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Ero una ragazza quando ho sentito per la prima volta questo testo di Franca e Dario che raccontava di Mamma Togni, medaglia d’oro della Resistenza.
Il 25 aprile abbiamo ricordato la Liberazione (e non la Libertà… porc...) e allora vi proponiamo questo racconto.
Quel giorno in piazza doveva parlare un deputato missino ma non sapeva che tra il pubblico c’era Mamma Togni col suo bastone.
Recita Franca Rame.

“Mamma Togni… mamma Togni, i fascisti sono in piazza su a Monte Beccaria, vogliono parlare in piazza!”
Due ragazzini da in fondo alle scale i sont venud a ciamamm
“Chi l’è che parla? Chi è ‘sto fascista?”
“Servello”. (...) CONTINUA A LEGGERE CACAO del Sabato

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Con una lunga lettera pubblicata sul sito del Mogliano Rugby, Aristide Barraud, francese, classe 1989, mediano d’apertura, in forze al Mogliano, annuncia il suo ritiro dal rugby giocato.
Pazzesca la sua storia: la sera del 13 novembre 2015, durante gli attentati che hanno sconvolto la città di Parigi, Aristide si trova in mezzo alla sparatoria, protegge la sorella minore ma un terrorista gli spara in pieno petto e su un piede.
Polmone perforato, la sorella riporta invece la frattura scomposta di un braccio.
Aristide viene sottoposto a diverse operazioni chirurgiche, riesce anche a tornare in campo, allenarsi, giocare una partita.
Ora l’annuncio del ritiro.
Da un’intervista di aprile 2016: “I medici non hanno ancora capito come non sia morto nei primi dieci minuti.
E quando ho detto loro che non ero nemmeno svenuto, non ci credevano. Da un punto di visto fisiologico, ciò non era quasi possibile. Avevo perso quasi tutto il mio sangue. Il rischio era il polmone. Volevano asportarmelo. Ci hanno messo del tempo prima di operare, potevo non sopravvivere a un intervento. Un medico ha deciso di farmi un’ecografia al cuore. Ha messo l’apparecchio e ha gridato ai colleghi: “Oh, putain! Venite a vedere! Ha il cuore di un bue“. Ho girato la testa e ho visto il mio cuore che pompava. Boum, boum. Mi hanno domandato: “Sei uno sportivo?” Ho detto di sì. A Mogliano, nello stile del nostro gioco, il numero 10 deve correre molto… Vedendo questo, i medici si sono detti che ce l’avrei fatta. Due giovani chirurghi dell’ospedale di Bichat si sono presi la responsabilità di operarmi conservando il polmone”.
Dalla sua lettera del ritiro: “Adesso ho bisogno di continuare a curarmi, nel corpo e nella testa. Sono stato in “battaglia” dal primo giorno, da quando mi sono svegliato più morto che vivo. Ho bisogno di tempo, e ho voluto scrivere queste righe perché in questo momento non voglio rilasciare altre interviste e parlare ancora di queste cose. Voglio staccare con tutto, anche con il Rugby. Tornerò, sicuramente tornerò, perché questo sport è la mia vita, ma lo farò quando starò davvero bene e potrò dare il meglio di me stesso per gli altri.”
In bocca al lupo, Aristide!

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La Signora è da buttare
La Signora è da buttare probabilmente è lo spettacolo più scatenato di Dario Fo. In scena il circo: clown, trapezisti e mille gag acrobatiche interpretati dalla famiglia dei Colombaioni.
La Signora è l’America, quella della fine degli anni ’60, della guerra in Vietnam, delle lotte di Martin Luther King.
E Franca Rame è la protagonista di questo spettacolo tutto raccontato al femminile: interpreta l’America dei cowboy, tutti i presidenti, la mamma che va alla guerra in Vietnam con suo figlio.
Con le interviste a Luciana Castellina, Paola Cortellesi e i racconti della stessa Franca ripercorriamo quegli anni e il lavoro di questa straordinaria donna.
Intervengono Dacia Maraini e Andrea Purgatori.

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E’ il titolo del libro di Anna Maria Palma e Lorenzo Canuti che verrà presentato domani 28 aprile alle 18 alla libreria Alzaia in viale Minzoni 25E a Firenze.
Se siete da quelle parti andatevi a godere un po’ di gentilezza!

