|
Salute -
Benessere
|
|
L'e-commerce inglese Firebox.com ha lanciato l'Eat Fit Cutlery Set, un kit di posate/manubri in acciaio inox per fare allenamento mentre si mangia. La forchetta e il coltello pesano un chilogrammo ciascuno, mentre il cucchiaio per il dessert, essendo più calorico, pesa ben due chili. Chi non vuole fare fatica mangia meno, chi vuole mangiare di più brucia più calorie. Geniale! (Fonte: Yourself.it)
|
|
|
Salute -
Benessere
|
|

Al Policlinico di Bari stanno sperimentano una stanza interamente ricoperta di salgemma per aiutare i bambini con problemi respiratori. La stanza, in pratica, simula le condizioni di una cava di sale e pare faccia molto bene senza avere gli effetti collaterali delle terapie farmacologiche. Viene mantenuta un'umidità del 40-60% e una temperatura tra 18 e 24°C mentre un nebulizzatore emette cloruro di sodio micronizzato a bassissima carica batterica. (Fonte: Giornaledipuglia.com)
|
|
Salute -
Benessere
|
|
Lo rivela, con le dovute precauzioni, uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto su 40mila spagnoli tra i 29 e i 69 anni, monitorati dal 1993 al 2004. “Nei paesi Mediterranei, dove gli olii d’oliva e di girasole sono quelli più comunemente utilizzati per friggere, e dove grandi quantità di fritti sono consumate sia in casa che fuori, nessuna associazione è stata osservata tra il consumo di alimenti fritti e i rischi di malattie cardiache o mortalità”. E' importante però friggere bene: solo olio di oliva o di semi di girasole, non superare i 180° C di temperatura e asciugare bene i fritti prima di consumarli. (Fonte: Greenme.it)
|
|
Salute -
Benessere
|
|
“Siamo a un enorme punto di svolta”, ha dichiarato Bruce Aylward, capo della campagna anti-polio dell'Organizzazione mondiale della sanità. Fino a tre anni fa l'India registrava la cifra record di 741 casi (sui 1.604 nel mondo). Per dichiarare ufficialmente il Paese polio-free servono altri due anni senza nuovi casi di infezione. (Fonte: Repubblica)
|
|
Salute -
Benessere
|
|
Carissimi, due anni fa, precisamente il 12 gennaio 2010, un terremoto di magnitudo 9 devastava Haiti, un paese tra i più poveri al mondo, provocando 316mila vittime. Se questo non fosse bastato, pochi mesi dopo un'epidemia di colera falcidiava 6.600 persone e ne faceva ammalare 475mila. I numeri, enormi, non riescono forse a darci l'idea di quanto è successo: oltre 300mila vittime significa che se sei sopravvissuto tu sono morti quasi tutti i tuoi parenti e gli amici. Un terremoto di quella forza in un paese dove non esistono quasi misure antisismiche significa che non riconosci più le strade, il tuo quartiere, non sai più dove sei. Già questo basterebbe a farti impazzire. Ma se il terremoto è un disastro naturale, per il colera qualche responsabilità c'è, e arriva proprio da coloro che sono arrivati nel Paese per aiutare la ricostruzione. E' di questi giorni la notizia che oltre 5mila haitiani colpiti dal colera hanno presentato richiesta di risarcimento di centinaia di milioni di dollari alle Nazioni Unite, accusando i peacekeeper di aver diffuso l’epidemia sull’isola. Secondo l’"Istituto per la Giustizia e la democrazia" di Haiti - l'organizzazione che assistite le vittime del colera nella richiesta di risarcimento - le Nazioni unite non avrebbero effettuato i dovuti controlli sui peacekeeper di una base della missione e sui relativi liquami umani, liquami scaricati poi nelle acque del fiume Arbonite, a cui accedono milioni di haitiani. ‘Minustah’, la missione Onu di stabilizzazione di Haiti è composta da oltre 12mila tra soldati e poliziotti.
|
|
|
|
|
|
|
Pagina 1 di 6 |