Progetto Tell Me Alfabetizzazione dei migranti attraverso il teatro
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I libri consigliati da Cacaonline

Superman si è schiantato è il titolo del nuovo libro di Jacopo Fo edito da Guanda.
E’ un libro di quelli che ci piacciono tanto: divertente, illuminante, ricco di aneddoti, rivoluzionario.
Vi lasciamo con le prime pagine del libro che potete acquistare su commercioetico.it qui senza spese di spedizione.

Hai gravi problemi?
E` un male che ci accomuna tutti, ma voglio sperare che i tuoi guai non siano proprio gravissimi. (...)

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Carissimi,
anche questa settimana vi proponiamo un brano del libro di Jacopo Fo La vera storia del mondo.
Questa volta parliamo de “L’amore, la proprietà e le prostitute”.
E’ vero che la prostituta è il più antico mestiere del mondo? No, per niente.
Buona lettura!

L’Amore, La Proprieta' e Le Prostitute
Si dice che la prostituzione sia il mestiere più antico del mondo. È falso. La prostituzione nacque soltanto quando la società patriarcale raggiunse un certo grado di sviluppo. Tanto che presso molte tribù patriarcali dell’Africa Nera ... “la prostituzione era in passato tanto sconosciuta,
che non vi esisteva neppure un termine per definirla. (…)

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Carissimi, con domani su Cacao della Domenica arriva la seconda puntata (qui la prima) di una storia appassionante che racconta l’assedio di Alessandria e la sconfitta del Barbarossa a Legnano (che non è esattamente come ce la raccontano i libri…)
Questo racconto lo potete trovare anche nel libro La Vera Storia del Mondo dove un’intera sessione è dedicata alla “Inutile storia dei generali” e comincia così:

Il bullo e il piccoletto
La cosa che frega di più i generali è che hanno un esercito. Questo fatto li esalta troppo. Non si sa perché ma sono sempre convinti che il loro. (...)

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Appello ai matematici geometrici: mi aiuti a correggere un libro?

Dopo anni di ponderate ricerche ho finalmente finito un libretto su Pitagora, i taoisti e l’aritmetica geometrica.
In questo testo cerco di realizzare un’indagine di archeologia del pensiero e di scoprire perché la geometria divenne così importante per popolazioni ancora primitive, ben prima dei filosofi greci…
Ipotizzo che la passione per la magia dei numeri sia nata a partire da una serie di illusioni ottiche che è possibile produrre, ad esempio, intrecciando rami per costruire una capanna.
Ho lavorato a questo libro in modo discontinuo dal 1979… C’ho messo un po’... Adesso mi pare che abbia raggiunto una sua completezza ma prima di distribuirlo per il mondo vorrei avere l’aiuto di qualcuno che se ne intende di numeri, perché mi sono avventurato in un territorio che non padroneggio proprio.
Hai voglia di darmi una mano? Sono benvenute critiche, aggiunte, precisazioni e correzioni di qualunque tipo.
Se scrivi a elena chiocciola alcatraz punto it e ti inviamo il pdf.
Avrai una citazione nei ringraziamenti e la mia eterna gratitudine!
Intanto grazie per avermi letto fino a qui.

Intanto, ecco a voi il primo capitolo del libro. Buona lettura!

La Geometria Aritmetica da Pitagora a Israele alla Cina
Un’indagine di archeologia del pensiero

CAPITOLO 1
Pitagora disse che l’Universo è fatto di numeri
L’insigne matematico greco non fu il primo ad affermarlo. Almeno un millennio prima della sua nascita queste idee erano note dalle sponde del Nilo a quelle del Fiume Giallo.
Pitagora espose queste conoscenze in modo razionale e per questo viene considerato il primo matematico nel senso moderno del termine. Del modello elaborato dalla sua scuola poco si sa anche perché i pitagorici avevano fatto voto di segretezza, ritenendo che le loro scoperte non potessero essere comprese da tutti. E a ragione visto che neppure la segretezza evitò loro dure persecuzioni. Cosa poteva esserci di così terribilmente pericoloso nei loro ragionamenti sui triangoli e i pentagoni? (...)

