua (abbiamo una rete di porti, fiumi e canali
navigabili che è stata completamente abbandonata ma che potrebbe essere rapidamente riattivata con risparmi enormi).
Si tratta di cambiare filosofia, puntare su soluzioni nuove: disponibilità di noleggio di automezzi a prezzi incentivati, motorini elettrici, piste ciclabili, centri urbani chiusi al traffico, privatizzazione dei servizi di trasporto pubblico...E anche il riscaldamento con i pannelli solari e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (eolico, maree, sole) potrebbe svilupparsi enormemente visto che siamo tra quelli che in Europa hanno più sole e tra quelli che lo usano di meno.
Siamo convinti che si sia all'inizio di un cambiamento radicale e rapidissimo della situazione, ma realizzare questa rivoluzione richiederà comunque qualche anno. Se ci fossero la coscienza e la volontà politica però si potrebbero prendere da subito misure in grado di modificare sostanzialmente il tasso di inquinamento derivante da auto e riscaldamenti, abolendo mediatamente
l'uso di carburanti derivati dal petrolio.
Tutte le auto a gasolio circolanti oggi in Italia potrebbero essere convertite con un costo irrisorio a olio di colza o un altro tipo di biodiesel. Tutte le auto a benzina potrebbero essere convertite ugualmente ad alcol (vi ricordate il progetto di Gardini?) o a gas (gpl). Lo stesso discorso vale per le caldaie domestiche.
E sarebbe anche un'opportunità straordinaria dal punto di vista economico e della lotta alla disoccupazione. Bisognerebbe mettere a coltura enormi quantità di terreno che oggi è abbandonato perché la Comunità Economica Europea paga fior di soldi per ogni ettaro lasciato incolto. Si tratterebbe di costruire nuovi centri di produzione per i bio-carburanti, e molto lavoro per convertire i mezzi. Intanto, intraprendendo la via della riconversione globale del sistema dei trasporti, si otterrebbero enormi vantaggi sul piano della bilancia dei pagamenti, che è strangolata dal costo del petrolio che importiamo. E, globalmente, passare dal trasporto individuale su ruote a quello su rotaie e su acqua significherebbe creare centinaia di migliaia di posti di lavoro in Italia.
Il mercato dell'auto infatti ha proporzionalmente meno addetti, in quanto produrre auto comporta meno operatori che gestire un sistema che sostituisca il trasporto individuale e quello su gomma.
Inoltre le auto che usiamo in Italia sono solo in minima parte prodotte in Italia, la stessa Fiat produce all'estero una quota importante dei componenti dell'auto. Quindi il diminuire degli acquisti di auto in Italia avrà effetti minimi sulla nostra disoccupazione mentre l'investimento sui trasporti collettivi e pubblici avrà un effetto enorme sull'occupazione. E lo stesso discorso vale per la necessità di creare centinaia di migliaia di micro laghi e di piantare miliardi di piante e concimare i boschi, e ricreare l'humus laddove è stato eroso, se vogliamo contrastare l'effetto serra e la modificazione del clima.
Qualcuno dirà: "Si è giusto, sarebbe bello ma non si può fare, è impossibile!"; Ma l'esperienza ci mostra che neanche questo è vero. A Los Angeles, grazie a misure severe sull'uso dell'automobile e sui livelli di inquinamento tollerati, stanno vivendo l'estate meno inquinata degli ultimi 50 anni.
Città come Copenaghen da anni tollerano un bassissimo numero di auto private, grazie a una tassazione durissima, e ottengono con trasporti veramente efficienti e l'uso di massa delle biciclette (nonostante il freddo polare) una qualità dell'aria e della salute dei cittadini, veramente invidiabile.
In Svizzera, Austria, Australia e Nuova Zelanda alcune cittadine stanno sperimentando l'abolizione totale del trasporto individuale in aree di notevoli dimensioni.
Vorrei dilungarmi sull'urgenza e sull'improrogabilità di queste scelte. E sulle responsabilità che avrebbe un governo che scegliesse oggi, ancora una volta di non agire per non disturbare la lobby del petrolio e dell'auto.. Ma credo di non poter aggiungere nient'altro di sostanziale se non il fatto che, come è accaduto per l'industria del tabacco, ci impegneremo nei prossimi anni a far pagare alle multinazionali dell'auto e del petrolio e ai governanti che le hanno pedestremente servite, i danni del disastro ambientale e della strage che stiamo subendo. Quello che possiamo garantire è che, se ci saremo ancora, saremo vendicativi.

