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Mamma Chimica: le cose da non fare con il bicarbonato, il sapone e l'aceto

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Continua la rubrica “Mamma Chimica” di Sara Alberghini, ricercatrice, mamma e futura abitante dell'Ecovillaggio Solare. Buona lettura!  

Se una cosa, anche naturale o a basso impatto ambientale, viene utilizzata ma non funziona, allora inquina e basta... figuriamoci se è anche poco biodegradabile! E comunque i rimedi “casalinghi” che non funzionano allontanano dall'ecobio, perché poi non verranno considerati nemmeno quelli efficaci...

1) CON IL BICARBONATO.....
Il bicarbonato di sodio è spesso usato a sproposito o viene consigliato erroneamente attribuendogli proprietà che chimicamente non ha. Il problema è che molti rimedi fasulli sono scritti anche nelle confezioni di bicarbonato dagli stessi produttori!
La cosa certa è che aggiungendo bicarbonato di sodio all'acqua si ha un'idrolisi basica e la soluzione che si ottiene è debolmente alcalina.
Quindi:

Il bicarbonato NON IGIENIZZA: preserva dai batteri solo se in soluzione SATURA, per effetto della sua salinità (infatti la salamoia è un noto metodo di conservazione). Ma non ha questa proprietà se viene usato nel bucato o in lavatrice. Per igienizzare può essere utilizzata l'ACQUA OSSIGENATA o il PERCARBONATO.

Il bicarbonato NON SGRASSA: per sgrassare ci vogliono i tensioattivi e sicuramente l'ambiente alcalino li “potenzierà”. L'alcalinità del bicarbonato è però blanda, se volete un rimedio efficace per pulire lo sporco grasso eccovi una ricettina facile facile:

SPRUZZINO SGRASSANTE:
- 100 g di Carbonato di Sodio (acquistabile nei supermercati come Soda Solvay , NON bicarbonato di sodio.)
- 80/100 g  di detersivo per i piatti concentrato (il tensioattivo appunto)
- portare a 500 g con acqua (sarebbe meglio aggiungere soda all'acqua e non viceversa per non farla diventare un sasso!)
E' molto efficace è mi ha “liberato” dai soliti sgrassatori la cui puzza mi prendeva alla gola e mi dava il voltastomaco!
La dose del detersivo per i piatti potrebbe essere modificata a seconda dell'utilizzo del tipo di prodotto concentrato o non, potrebbe fare troppa schiuma, potreste volere uno sgrassatore più o meno forte, insomma bisogna sperimentare...

Il bicarbonato NON ELIMINA IL CALCARE: questa cosa gira in continuazione e non la capirò mai! Il calcare (carbonato di calcio) viene sciolto in ambiente acido, mentre il bicarbonato è una base debole! E infatti serve proprio per neutralizzare l'acidità dello stomaco!(a)
Per togliere il calcare ci vuole l'ACIDO CITRICO.
Si sostiene che aggiungendo il bicarbonato all'acqua si formi meno calcare, questo è vero ma non è una pratica utile per il lavaggio in lavatrice. Infatti, quando l'acqua nella lavatrice viene riscaldata si forma carbonato di calcio (calcare) che, essendo insolubile, si deposita all'interno della lavatrice stessa formando incrostazioni di calcare.
Aggiungendo bicarbonato è vero che una parte del calcio e del magnesio si "sposta" verso quest'ultimo, si forma bicarbonato di calcio, più solubile del carbonato di calcio, ma il carbonato rimane, quindi il problema non si risolve.
Le alte temperature sono il metodo per eliminare la durezza temporanea dell'acqua, dovuta ai bicarbonati di calcio e magnesio:  Ca(HCO3)2  ? CaCO3 + CO2 + H2O, quindi se laviamo con acqua calda sempre calcare precipita appunto nella lavatrice (e se la temperatura aumenta la reazione si sposta a dx)!
Inoltre, lavando con acqua calda, la temperatura degrada il bicarbonato trasformandolo in carbonato di sodio (soda solvay) e quindi il problema viene accentuato invece che risolto: (2 NaHCO3 ? Na2CO3 + H2O + CO2). La soda solvay non ha una azione anticalcare diretta ma indiretta e fa ancora peggio: scambia il sodio con il calcio e diventa calcare vero e proprio che precipita sulla lavatrice e sugli indumenti!

Il bicarbonato NON HA NESSUNA CAPACITA' AMMORBIDENTE: gli ammorbidenti contengono delle sostanze “antistatiche”, che riducono cioè le cariche elettrostatiche tra le fibre e conferiscono piacevolezza al tatto (un effetto “cosmetico” al bucato). L'altra funzione è dovuta alla sua acidità che neutralizza l'alcalinità del bucato, dovuta al detersivo, ed elimina eventuali tracce di enzimi (potenzialmente allergizzanti)
Il bicarbonato non contiene queste sostanze ed è una base debole...

