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La parola a Mamma Chimica! Si parla di tinte per capelli, smalti e creme depilatorie. Buona lettura!

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Attualmente le tinte per capelli, le creme depilatorie e gli smalti non hanno ancora trovato un sostituto nella cosmesi così detta eco-bio.
Il problema è che proprio non si riesce a farli con le stesse prestazioni.
Per gli smalti in effetti la vedo dura, per rimanere belli, brillanti e adesivi all'unghia parecchio tempo devono essere come una vera e propria vernice. E il pericolo maggiore degli smalti tradizionali è la loro applicazione, proprio perché sono pieni di solventi e respirarli non è davvero una cosa salutare!
Possono contenere ethyl acetate, nitrocellulose, acetone. Vi ricordo che tutti i solventi sono neurotossici per inalazione (dannosi cioè per le cellule del sistema nervoso) quindi per non trovarvi in una specie di camera a gas, aprite bene le finestre quando li stendete sulle unghie!
E pensare che una volta nell'Inci dello smalto era possibile anche trovare il toluene come solvente e la formaldeide (cancerogeno di classe 1) come indurente dello smalto stesso! Insomma, terrificanti...
Ultimamente si trovano in commercio gli smalti “ad acqua”, come le vernici ad acqua appunto. Spesso sono di marche americane e reperibili in UK (o siti UK). In effetti i solventi all'interno sono diminuiti e contengono invece delle resine come styrene acrylates copolymer, acrylate polymer emulsion. E' certamente una miglioria, ma le resine stireniche non possono certo essere considerate eco-bio!
Oppure, c'è in vendita uno smalto che si appiccica all'unghia, come una pellicola, e poi si lima per stenderlo bene attorno ai bordi. In generale non so se tappare l'unghia con lo smalto per lunghi periodi di tempo sia proprio una bella idea, ma almeno con questo smalto “in foglietti”, a differenza di quello liquido, si evita di respirare schifezze.

Le creme depilatorie per essere tali devono sciogliere la cheratina del pelo, quindi non potranno contenere acqua fresca! Spesso sono anche piene di molte sostanze allergizzanti e comunque questo prodotto è facilmente sostituibile con altri metodi di depilazione, non credo che le aziende sensibili all'eco-bio stiano impazzendo per un surrogato.

Per quanto riguarda le tinte per capelli, bisogna ammettere che poche donne ci rinunciano.
Ma quelle tradizionali sono forse la cosa più inquinante, nociva e allergizzante tra i cosmetici in commercio. Contengono ammoniaca, paradicloro benzene, pentilendiammina, naftolo, resorcina, insomma tutte molecoline belle tossiche! Inoltre non potete nemmeno fidarvi del fatto che molte non hanno più al loro interno l'ammoniaca, perché magari c'è qualcosa di peggiore, ma senza odore oppure è mascherato da molto profumo (tanto per aumentare il potere allergizzante...).
E infatti le tinte chimiche tradizionali sarebbero vietate in gravidanza....
Purtroppo non esistono coloranti “green” veramente efficaci perché è difficile ottenerli ricorrendo soltanto alle sostanze naturali.
L'unica cosa totalmente vegetale per tingere la capigliatura è l'hennè.
Di solito con questo nome si indicano anche altre piante tintorie. L'hennè vero e proprio è quello “rosso” che deriva dalla pianta Lawsonia inermis, mentre quello usualmente chiamato hennè “nero” è l'indigo, che deriva dalle foglie di Indigofera tinctoria. In realtà l'hennè è più un riflessante che una tinta vera e propria. Infatti, non potete scegliere di che colore far diventare la vostra capigliatura perché, a differenza della tinta tradizionale, non altera irreversibilmente il colore naturale del capello sottostante. Le tinte “chimiche” sfibrano il capello perché lo “aprono”, con l'ambiente fortemente alcalino, per “metterci dentro” il colore e poi lo “richiudono”, a lungo andare questa pratica non lascerà i capelli senza qualche acciacco! Invece i pigmenti colorati vegetali si legano alla cheratina, rendendo il fusto più spesso.
Semplificando molto, l'effetto di colore dell'hennè sul capello può essere paragonato a quello di una velina o pellicola colorata. Quindi se la velina è rossa e il capello è biondo otterremo il color rame, mentre se il capello sottostante è castano avrò solo dei riflessi rossi. Se tra i capelli ce ne sono alcuni bianchi, questi diverranno rossi, in pratica si otterranno delle mèches.
Quindi, per coprire i capelli bianchi, non basterà tingersi solo con l'hennè rosso ma bisognerà poi fare un'ulteriore tinta con una pianta tintoria più scura, esempio l'indigo.  Vale sempre il discorso della carta velina, cioè il colore risultante è dato dalla sovrapposizione dei due hennè. Esistono anche miscele di erbe tintorie che daranno riflessi diversi.
La cosa a cui si deve fare attenzione quando si acquista l'hennè è che sia puro e quindi nell'Inci non compaiano altre sostanze, come metalli, la ppd (para-fenilendiammina) o il picramato di sodio, un colorante rosso sintetico, dannoso per la pelle, che di solito aggiungono in hennè di scarsa qualità, tanto sarà lui a colorare...
Solitamente non scrivo mai di quello che non ho sperimentato in prima persona, ma in questo caso farò un'eccezione, perché credo sia utile mettere “in guardia” dalle problematiche delle tinte tradizionali e trovare invece un buon sostituto.
Il fatto è che non mi sono mai tinta i capelli, anche adesso che cominciano a diventare bianchi. (Me li tengo! Non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea diventare schiava della ricrescita! Tanto si è giovani dentro...).
Perciò, per descrivervi il processo di tintura naturale, vi rimando a questo post: “Una (non tanto) breve guida (un po' mistica) all'indigo”.
E' stato scritto con precisione e minuzia da una ragazza appassionata di cosmesi eco-bio, ma basata su fondamenti scientifici, che ringrazio molto per avere condiviso la sua esperienza. Troverete anche molte informazioni interessanti sulla pianta e sulla molecola di indigo. Inoltre, descrive i vantaggi che potrete ottenere usando l'hennè, per esempio riequilibrare il sebo e la forfora e il fatto che i capelli risultino più voluminosi e protetti. Insomma, viene proprio voglia di provarlo!
Se in futuro dovessi cambiare idea sul tingere i capelli, certamente inizierei consultando quel post.
Mi raccomando, non fatevi spaventare dalla lunghezza e laboriosità del procedimento. Attualmente è l'unica alternativa alle tinte tradizionali e, come sempre, i metodi eco-bio non possono essere a “costo zero”, ci vuole pazienza!
Certamente con l'hennè non è possibile schiarire i capelli.
Se volete dare una schiarita alla chioma in modo sano e naturale, la dott.ssa Riccarda Serri, dermatologa, suggerisce di distribuire bene sui capelli un infuso di camomilla piuttosto concentrato (2-3 bustine in infusione per mezz'ora) e poi di farli asciugare obbligatoriamente al sole. La reazione fotochimica tra camomilla e sole sarà l'artefice del biondo naturale! (dal blog di Io donna).

Per approfondire ecco le fonti:
Biodizionario: Cosmetici e prodotti biodegradabili http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=2
Saicosatispalmi forum, i cosmetici l'ambiente e tutto il resto http://forum.saicosatispalmi.org/

www.mammachimica.it

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