Jacopo Fo distributore biodiesel Alcatraz27 Novembre 2000
La Libera Università di Alcatraz apre il primo distributore di biodiesel in Italia.
Aperto presso la Libera Universita' di Alcatraz, a Santa Cristina di Gubbio (Pg), il primo distributore di olio di colza in Italia. Chiunque adesso potra' farsi il bio-pieno a sole 1.700 lire al litro.
Nota curiosa: durante la manifestazione di apertura del bio-distributore, il direttore della Estereco Pietro Silva e il patron di casa Jacopo Fo hanno assaggiato il biodiesel, dimostrando cosi' alla stampa che non e' affatto tossico o pericoloso per la salute. Il primo pero' ha scoreggiato venti minuti dopo, mentre parlava con una giornalista che fortunatamente non ha sentito niente; il secondo, due ore dopo, in una stanza chiusa, durante una lezione del corso di Yoga Demenziale.
Nel silenzio piu' assoluto Fo ha commentato: "Tranquilli, vado a olio di colza!!!"

Anno 2001
Assurdo!!! Impedita di fatto la vendita di biodiesel in Italia
Su richiesta del governo italiano (Proposta di Decisione del Consiglio inviata il 23 aprile 2001), l'Unione europea ha approvato una disposizione (protocollo numero 501PC0813) che ammette una tassa ridotta solo sul biodiesel mischiato al gasolio (al 5% come additivo o al 25% come combustibile per autotrazione di mezzi pubblici).
Per utilizzarlo puro si dovrebbe pagare la tassa sui carburanti e in questo modo il prezzo diventerebbe proibitivo.
La decisione e' particolarmente incredibile in una situazione di emergenza ambientale come quella in cui si trovano alcune citta' italiane. Nella disposizione inviata dall'Italia e' contenuta una doppia astuzia: oltre a impedire di fatto la vendita del biodiesel puro si escludono dal mercato i piccoli produttori italiani di biocarburante che non hanno le autorizzazioni e le tecnologie per miscelare biodiesel e gasolio e quindi dovranno vendere tutta la loro produzione alle grandi raffinerie.
Nel piu' totale silenzio dei giornali. Complimenti.
E della sinistra. Doppi complimenti.

Petizione

Al Parlamento europeo e al Ministero dell'ambiente italiano,
Chiedo che vengano modificate le disposizioni approvate dalla Commissione europea (protocollo numero 501PC0813) che negano la possibilita' di commercializzare biodiesel puro (90% olio di colza, 10% alcol) per autotrazione nel territorio italiano senza che questo sia gravato da accisa.
Giudico sia scandaloso prendere una decisione simile in un momento nel quale l'inquinamento e' ormai causa conclamata della morte di migliaia di persone ogni anno e l'aumento della quota di anidride carbonica nell'aria e' causa universalmente riconosciuta del disastro climatico. Sono molte oggi le aziende, i comuni, le associazioni, le cooperative che fanno stabilmente uso di biodiesel puro e che verranno costrette da questa disposizione insensata a tornare a bruciare carburanti fossili.
Ma cosa avete nel cervello?

Copia e incolla la petizione in una mail e invia a:

Ministero dell'Ambiente
Ufficio stampa Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Segreteria ministro Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Parlamento europeo (Copia e incolla la petizione a questo indirizzo)
http://www.europarl.eu.int/petition/petition_it.htm
Inviare per conoscenza anche a:
Repubblica ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), Carta ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), Il Manifesto ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), Liberazione ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), L'Unita' ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), Diario ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), Greenpeace ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), WWF ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), Legambiente ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), Ansa ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

19 marzo 2005
Combattere lo smog e l'inquinamento - Biodiesel

Come abbiamo anticipato qualche giorno fa, torniamo a parlare a biodiesel. In verita' ne parlammo molto nel 2000 ma come spesso accade per le cose belle, nessuno ci filo' di striscio. Aprimmo anche un distributore di biodiesel, il primo in Italia, 1.700 lire al litro. Chiuso tre anni dopo.
Tentiamo ora di fare il punto della situazione, segnalandovi anche alcuni link che ci sono sembrati interessanti.