(a)  Gli antiacidi sono basi deboli che neutralizzano l'acidità dello stomaco e alleviano i dolori e bruciori provocati dalla presenza di acido cloridrico. Sono preparati contenenti bicarbonato e altri sali di Mg, Ca, Al. Sono eliminati dallo stomaco in meno di un'ora. La loro efficacia è maggiore se presi dopo il pasto: il cibo rallenta lo svuotamento dello stomaco e quindi restano efficaci più a lungo.

NaHCO3 + HCl ? NaCl + H2CO3  
H2CO3 ? H2O + CO2
Il bicarbonato trasforma l'acido cloridrico (acido forte) nello stomaco in acido carbonico (più debole) che a sua volta in soluzione si scinde in anidride carbonica (che è un gas, quindi si allontana con la tipica sensazione di digestione). In pratica rimane acqua e sale.

2) CON IL SAPONE.....
Mi riferisco alla saponetta classica o quella di marsiglia. Spesso viene consigliata per alcuni usi assolutamente non idonei o addirittura controproducenti.
A prescindere dai gusti di ognuno su come e con cosa lavarsi o lavare, ci sono delle proprietà oggettive del sapone da considerare.
Qualsiasi sapone, anche quello fatto in casa, bio o esotico, ha un pH basico intorno a 9, anche 10 a volte. Inoltre, sciolto in acqua, il sapone si lega al calcio e magnesio e forma dei sali insolubili (la riga molliccia e grigia che si ritrova sul lavello o sulla vasca). Più l'acqua è dura e maggiore sarà questo fenomeno.
Per questi motivi:

Il sapone non va bene per lavare i capelli! si rovinano, diventano stopposi e fragili! Bisognerebbe vederli al microscopio....
Se ci pensate il sapone si usa spesso per radersi, per far scivolare meglio la lama, ma questa  funzione si otterrebbe anche con un lavapiatti che di schiuma ne fa moltissima! In realtà è l'alcalinità peculiare del sapone o della schiuma da barba che apre il pelo (gonfiandolo) e ne riduce la consistenza, così viene tagliato meglio e più facilmente. La stessa cosa succederà ai capelli!

Il sapone (o saponata liquida o lisciva) da solo lava poco e ingrigisce la biancheria: il sapone di marsiglia è certamente ottimo per pretrattare le macchie sui tessuti da mettere in lavatrice. Però poi il detersivo, oltre al tensioattivo, contiene anche dei “sequestranti”, sostanze che appunto “sequestrano” (tolgono) gli ioni calcio e magnesio riducendo la durezza dell'acqua e facendo si che non precipitino sali insolubili sui vestiti.
Quindi lavare i panni con detersivi autoprodotti a base solo di sapone di marsiglia, o scaglie sciolte in acqua oltre a lavare pochino, con il tempo li ingrigisce e li rende appesantiti ed incrostati (perché appunto pieni di depositi insolubili che si fissano alle fibre).
Sicuramente tutti penseranno alla nonna che aveva “splendide lenzuola bianche stese al sole”, allora dobbiamo tenere presente un po' di cosette:

Le nonne usavano sapone puro direttamente sui tessuti ed esercitavano un'azione meccanica vigorosa chiamata ”olio di gomito”. Non si possono avere risultati soddisfacenti unendo rimedi antichi con le lavatrici moderne. il solo sapone diluito in tutta l'acqua della lavatrice, circa 15 litri, non può fare miracoli...
Il bucato si lavava molto più di rado, quindi era davvero sporco e così si notava molto la differenza dopo il lavaggio, non come noi che cambiamo i vestiti giornalmente e sono pressoché puliti quando vanno in lavatrice, magari puzzolenti e sudati ma non impataccati e infatti per le macchie pretrattiamo.
Il lavaggio con lisciva consisteva nel far bollire la biancheria per ore con cenere e sapone. Quindi già la sola acqua bollente dava una bella botta allo sporco. E poi l'alcalinità della cenere aiutava il sapone. (Non saremo mica pazzi a fare lavatrici a temperature cosi!?!?)
Le nonne stendevano al sole che igienizza e sbianca. Per esempio. le macchie di pupù o di pomodoro che dopo lavaggio sono rimaste sui vestiti, stendendoli al sole vanno via o si attenuano notevolmente perché le sostanze responsabili del colore sono fotolabili (invece spesso in città non abbiamo posti per far asciugare i panni all'aperto oppure lo smog sporca e puzza tutto il bucato...)
In ogni caso il bucato lavato con sapone si ingrigiva a causa dei sali che si depositavano sui tessuti, magari ci voleva più tempo per accorgersene perché non lavavano così spesso e non avevano paragoni con altro detersivo! Adesso i formulatori di detergenti inseriscono i tensioattivi, i sequestranti e gli sbiancanti....