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Le uova di gallina sono state covate per più di 20 giorni da Abraham Poincheval: l'artista francese è rimasto seduto in una scatola di vetro, all'interno del Palais de Tokyo, il Museo d'arte contemporanea di Parigi. La sua performance si chiama, ovviamente, 'Egg'.
(Fonte: Ansa)

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“Avrei voluto aspettare i 100 anni, ma dopo l’operazione all’anca ho qualche problema alle gambe. Meglio non rischiare”. Lo ha dichiarato Giuseppe Degrada, sottotenente della Divisione Folgore, che ha pensato di festeggiare i 96 anni, con un lancio con il paracadute.
Beata gioventù.
(Fonte: Corriere.it)

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Alcuni anni fa, quasi 15 ormai, quando abbiamo iniziato l’avventura di Merci Dolci, abbiamo deciso di fare nostra una frase famosa di Alex Zanotelli: “Voti ogni volta che fai la spesa” e su questa solida base abbiamo fatto le scelte per il nostro catalogo su commercioetico.it.
Alex Zanotelli è un prete comboniano, missionario, e ogni descrizione che lo riguardi è decisamente riduttiva, se volete potete leggere un bellissimo articolo che ne racconta la vita sul Fatto Quotidiano
Ora Zanotelli ha pubblicato un articolo su comune-info.net che vi riproponiamo integralmente, ringraziando come sempre la Redazione di questo magnifico sito.
E’ uno scritto che fa riflettere, che fa venir voglia di muoversi, di organizzarsi per far tacere questo “silenzio assurdo”.
Buona Lettura

Gabriella, Maria Cristina e Simone

Un silenzio assurdo sulla guerra “a pezzi”
di Alex Zanotelli

Trovo vergognosa l’indifferenza con cui noi assistiamo a una ‘guerra mondiale a pezzetti’ , a una carneficina spaventosa come quella in Siria, a un attacco missilistico da parte di Trump contro la base militare di Hayrat in Siria, ora allo sgancio della Super- Bomba GBU-43 (la madre di tutte le bombe) in Afghanistan e a un’incombente minaccia nucleare.

L’Italia, secondo l’Osservatorio sulle armi, spenderà quest’anno 23 miliardi di euro in armi (l’1,18% del Pil) che significa 64 milioni di euro al giorno! Ora Trump, che porterà il bilancio militare USA a 700 miliardi di dollari, sta premendo perché l’Italia arrivi al 2% del Pil che significherebbe 100 milioni di euro al giorno. “Pronti a rivedere le spese militari – ha risposto la ministra della Difesa R. Pinotti – come ce lo chiede l’America .” La Pinotti ha annunciato anche che vuole realizzare il Pentagono italiano a Centocelle (Roma) dove sorgerà una nuova struttura con i vertici di tutte le forze armate. La nostra ministra della Difesa ha inoltre preparato il Libro Bianco della Difesa in cui si afferma che l’Italia andrà in guerra ovunque i suoi interessi vitali saranno minacciati. E’ un autentico golpe democratico che cancella l’articolo 11 della Costituzione. Dobbiamo appellarci al Parlamento italiano perché non lo approvi. Il Libro Bianco inoltre definisce l’industria militare italiana ‘pilastro del Sistema paese’.  ”Infatti nel 2015 abbiamo esportato armi pesanti per un valore di oltre sette miliardi di euro! Vendendo armi ai peggiori regimi come l’Arabia Saudita. Questo in barba alla legge 185/90 che vieta la vendita di armi a paesi in guerra o dove i diritti umani sono violati. L’Arabia Saudita è in guerra contro lo Yemen, dove vengono bombardati perfino i civili con orribili tecniche speciali. Secondo l’ONU, nello Yemen è in atto una delle più gravi crisi umanitarie del Pianeta. All’Arabia Saudita abbiamo venduto bombe aeree MK82, MK83, MK84, prodotte dall’azienda RMW Italia con sede legale a Ghedi (Brescia) e fabbrica a Domusnovas in Sardegna.
Abbiamo venduto armi anche al Qatar e agli Emirati arabi con cui quei paesi armano i gruppi jihadisti in Iraq, in Libia, ma soprattutto in Siria, dov’è in atto una delle guerre più spaventose del Medio Oriente. In sei anni di guerra ci sono stati 500.000 morti e dodici milioni di rifugiati o sfollati su una popolazione di 22 milioni! Come italiani, stiamo assistendo indifferenti alla tragica guerra civile in Libia, da noi causata con la guerra contro Gheddafi. E ora, per fermare il flusso dei migranti, abbiamo avuto la spudoratezza di firmare un Memorandum con il governo libico di El Serraj che non riesce neanche a controllare Tripoli. E così aiutiamo la Libia a frantumarsi ancora di più. E con altrettanta noncuranza assistiamo a guerre in Sud Sudan, Somalia, Sudan, Centrafrica, Mali. Senza parlare di ciò che avviene nel cuore dell’Africa in Congo e Burundi. E siamo in guerra in Afghanistan: una guerra che dura da 15 anni ed è costata agli italiani 6,6 miliardi di euro.
Mentre in Europa stiamo assistendo in silenzio al nuovo schieramento della NATO nei paesi baltici e nei paesi confinanti con la Russia. In Romania, la NATO ha schierato razzi anti-missili e altrettanto ha fatto in Polonia a Redzikovo. Ben cinquemila soldati americani sono stati spostati in quei paesi. Anche il nostro governo ha inviato 140 soldati italiani in Lettonia. Mosca ha risposto schierando a Kalinin-grad Iscander ordigni atomici, i 135-30. Siamo ritornati alla Guerra Fredda con il terrore nucleare incombente. (La lancetta dell’Orologio dell’Apocalisse a New York è stata spostata a due minuti dalla mezzanotte come ai tempi della Guerra Fredda).
Ecco perché all’ONU si sta lavorando per un Trattato sul disarmo nucleare promosso dalle nazioni che non possiedono il nucleare, mentre le 9 nazioni che la possiedono non vi partecipano. E’ incredibile che il governo Gentiloni ritenga che tale Conferenza “costituisca un elemento fortemente divisivo”, per cui l’Italia non vi partecipa. Eppure l’Italia, secondo le stime della Federation of American Scientists, ha sul territorio almeno una settantina di vecchie bombe atomiche che ora verranno rimpiazzate dalle più micidiali B61-12. E dovremmo mettere in conto anche la possibilità, segnalata sempre dalla FAS, di Cruise con testata atomica a bordo della VI Flotta USA con comando a Napoli. Quanta ipocrisia da parte del nostro governo!
Davanti a una così grave situazione, non riesco a capire il quasi silenzio del movimento italiano per la pace. Una cosa è chiara: siamo frantumati in tanti rivoli, ognuno occupato a portare avanti le proprie istanze! Quand’è che decideremo di metterci insieme e di scendere unitariamente in piazza per contestare un governo sempre più guerrafondaio? Perché non rimettiamo tutti le bandiere della pace sui nostri balconi? Ma ancora più male mi fa il silenzio della CEI e delle comunità cristiane. Questo nonostante le forti prese di posizione sulla guerra di Papa Francesco. E’ un magistero il suo, di una lucidità e forza straordinaria. Quando verrà recepito dai nostri vescovi, sacerdoti, comunità cristiane?
Dopo il suo recente messaggio inviato alla Conferenza ONU, in cui ci dice che “dobbiamo impegnarci per un mondo senza armi nucleari”, non si potrebbe pensare a una straordinaria Perugia-Assisi, promossa dalle realtà ecclesiali insieme a tutte le altre realtà, per dare forza al tentativo della Nazioni unite di mettere al bando le armi atomiche e dire basta alla ‘follia’ delle guerre e dell’industria delle armi? Sarebbe questo il regalo di Pasqua che Papa Francesco ci chiede: “Fermate i signori della guerra, la violenza distrugge il mondo e a guadagnarci sono solo loro.”