La storia in breve
Qui trovate i primi comunicati stampa per la diffusione del biodiesel (siamo nel lontano 2000...), la storia del nostro "distributore" di olio di colza, la petizione per aumentare il contingente annuo esente da accisa.
Di nuovo c'e' una pagina dove abbiamo aggiunto alcuni aspetti tecnici del biodiesel, da cui risulta che e' in grado di ridurre fino al 90% le emissioni di idrocarburi incombusti e fino al 50-60% le emissioni di particolati, principali responsabili dello smog in citta'.
Tra il 2001 e il 2002 l'interesse per i biocarburanti si diffonde a macchia d'olio: ne e' una testimonianza, nell'ottobre 2001, il servizio di Report "Un girasole nel motore".
Nel 2003, con la collaborazione dell'Emporio Alcatraz di Schio (Vicenza) si costituisce su Yahoo un gruppo di discussione sul biodiesel: http://it.groups.yahoo.com/group/probiodiesel/: c'e' chi ha provato, chi vorrebbe e non sa come fare, chi da' consigli...
Nel frattempo qualche distributore apre, e poi qualcuno chiude...

La situazione attuale
Cominciamo dall'Europa. Il biodiesel e' correntemente in commercio in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovenia e Stati Uniti. In Austria e Germania viene utilizzato biodiesel puro, in Francia 7 raffinerie su 13 incorporano il biodiesel nel gasolio in percentuale del 5% e oltre 30 gruppi industriali utilizzano veicoli con biodiesel al 30% (Fonte: Coldiretti). In Germania, in particolare, vi e' una forte sensibilizzazione verso l'utilizzo del biodiesel: puo' essere utilizzato in motori che siano stati costruiti prevedendo l'utilizzo di elastomeri ad esso resistenti e un numero crescente di costruttori ha previsto la possibilita' dell'uso di biodiesel nei loro motori, incluse Mercedes-Benz, Volkswagen, Massey Ferguson e John Deere.
Complessivamente si ritiene che nel mondo siano quasi un milione i veicoli alimentati con biodiesel, e la Germania detiene l'invidiabile record dei due terzi del consumo europeo. Oltre alla forte sensibilizzazione della popolazione, un ruolo fondamentale lo gioca il fatto lo stato tedesco permette la vendita di biodiesel puro, senza limiti quantitativi. In Inghilterra si parla da poco di biodiesel, posto che solo dall'aprile 2002 questo Paese ha iniziato una parziale defiscalizzazione del prodotto.
L'Europa ha recentemente promosso due direttive per l'incentivazione della produzione di biocarburanti.

Olio di frittura nel tuo motore?
In base alle nostre ricerche, tutte le auto con motore diesel possono usare l'olio di colza senza che questo danneggi l'auto.
Secondo quanto riporta Quattroruote funziona cosi': i motori diesel piu' vecchi (e piu' semplici) possono usare senza problemi il biodiesel, mentre nelle auto nuove bisogna apportare delle piccole modifiche al motore (spesa intorno ai 100-200 euro). Il problema del biodiesel e' che puo' danneggiare le parti in gomma dei componenti di alimentazione, come manichette e guarnizioni pompa diesel, che tuttavia in molte autovetture non sono, appunto, in gomma. In Germania, ad esempio, dove ci sono numerosi distributori di biodiesel, la FIAT non ne autorizza l'uso, pertanto non ci sarebbe garanzia delle parti deteriorate in caso di guasto. La VW ne autorizza l'uso, ma la casa produttrice delle pompe diesel da lei impiegate (BOSCH) per paradosso no. Molte autovetture nuove non presentano tuttavia questo inconveniente (Mercedes, Seat, Volkswagen appunto, BMW...).
Sembra inoltre che a lungo andare l'olio di colza lasci dei depositi e quindi si rende necessaria una pulizia periodica del motore.
Attenzione anche a un'altra cosa: non si deve utilizzare olio di colza puro, ma un olio raffinato, privato della glicerina. E' anche meglio utilizzare una miscela di olio di colza e gasolio normale, anche questo per ridurre al minimo rischi per il motore.
In calce a questo numero di Cacao trovate una serie di link, molti dei quali elencano le autovetture che possono utilizzare olii vegetali. Sul punto l'ultima parola dovrebbe comunque spettare al nostro meccanico di fiducia.
E comunque molti ci hanno scritto confermandoci che mettono anche l'olio di semi comprato al discount o quello esausto delle fritture (e la macchina non e' esplosa!).

