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In fuga dal Senato, Franca Rame

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Carissimi,
questa settimana l’introduzione la ascoltiamo dal Maestro.
In fuga dal Senato
Franca, la donna con la quale ho trascorso quasi tutta la mia vita e che da qualche mese mi ha lasciato, ha detto e ripetuto, nei suoi scritti e negli interventi sia in teatro che in dibattiti pubblici, che noi stiamo vivendo in una società il cui programma fondamentale è: disinformare. Cioè attraverso la gran parte degli interventi televisivi, radiofonici, giornalistici, arrivare a ubriacare un pubblico a forza di fandonie e notizie scandalistiche ad effetto per giungere a ipnotizzare la gente dentro una caterva di interventi banali, vuoti di ogni valore culturale e soprattutto manipolati, cioè falsi. Perciò Franca ha voluto lasciare soprattutto ai giovani e in particolare alle donne questo scritto, frutto di un'esperienza che parte dalla sua giovinezza, dalle lotte sociali, gli interventi contro lo sfruttamento del lavoro spesso mafioso, contro le guerre di conquista camuffate da battaglie per la pace ma tempestate di cadaveri... Fino alla sua ultima esperienza, quella in Senato, e alle sue sofferte dimissioni”.
Dario Fo

Quando nel Cacao del Sabato facciamo la recensione di un testo io prendo il libro dallo scaffale e cerco di trovare un brano che sia interessante, magari divertente, autoconclusivo e dia l’idea di come è scritto il testo, di che informazioni ci sono ecc ecc.
Così stamattina ho preso il libro di Franca e ho iniziato a sfogliarlo, lo conosco bene, ci ho lavorato anche io per un periodo perdendomi nella marea di dati, di storie. Passavo dall’indignazione alla tristezza, al riso per tutte le assurdità raccontate al modo dei Fo, alla tenerezza per questa donna così determinata così forte nella sua fragilità, così femminile e così materna per tutti coloro che le chiedevano aiuto.
Sempre dalla parte dei deboli, si dice in un luogo comune, eppure è così vero per quanto riguarda Franca da dare un significato puro a queste parole fruste.
Quello che mi ha sempre colpito era il suo senso di responsabilità. Ho già detto spesso che è una parola che amo moltissimo: responsabilità come lei stessa scrive quasi alla fine del suo mandato:
“ Pronti si parte, si parte! Ma poi non si parte.
A ‘sto punto, voi che leggerete questa mia specie di diario vi chiederete: ma ci troviamo nel classico finale di un’opera buffa di Rossini, dove i protagonisti continuano a cantare “basta, or ce ne andiam da questo sito immantinente!”, e invece stanno sempre lì e non si muovono per un accidente!?
E lo ammetto, un po’ avete ragione a pensarla così, ma se rimando di continuo la partenza, la colpa è di una misteriosa regia occulta che aleggia sulla mia testa e me lo impedisce. Io me ne sto lì, con le valigie già pronte, per togliere il disturbo, ma ecco che all’istante capita un fatto nuovo, imprevedibile, che mi inchioda al Senato: una volta è la votazione per il rifinanziamento della missione in Afghanistan, un’altra il caso delle bambine della Bielorussia tolte all’istante alle loro famiglie italiane, e ancora i nostri soldati colpiti dall’uranio impoverito. Come posso piantare lì tragedie del genere evitando di intervenire? No! Non mi è possibile, la mia uscita di scena è da rimandare, e quando il problema in atto sarà risolto chiuderò la mia avventura in Senato e mi darò felice alla fuga. E speriamo per tutti che ciò accada presto.”

Fa sorridere di tenerezza questo brano, forse è il ricordo più forte che ho di questa fantastica signora, quando diceva: “No! Non mi è possibile non intervenire.”
E anche quando uscì dall’incubo della politica “dal di dentro” non smise certo di dire la sua, quando vedeva qualcosa che la indignava partivano telefonate e lettere, perché... perché non si può non farlo.

Questo libro è una fantastica testimonianza del nostro tempo, raccontato da una donna che l’ha vissuto tutto, e questa volta è Dario che cura la raccolta delle informazioni e cuce il testo, nel modo del Nobel e il risultato è imperdibile. Buona lettura e se potete andate ai prossimi spettacoli in cui Dario racconta In Fuga dal Senato.

PROSSIME DATE

Sabato 25 Gennaio: FERMO - Teatro dell'Aquila alle ore 21.00

Lunedì 3 Febbraio: MILANO - Piccolo Teatro Strehler alle ore 21.00

Domenica 16 Febbraio: BRA Aspettando Collisioni -Palazzetto Bra-Sport  alle ore 16.00

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