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Al torneo di tennis Challenger di Sarasota, in Florida, durante l'incontro tra Frances Tiafoe e il connazionale Mitchell Krueger le grida di piacere di una donna provenienti da un appartamento nelle vicinanze sono state talmente forti e lunghe da far interrompere la partita.
Decisamente colpito da tanto entusiasmo Tiafoe ha urlato: "He can't be that good!" (Non può essere così bravo).
E invece pare proprio di sì.

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Lo scorso 4 aprile il primo Ministro della Giamaica Andrew Holness ha ufficialmente chiesto scusa alla comunità Rastafari per le persecuzioni avvenute in passato, soprattutto durante il Governo di Bustamante, e per il massacro di Coral Garden. Il Governo ha stanziato un fondo da 10 milioni di dollari per risarcire le vittime e per progetti collaborativi e di sviluppo.
(Fonte: Nationwideradiojm.com, segnalata da Davide Calabria, grazie!)

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Una piccola grande casa editrice di Scampia (Marotta&Cafiero), una linea ecologica di detergenti per la casa (Flora srl), un telefono etico (Fairphone 2), un fornitore di energia elettrica da fonti rinnovabili (ènostra), una casa ecologica prefabbricata (Aktivhaus Serie 700), un microgeneratore in grado di produrre calore ed energia elettrica (Totem Energy), una nuova oleomalta per l’edilizia (OleoMalta Ecomat) e il dragaggio sostenibile dei fondali marini di Decomar sono i vincitori di Premio Natura, edizione 2017.
Per le amministrazioni comunali, premiate Napoli per il progetto di acqua pubblica, Rivalta di Torino per la variante urbanistica che restituisce terreni all’agricoltura e il Comune di Malles per il divieto totale dell’uso di pesticidi chimici, deciso con un referendum.

Per maggiori informazioni sui prodotti vincitori clicca qui

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