Ma si puo' fare?
Facciamo un distinguo: se per biodiesel intendiamo una buona percentuale di gasolio miscelato con olii vegetali (che e' quanto si trova nelle poche pompe distribuite sulla rete autostradale) non ci sono problemi.
Potrebbe invece configurare un vero e proprio atto di disobbedienza civile quello di farsi il pieno di olio vegetale acquistato al supermercato, in quanto si evade il fisco per le imposte sui carburanti. E' come utilizzare diesel agricolo (su cui gravano meno imposte del diesel tradizionale) per la normale autotrazione.
Su questo punto non e' chiaro se il cittadino privato che acquista l'olio di colza al supermercato e' perseguibile direttamente, ma rimane che si tratta di una violazione della legge.

Conclusioni
In Francia il premier Raffarin ha annunciato di voler triplicare nei prossimi tre anni il contingente di biodiesel defiscalizzato. Un passo che prima o poi anche l'Italia dovra' compiere, in ottemperanza della direttiva europea 30/2003 che prevede una sostituzione progressiva dal 2% al 5,75% del totale consumo di carburante con biocarburanti.
L'Italia dovrebbe defiscalizzare, entro il 2010, 800.000 tonnellate annue di biodiesel. L'ultima finanziaria prevede un'esenzione da accisa per sole 200mila tonnellate!
Con la coltivazione di 350.000 ettari di colza e girasole, in grado di produrre 0,85 tonnellate/ettaro di biodiesel puro sarebbe possibile ottenere 300.000 tonnellate di biodiesel che, integrate nel carburante al 5%, assicurano a oltre 3 milioni di auto, l'autonomia per un intero anno (20.000 km). (Fonte: Coldiretti)

In attesa di tutto cio', disobbediamo civilmente.

Link utili:

I produttori:
- http://www.assobiodiesel.it/ Sito dell'associazione italiana produttori biodiesel
- http://www.stcgroup.com/estereco Sito dell'Estereco, una delle prime aziende produttrici di biodiesel
- http://www.novaol.it/ Altra azienda produttrice di biodiesel: si tratta di un sito con molte informazioni interessanti anche da un punto di vista tecnico: da leggere le FAQ
- http://www.comlube.it Azienda produttrice di biodiesel
- http://www.italbioil.com Azienda produttrice di biodiesel

Notizie utili:
- http://itabia.ing.univaq.it/biodiesel_nel_web.htm Italian Biomass Association: portale sui siti relativi al biodiesel
- http://space.tin.it/clubnet/xcmbqu/biodiesel.htm Sito "casalingo" che elenca marche e modelli di autovetture che utilizzano il biodiesel
- http://www.cmmlaser.it/biodiesel.htm Sito di un'azienda che dal 2002 utilizza biodiesel per i propri mezzi di trasporto
http://www.coldiretti.it/vicenza/il%20coltivatore/Febbraio2002/Combattere%20lo%20smog%20con%20l'energia%20verde.html Sito che riporta l'esperienza francese e da' alcuni dati normativi italiani con relativa applicabilita'
- http://www.ecotrasporti.it/biodiesel.html Si occupa principalmente di macchine a idrogeno, ma c'e' qualche notizia (aggiornata al 2003)
- http://www.greensite.it/energia/biodiesel_2.htm Notizie a proposito della diffusione di biodiesel in Europa
- http://www.greensite.it/energia/prod.biodiesel.htm Come produrre il biodiesel in casa
- http://www.combustibile.it/biodiesel/biodiesel.html Presente un forum sul biodiesel e una serie di link interessanti (con notizie tratte dal sito di Novaol)
- http://www.progettomeg.it/biocarburanti.htm Fornisce interessanti informazioni non solo sul biodiesel ma anche sul bioetanolo
- http://www.roisan.com/biodiesel.htm L'autore del sito sperimenta il biodiesel da tempo. Il sito contiene un forum sul biodiesel
- http://www.coldiretti.it/docindex/cncd/informazioni/184.htm La posizione della Coldiretti in un articolo del 17 marzo 2005
- http://www.biodiesel.com/ (in inglese)

 

Scheda tecnica: IL BIODIESEL

Cosa sono i Biocombustibili?
Con il termine ìbiocombustibiliî si indicano tutte le sostanze idonee ad essere utilizzate nei processi di combustione e ottenute da prodotti vegetali, quindi rinnovabili su base annuale (es.: colture oleaginose) o poliennale (es.: colture forestali).. Possono essere liquidi solidi o gessosi. I biocombustibili liquidi sono particolarmente interessanti e, allo stato attuale della tecnica, sono sostanzialmente due. alcool e oli, Il primo può essere eventualmente trasformato in ETBE, un composto idoneo ad essere miscelato nella benzina senza eccessivi problemi; i secondi si prestano ad essere trasformati in esteri,, ormai comunemente denominati "biodiesel" e hanno caratteristiche molto simili al gasolio.