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Carissimi,
in Redazione stiamo preparando i materiali per le prossime puntate di “Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia”, che andranno in onda probabilmente a luglio.
In queste puntate si parla degli ‘70, e ci arrivano tutte le interviste ai protagonisti di quegli anni, noi le scalettiamo e le rimandiamo a chi si occupa del montaggio.
Per me, giovane 59enne è come fare un tuffo nel passato. Erano gli anni in cui ero una studentessa che faceva politica con passione e che viveva a Padova, città dalle mille contraddizioni dove convivevano i fascisti della Rosa dei Venti e Toni Negri e l’autonomia.
Un gran casino. (…)

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Carissimi,
questa settimana vi parliamo di una delle ultime opere di Dario Fo: Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?
Riprendiamo questo testo, ricco di dipinti e immagini, perché forse non tutti sanno che con i suoi studi Darwin intendeva combattere la tratta degli schiavi, il razzismo.
Come sono attuali questi antichi!
Buona lettura!
Per acquistare il libro clicca qui

Corrispondenza da smaltire e conoscenza da divulgare
Una volta a casa (terminato un viaggio in giro per il mondo durato cinque anni – n.d.r.), Darwin cercò di mettere ordine fra i reperti, dai coleotteri agli uccelli da imbalsamare, che aveva raccolto durante il viaggio e si apprestò a leggere l’immensa quantità di missive che i suoi amici ricercatori avevano continuato a spedire in Inghilterra e coi quali aveva proseguito la corrispondenza anche durante tutto il viaggio. (...)

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Carissimi, vi farà piacere sapere che ad Arezzo, a Palazzo Chianini Vincenzi, Galleria d’Arte “La Chimera”, è stata allestita una mostra dedicata a Dario Fo.
Realizzata in collaborazione con la Compagnia Teatrale Fo Rame, si terrà fino al 2 luglio 2017.
Per informazioni: 389 0535630

E noi oggi, per ricordare l’amore per l’arte e per gli artisti che ha caratterizzato la vita di Dario, vi vogliamo riproporre un brano dal libro dedicato a Raffaello Sanzio Bello Figliolo che tu se’ Raffaello che Dario ha realizzato con l’editore Franco Cosimo Panini
Al grande pittore, Dario ha dedicato anche una lezione-teatro che potete rivedere su Rai Play

Buona lettura!