3) CON L'ACETO...
L'aceto contiene acido acetico e quindi potrebbe essere utile in tutti quei casi in cui serve acidità per ottenere dei risultati. Esempi: sciogliere il calcare, decalcificare la lavatrice, rendere i capelli più lucenti e morbidi, togliere l'alcalinità al bucato.
L'aceto lo abbiamo tutti a casa, è naturale e commestibile...
Comunque, se il nostro interesse è diminuire l'impatto ambientale delle nostre pratiche quotidiane, eliminando prodotti tradizionali di sintesi, allora dobbiamo essere “precisini” e dire come stanno le cose rigorosamente.
Gli studi di biodegradabilità(*) fanno emergere che è molto meglio usare l'acido citrico piuttosto che l'aceto: infatti l'acido acetico a parità di concentrazione è 53 volte più inquinante del citrico.
Inoltre in un litro aceto c'è solo il 6% di acido acetico, quindi per avere la stessa efficacia anticalcare del citrico c'è bisogno di una quantità superiore di aceto e di conseguenza ci sarà un maggiore smaltimento di bottiglie di vetro (il cui trasporto e riciclaggio è costoso).
L' aceto è anche più aggressivo verso le superfici metalliche, può portare in soluzione il nikel contenuto per esempio nell'acciaio del lavello e quindi potrebbe causare delle irritazioni o dermatiti.
E' stato fatto il paragone tra i metalli ritrovati analizzando l'acqua di scarico di 2 lavatrici identiche ma trattate una con aceto e l'altra con citrico. Nel caso del citrico i valori dei metalli sono al disotto della soglia rilevabile, mentre con l'aceto si trovano decine di milligrammi!
Infine l'aceto puzza... insomma meglio lasciarlo per le insalate...

(*) IMPATTO AMBIENTALE TRA ACIDO CITRICO E ACIDO ACETICO
E' stato realizzato conformemente ai criteri Ecolabel (marchio ecologico di qualità).
Sul sito della UE si trovano i vari parametri della DID List (detergent ingriedients database) usata per ottenere questi numeri.
C'è una DID list parte A con i valori e la parte B con la formula da applicare.

160   Acetic acid             1666,66
115   Citrate and citric acid 31,25

Sono entrambi considerati acidi anidri (puri).
In pratica: per "neutralizzare" un 1% di acido acetico mi servono 1667 litri di acqua, dopo questa diluizione gli organismi acquatici non avranno nessun problema né di natura acuta né cronica. Con l'acido citrico, la quantità di acqua necessaria è pari a 31,3 litri cioè 53 volte meno impattante.
Inoltre il potere corrosivo nei confronti dei metalli dell'acido acetico è superiore rispetto al citrico. Infatti, i test ufficiali per stabilire la qualità o meno di un acciaio inox prevedono proprio l'utilizzo di acido acetico. Pensa a quanto corrosivo è!

4) CON IL PERBORATO....

Questo si che lo usavano le nonne, ma sta fortunatamente scomparendo dal mercato a causa della sua pericolosità.
Il borace ed in generale i sali di boro sono assolutamente da evitare, ma siccome ancora circolano ricette su internet e, ancora più inquietante, qualcuno ancora lo vende, mi sembra il caso di parlarne.
Recentemente sono stati ampiamente studiati e oltre a essere classificati come “tossici” sono anche “pericolosi per la riproduzione degli organismi acquatici”, cioè provocano malformazioni in alcune specie.
Ora, magari non ci importa del pescetto, ma dato che viviamo sullo stesso pianeta, non vorrei che tra poco esca qualche studio pure sugli umani...
Quindi, è per esempio illegale vendere il perborato con la sola croce di Sant'Andrea (simbolo di irritante).
Il perborato era utilizzato come sbiancante/igienizzante nei detersivi perché sviluppa ossigeno durante il lavaggio, ma è stato sostituito dal PERCARBONATO e dall'ACQUA OSSIGENATA, che svolgono efficacemente la stessa funzione ma sono di gran lunga meno impattanti per l'ambiente (l'acqua ossigenata è completamente eco-compatibile, non lascia alcun residuo, infatti si decompone in acqua e ossigeno...)

Per approfondire ecco la fonte:
- Fabrizio Zago: chimico industriale, consulente Ecolabel e per molte catene di distribuzione e fabbricanti di detergenti e cosmetici sensibili all'ecologia http://www.biodizionario.it/ e http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=2

 

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