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Pochi giorni fa Flynn ha postato su Facebook “Oggi è il compleanno della mia ex moglie, così mi sono alzato presto e ho comprato dei fiori e dei biglietti e un regalo da parte dei bambini per consegnarglielo e li ho aiutati a prepararle la colazione.”
Quando alcuni commentatori gli han chiesto perché faccia ancora queste cose dopo il divorzio, Flynn ha risposto: “Sto crescendo due piccoli uomini. L’esempio che io do nel modo in cui tratto la loro madre modifica in modo significativo la loro visione e il loro modo di trattare le donne, e influenza anche la loro percezione delle relazioni. Penso che questo sia ancora più vero nel mio caso, perché siamo divorziati. Se non siete di esempio per i vostri figli, se non insegnate loro a costruire delle buone relazioni, lo pagherete entrambi.”
Una normalità straordinaria.
(Fonte: Corriere.it)

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C’è Luisa?

Un’idea semplice e geniale per proteggere le donne dalle molestie nei locali pubblici arriva dalla Germania. Basta che la ragazza che si sente minacciata si rivolga al personale del locale dicendo “Ist Luisa da?” che significa “C’è Luisa?” e immediatamente viene accompagnata in un luogo sicuro, oppure le viene chiamato un taxi o in casi più gravi la polizia.
L’idea è di Frauen-Notruf Münster, associazione contro la violenza sulle donne di Münster ed è stata pubblicizzata attraverso locandine nei bagni femminili dei locali.
Una sorta di Safeword contro i deficienti.
(Fonte: berlinocacioepepemagazine.com)

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Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia

Carissimi,
torniamo a parlarvi dell’ultimo libro di Dario Fo:  Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia.
Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne.
Ed è di questo amore per le donne che narra il brano che andiamo a presentare.
Una donna straordinaria Cristina di Svezia, trovate il libro qui
Buona Lettura!

Un’educazione maschile. Ma quante frottole su di lei!
Che educazione aveva ricevuto Cristina da piccola? Ce lo racconta lei stessa nella sua autobiografia, dove la regina, secondo le regole di questo genere letterario, si volge al passato per confessarsi in pubblico ma anche per fornire la propria versione sui punti critici della sua vita.
“Mio padre quando era ancora vivo e re aveva dato ordine che mi fosse impartita un’educazione virile. Dichiarò apertamente di non volere che mi venisse ispirata nessuna delle virtù del mio sesso all’infuori dell’onestà e della modestia. Voleva che, in tutto il resto, fossi un principe e che mi fosse insegnato tutto ciò che un giovane principe deve sapere.
Mi permetterete di commentare che non concordo con chi è convinto dell’autenticità di questo testo. Pare piuttosto un salvacondotto che scarica sul padre, caduto in battaglia, il comportamento eccessivo e singolare della giovane regina, come a dire: “Io sono come mi vedete, un po’ trasandata e molto mascolina, perché così ha voluto il padre mio che stimo e al quale obbedisco”. Secondo me, una frottola bellamente adattata alla bisogna, per placare chi non accettava quella “regina in abiti da uomo”. Ne ́ credo alla poca avvenenza fisica di Cristina. Le si è appioppato un viso privo di grazia, da “ma-schiaccio” capelli arruffati, e addirittura una spalla più alta dell’altra... neanche fosse il Gobbo di Notre Dame. E si insiste sulla sua statura che viene definita bassa. E poi quei modi sguaiati, senza eleganza e sensualità, e magari ai piedi scarpe da salumiere. Andiamo, si è un po’ esagerato!
Basta leggere le lettere che la figlia di re Gustavo Adolfo, diventata adulta, inviava alla sua dama di camera per esprimerle il suo amore, scritte in uno stile che dimostra non solo finezza di linguaggio e di sentimento, ma una cultura non comune, specie nelle corti dei paesi scandinavi in quel tempo.


Ma lascio al vostro giudizio e alla vostra sensibilità la lettera che Cristina spedì all’amata Ebba Sparre, sua dama di camera, da lei chiamata Belle in omaggio alla sua avvenenza:
“Tutto mi piace di te, fragile e stupenda figliola: la figura agile, svelta, aerea, quel tuo colorito delicato. Il pallore che ti affiora quando t’avvolgo fra le mie braccia, un candore pari a un petalo di rosa. I begli occhi che le palpebre, abbassandosi per il pudore, mi nascondono insieme al tuo lampo di meraviglia. Sono innamorata solo di te, figliola. Appena tu te ne vai da questo mio palazzo tutto si spegne intorno a me e anche nei miei occhi, e mi rimane solo il tuo profumo sparso qua e là”.  (...)

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Partorisci domani? Ti assumo

Mancano dieci giorni al parto e Martina Camuffo, 36 anni, è stata assunta dall’azienda veneta "The Creative Way". Ed è così strana e insolita questa assunzione che è finita su tutti i giornali.
Samuele Schiavon, titolare dell’azienda ha dichiarato: “Ho vissuto e capito le difficoltà di mia moglie — dice Schiavon —: aveva un tempo determinato e quando ha comunicato che aspettava un bambino è stata lasciata a casa. Sul piano lavorativo la maternità è quasi una condanna. Assurdo. E in ogni caso non volevo essere io a tenere comportamenti di questo tipo. Specialmente con Martina. Di fronte al valore della persona non ho avuto dubbi. Perché non aspettarla qualche mese se penso che investire su di lei sia la strada giusta?”.
Già, perché?
(Fonte: Repubblica)

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Meglio i medici donne

Per un paziente anziano, ricoverato in ospedale, potrebbe essere meglio rivolgersi a una dottoressa che a un dottore. Uno studio, svolto negli Stati Uniti, ha trovato un leggero vantaggio in termini di nuovi ricoveri e mortalità per i pazienti seguiti da una donna medico.
E neanche tanto leggero: su dieci milioni di ricoveri, se tutti i medici applicassero l’approccio femminile, morirebbero 32mila persone in meno.
Lo studio è stato pubblicato sul Jama Internal Medicine, che ha analizzato i dati di oltre un milione e mezzo di visite ospedaliere negli States nell'arco di quattro anni, dal 2011 al 2014.
(Fonte: Ansa.it)

Published in SALUTE
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