Finalmente a Firenze
Il Vasari racconta che mentre Raffaello stava lavorando nel cantiere della città del Palio alcuni giovani assistenti, tornati da Firenze, descrivevano entusiasti le nuove opere che si stavano erigendo nella Repubblica fiorentina, i grandi maestri che là operavano e il fermento creativo che esaltava l'intera vita della popolazione.
In seguito a quella descrizione Raffaello sente crescere un irresistibile desiderio d'esser testimonio di quella felice alacrità e abbandona il cantiere congedandosi con grande impaccio di Pinturicchio.
Prima di recarsi a Firenze torna a Perugia, dove fa visita a Giovanna Feltria della Rovere, sua appassionata committente. Diciamo appassionata sia per la stima che aveva per il talento di Raffaello che per le sue qualità intrinseche dovute alla sua ormai risaputa bellezza, e per il fascino che sapeva emanare.
Non è difficile immaginare che la ancor bella signora, vedova di Giovanni della Rovere prefetto di Roma in quanto nipote del Papa si fosse fortemente invaghita del giovane. Ce lo testimonia la lettera di raccomandazione che invia di slancio a Pier Soderini. Nella missiva la signora, scoprendo tutto il suo calore, intercede presso il Gonfaloniere di Firenze perché offra aiuto al giovane, dotato di buon ingegno, "figliolo discreto e gentile (...) che io amo sommamente" e che desidero "venga a buona perfezione" nel suo apprendere. "Però lo raccomando alla Signoria Vostra strettamente, quanto più posso, pregandola per amor mio che in ogni sua occorrenza le piaccia prestargli ogni aiuto e favore".
Baldassarre Castiglione, umanista amico di Raffaello, avrebbe commentato: "Se le lettere acquisissero oltre lo scritto il battito del cuore e l'umido del languore, quella missiva avrebbe potuto grazie a un solo alito di vento raggiungere la città di Fiorenza".
Raffaello rimane quasi sconvolto da ciò che vede realizzarsi in quella città. Lo stupisce il fervore, la voglia di discutere e proporre idee nuove da parte di ognuno. La prima impressione in realtà è quella di un disordinato bailamme e di confusione ciarlona, ma poi si rende conto che solo permettendo a ognuno di partecipare, anche fuori di costrutto, si riesce a coinvolgere con impegno la gran parte della gente. Forse per la prima volta Raffaello si trova a respirare qualcosa di completamente nuovo e difficilmente reperibile: la democrazia.
Nella Firenze libera incontra, se pur in spazi diversi, i più grandi maestri dell'arte rinascimentale: pittori, scultori e architetti. Vede il cartone della battaglia di Anghiari di Leonardo (a Firenze dal 1503 al 1506) ed egualmente fa visita a Michelangelo che a sua volta sta completando il cartone sulla Battaglia di Cascina. I disegni preparatori servono a realizzare due grandi affreschi che in una straordinaria tenzone saranno giudicati dalla popolazione intera. Malauguratamente le due opere non vedranno mai la luce.
Inoltre il ragazzo d'Urbino fa appena in tempo ad assistere al trasporto del grande blocco marmoreo del David di Michelangelo, ingabbiato sopra un gigantesco carro, dalle grandi ruote con ammortizzatori a molla, che lo trasporta in Piazza della Signoria. L'opera è stata commissionata dalla Repubblica di Firenze perché divenga simbolo della acquistata libertà dopo la recente cacciata del Medici (1494). Il ragazzo vorrebbe avvicina Buonarroti, ma scopre che quello straordinario personaggio è restio e recalcitrante. Perciò si accontenta di disegnare di nascosto le sue figure sui cartoni. Invece con Leonardo l'approccio è molto più facile e fra loro nasce un'amicizia immediata. Tanto che l'anziano maestro permette al ragazzo di sfogliare quanto gli pare i suoi disegni, direttamente nel suo studio, anche senza la sua presenza.
Raffaello si innamora di quegli appunti e bozzetti e li studia con attenzione, eseguendo anche delle copie. Senz'altro Leonardo sarà il pittore da cui riceverà la più importante delle lezioni.

Il libro è disponibile su Commercioetico.it

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Carissimi,
in queste settimane siamo immersi nella storia di Franca Rame e Dario Fo che Rai5 sta trasmettendo ogni lunedì sera alle 21.15.
In redazione è tutto un andare e venire di interviste, di ricerche nell’archivio e di commozione, emozione, tanta.
Questa settimana dedichiamo Cacao a un libro edito da Guanda che è una conversazione tra Dario e Giuseppina Manin dal titolo: Il mondo secondo Fo.(( http://www.commercioetico.it/libri/863/Dario-Fo/Il-mondo-secondo-Fo.aspx))
Ve ne proponiamo un brano che ci racconta della casa di Dario a Milano.
Buona lettura!