Perché preferire i Biocombustibili?
Le principali ragioni sono: sicurezza nell'approvvigionamento, stabilità dei loro prezzi, protezione dell'ambiente, sostegno delle zone rurali.

Sicurezza nell'approvvigionamento e stabilità dei prezzi. L'Unione Europea {UEX e in modo particolare L'Italia, è fortemente dipendente da terzi dal punto di vista energetico: circa il 50% dell'energia proviene da paesi ad alta instabilità sociale e politica (l'85% per l'Italia). Di fatto, nel ìWhite paper on an Energy Policy for the European Unionî del 1996, viene ribadito che ìdevono essere messi a punto, a breve termine, strumenti per supplire alle interruzioni delle forniture di combustibili... la Commissione ricorda l'importanza di tali misureî. In aggiunta, i biocombustibili forniscono maggiori garanzie di stabilità dei prezzi di produzione.. essendo meno sensibili ai fattori economici dettati dai mercati internazionali che, nel passato. hanno indotto repentini incrementi dei costi del petrolio.
E' questo un fattore da tenere ben presente, specialmente in questi anni,. nel corso dei quali il mercato ci ha ormai ìabituatiî a un prezzo eccezionalmente conveniente del greggio

Protezione dell'ambiente. L'uso dei biocombustibili, se comparato con quello dei combustibili di origine fossile, permette la riduzione delle emissioni gassose prodotte dai motori e ritenute pericolose per la salute. Inoltre consente l'azzera-mento del bilancio dell'anidride carbonica,. Infatti., la CO2 prodotta durante la combustione di una certa quantità di biocombustibile è riutilizzata dalla fotosintesi dalle colture destinate alla sostituzione della medesima quantità In questo modo.. il contenuto di anidride carbonica presente in atmosfera non cambia e vengono limitati tutti gli effetti oggi provocati dai cosiddetti ìgas serraî (aumento della tem-peratura media del globo).

Scheda del biodiesel - Una fonte di energia rinnovabile

Ottenuto interamente da olio vegetale (colza e girasole)
Prodotto dagli inizi degli anni è90
Produzione 2002: oltre il milione di tonnellate
Germania, Francia e Italia sono i maggiori produttori

Le caratteristiche del biodiesel
Caratteristiche chimico-fisiche equiparabili a quelle del gasolio di origine minerale
Alto punto di infiammabilità: 155-180?C contro i 72?C del gasolio, quindi maggiore sicurezza nella manipolazione, nei processi industriali e nello stoccaggio
Contenuto in zolfo: 10 mg/kg contro i 350 mg/kg del gasolio
Biodegradabilità molto maggiore rispetto al gasolio, quindi minore pericolosità per l'ambiente.

Come viene utilizzato il biodiesel
Può essere utilizzato da subito come sostituto del gasolio da autotrazione e per il riscaldamento senza modificare motori o caldaie
Si utilizza puro o miscelato al gasolio di origine minerale. Può essere miscelato anche all'interno del serbatoio del veicolo.
Utilizzato come additivo al 5% del gasolio a basso contenuto di zolfo ne aumenta le proprietà lubrificanti.
Potere calorifico: caratteristiche analoghe a quelle del gasolio

Impatto del biodiesel sull'ambiente
Migliora la combustione grazie all'11% di ossigeno nella molecola
Il monossido di carbonio è ridotto del 58%
Non contiene zolfo, causa principale delle piogge acide
Non contiene componenti aromatici
Per le miscele: riduzione degli idrocarburi incombusti dal 30 all'80%
Riduzione della fumosità

L'impatto del biodiesel sull'ambiente
Non aggiunge CO2 in atmosfera: la CO2 emessa in fase di combustione viene riutilizzata dalle piante di colza (contenimento dei gas serra)
Bilancio energetico positivo: consente di ottenere 2,5 unità di energia a fronte di 1 unità di spesa, con un guadagno netto di circa 1,5 unità
E' un'energia rinnovabìle: non si intaccano le riserve del pianeta e le generazioni future avranno a disposizione le stesse opportunità

I dati
Il monitoraggio dei gas di scarico dei mezzi alimentati a biodiesel ha evidenziato la seguente situazione:

Idrocarburi incombusti -80/90%
Ossido di carbonio -40%
Particolato solido -30/50%
Particolato solido con marmitta catalitica -50/60%
Ossido di azoto +4/12%