Il mondo in una stanza
Luminosa, pittoresca, disordinata, la casa di Dario e Franca è cresciuta con loro, in un palazzo di Porta Romana, austero nell’androne ma popolare nel cortile, affollato di centinaia di piante e piantine curate con affettuosa diligenza da un portiere di burbera milanesità. I coniugi Fo ci vivono da trent’anni, un tempo sufficiente per plasmare qualsiasi muro, per trasformare un appartamento in un habitat, a propria immagine e somiglianza. Dove la zona “notte”, quella consegnata al privato e al riposo è senz’altro marginale rispetto alla zona “giorno” aperta, anzi spalancata, a un continuo, frenetico, viavai di persone, amici, politici, studenti, artisti. (...)

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Carissimi,
torniamo a parlarvi dell’ultimo libro di Dario Fo:  Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia.
Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne.
Ed è di questo amore per le donne che narra il brano che andiamo a presentare.
Una donna straordinaria Cristina di Svezia, trovate il libro qui
Buona Lettura!

Un’educazione maschile. Ma quante frottole su di lei!
Che educazione aveva ricevuto Cristina da piccola? Ce lo racconta lei stessa nella sua autobiografia, dove la regina, secondo le regole di questo genere letterario, si volge al passato per confessarsi in pubblico ma anche per fornire la propria versione sui punti critici della sua vita.
“Mio padre quando era ancora vivo e re aveva dato ordine che mi fosse impartita un’educazione virile. Dichiarò apertamente di non volere che mi venisse ispirata nessuna delle virtù del mio sesso all’infuori dell’onestà e della modestia. Voleva che, in tutto il resto, fossi un principe e che mi fosse insegnato tutto ciò che un giovane principe deve sapere.
Mi permetterete di commentare che non concordo con chi è convinto dell’autenticità di questo testo. Pare piuttosto un salvacondotto che scarica sul padre, caduto in battaglia, il comportamento eccessivo e singolare della giovane regina, come a dire: “Io sono come mi vedete, un po’ trasandata e molto mascolina, perché così ha voluto il padre mio che stimo e al quale obbedisco”. Secondo me, una frottola bellamente adattata alla bisogna, per placare chi non accettava quella “regina in abiti da uomo”. Ne ́ credo alla poca avvenenza fisica di Cristina. Le si è appioppato un viso privo di grazia, da “ma-schiaccio” capelli arruffati, e addirittura una spalla più alta dell’altra... neanche fosse il Gobbo di Notre Dame. E si insiste sulla sua statura che viene definita bassa. E poi quei modi sguaiati, senza eleganza e sensualità, e magari ai piedi scarpe da salumiere. Andiamo, si è un po’ esagerato!
Basta leggere le lettere che la figlia di re Gustavo Adolfo, diventata adulta, inviava alla sua dama di camera per esprimerle il suo amore, scritte in uno stile che dimostra non solo finezza di linguaggio e di sentimento, ma una cultura non comune, specie nelle corti dei paesi scandinavi in quel tempo.


Ma lascio al vostro giudizio e alla vostra sensibilità la lettera che Cristina spedì all’amata Ebba Sparre, sua dama di camera, da lei chiamata Belle in omaggio alla sua avvenenza:
“Tutto mi piace di te, fragile e stupenda figliola: la figura agile, svelta, aerea, quel tuo colorito delicato. Il pallore che ti affiora quando t’avvolgo fra le mie braccia, un candore pari a un petalo di rosa. I begli occhi che le palpebre, abbassandosi per il pudore, mi nascondono insieme al tuo lampo di meraviglia. Sono innamorata solo di te, figliola. Appena tu te ne vai da questo mio palazzo tutto si spegne intorno a me e anche nei miei occhi, e mi rimane solo il tuo profumo sparso qua e là”.  (...)

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Carissimi,
questa settimana vi parliamo di un piccolo libricino edito da Dissensi e scritto dal nostro amico Carlo Giordano e da Luca Giovanni Piccione.
Pochi sanno che gli interessi che lo Stato paga sui suoi titoli provengono dalle nostre tasse. 
Sono ancora meno coloro che sanno che il tasso di interesse è un meccanismo finanziario che trasferisce ricchezza dai più poveri ai più ricchi (…)

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