I risultati migliori sono riferiti alla fumosità:
Automezzo Fumosità di riferimento* fumosità media

Alfa 156 1,14 0,53
Fiat Scudo 1,80 0,80
Fiat Ducato 1,85 0,42
Fiat Punto 1,80 0,80
Renault Clio 1,44 0.70

*Dati forniti dalla casa costruttrice

Abbiamo calcolato che sulla base del consumo medio mensile di 5900 litri di biodiesel, ogni mese si ottengono i seguenti risultati in termini di risparmio di emissioni nell'aria:

Idrocarburi incombusti -342 gr
Monossido di carbonio -5258 gr
Particolato -4115 gr
Ossido di azoto circa uguale-

Fonte: Formula servizi ñ Regione Emilia Romagna

IL BOLLINO BLU
Il bollino blu è l'attestazione dell'avvenuto controllo che i gas di scarico dell'autoveicolo siano conformi alla legge e non producano emissioni inquinanti oltre la norma. Il Bollino blu va applicato sul parabrezza anteriore del veicolo. Solo negli anni in cui il veicolo è soggetto a revisione può valere l'attestazione da conservare con il Libretto di Circolazione ed esibire in caso di controllo.
Il controllo dei gas di scarico è disciplinato dalle Regioni e quindi le regole possono variare. In Lombardia le norme riguardano gli autoveicoli sino a 3,5 tonnellate a pieno carico immatricolate nella regione o utilizzate da persone residenti nella regione. Per il 2004 la materia è stata regolata con D.G.R. n. VII/13857 del 29 luglio 2003 che fra le principali novità ha introdotto l'obbligo per le autofficine ed i centri di revisione di utilizzare apparecchiature dotate di Libretto Metrologico.
Alla Provincia spetta il compito di informare e ricordare a tutti gli automobilisti l'obbligo di effettuare il controllo e distribuire annualmente ai soggetti autorizzati i bollini.
Nei confronti delle autofficine e dei centri di revisione la Provincia provvede al rilascio delle autorizzazioni ed alla verifica del possesso dei requisiti richiesti per l'effettuazione del controllo. Le autorizzazioni sono perciò soggette a rinnovo, revoca, sospensione, decadenza.
Gli autoveicoli, pubblici e privati, adibiti al trasporto merci e/o persone, immatricolati in tutte le province lombarde e nelle province non lombarde, ma di proprietà o in uso ai residenti in Lombardia, dotati di:
motore ad accensione a scintilla (benzina, gpl, gas) ed immatricolati dal 1? gennaio 1970 al 31 dicembre 1999;
motore con accensione per compressione (diesel) ed immatricolati dal 1? gennaio 1970 al 31 dicembre 1999;
gli autoveicoli immatricolati dal 1? gennaio 2001 e che abbiano percorso più di 80.000 Km.
gli autoveicoli immatricolati nel corso dell'anno 2000 e quindi sottoposti nel corso del 2004 a revisione prevista dal codice della strada.
Per il 2005 tutte le date sono da intendersi riferite all'anno successivo a quello indicato al paragrafo sopra.
Esclusi dal controllo dei gas di scarico
Gli autoveicoli considerati storici, come individuati con circolare della Direzione Generale Motorizzazione 98/80 - d.c. IV del 27 luglio 1990.
N.B.: gli autoveicoli ultraventennali, anche se beneficiano di tariffe ridotte per il Bollo di circolazione, devono invece effettuare il controllo salvo che siano immatricolati prima del 1970.
Nel 2004 gli autoveicoli che sono stati immatricolati dopo il 1? gennaio 2001 e che abbiano percorso più di 80.000 Km, dopo il 1? gennaio 2004 dovranno esporre il bollino blu appena possibile.
Gli autoveicoli soggetti a revisione nel corso del 2004 otterranno in quella sede il contrassegno unitamente alla strisciata che da sola costituisce comunque condizione sufficiente per la circolazione.
Il bollino blu vale 12 mesi dalla data del suo rilascio.
Dal 2004 il costo del controllo è stato fissato in Ä 12,00 I.V.A. inclusa ed esclusi eventuali interventi di messa a punto del motore.
Il controllo dei gas di scarico ed il rilascio dei bollini può essere effettuato in provincia di Milano presso tutte le Autofficine ed i Centri autorizzati
(Fonte: il sito della Provincia di Milano)

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Jacopo Fo, Simone Canova, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco
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