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Tutto sul G8 di Genova, anno 2001

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G8 Genova 2001Mai più Genova!
(Non possiamo cancellare con un gesto la barbarie ma possiamo segnare un confine invalicabile oltre al quale rifiutiamo tutti di andare)
E' necessario parlare di tutti i manifestanti e gli agenti che sono riusciti a limitare la violenza. Senza il loro straordinario coraggio il bilancio degli scontri sarebbe stato cento volte più terribile. Da questo bisognerebbe partire per formare un argine morale alla barbarie.
Le persone che hanno scelto la pace si devono unire in un grande segnale di civiltà anche se si trovano in opposte fazioni.
(Questo è uno sfogo emotivo alla ricerca di nuove soluzioni per non ripercorrere strade di piombo)
Questa mattina, dopo una settimana di angoscia assoluta, sono finalmente scoppiato a piangere.
Con tutti i mezzi, insieme a tanti compagni, abbiamo tentato di proporre, al posto dell'assedio al G8, una grande festa in un parco lontano da Genova, un'esperienza di incontro che ci permettesse di comunicare i contenuti della nostra opposizione ai progetti dei potenti del mondo. Fino alle ultime ore abbiamo continuato a discutere a cercare una via alternativa a una scelta che, era chiaro, avrebbe portato allo scontro violento. Quanto sarebbe stato meglio se avessimo lasciato Genova in mano a uno schieramento paranoico di forze invece di lasciare che la paranoia sconvolgesse anche noi!!! Poi ci siamo trovati io a recitare a Loano, a 70 chilometri da Genova, mia madre lì in mezzo alle cariche (per fortuna protetta da una stella) e mio padre a fare una regia a Pesaro.
Mia madre ha scelto di andare a Genova, nonostante dissentisse, perché ha ritenuto di dover essere insieme alle migliaia di compagni che confluivano a Genova, sperando di essere in qualche modo utile.
Ho sentito una madre che su Radio Popolare diceva del suo sgomento a seguire le radiocronache sapendo che suo figlio era lì in mezzo. Beh!, anche avere una mamma scapestrata in mezzo alle cariche e ai lacrimogeni è un'esperienza orribile.
Credo che in questi giorni milioni di italiani abbiano sofferto enormemente. Chiunque incontro, di qualunque credo politico, mi parla di quelle ore inchiodati davanti alle scene dell'orrore televisivo, come qualche cosa di veramente brutto.
Penso alle compagne e ai compagni picchiati mentre avevano le mani alzate, o nonostante si fossero arresi. Penso ai gruppi di preghiera, con frati e suore, che stavano in ginocchio, e che sono stati malmenati. Penso ai leader del Movimento che, seppur a mio parere sbagliando, hanno continuato, con dedizione assoluta e coerenza a fare fronte alle proprie drammatiche incombenze, credo soffrendo, una tensione spasmodica, lacerante.
Penso alle donne e agli uomini delle forze dell'ordine che si sono trovati a essere oggetto di aggressioni di una ferocia terribile. Penso ai feriti, molti dei quali giacciono ancora in ospedale. Sono più di 560 (oltre 600 secondo "Il Manifesto") e ancora a lungo continueranno a soffrire.

Campagna contro l'uso di Uranio Impoverito

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Anno 1999 - La nostra battaglia contro l'uranio impoverito cominciò così:

Proiettili all'uranio sul Kosovo
di Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo

Il 17 aprile il portavoce Nato generale Giuseppe Marani ha dichiarato che "proiettili anticarro con uranio esaurito sono stati usati dai piloti alleati contro le forze serbe in Kosovo"e ha aggiunto che questi proiettili "non comportano alcun rischio" perché hanno un livello di radioattività "non superiore a quello di un orologio" (da Il Manifesto 20 aprile '99). Permetteteci di dubitare del buon senso di questa affermazione.
L'uranio esaurito, ci dicono i libri di fisica, ha una radioattività pari al 60% di quello naturale ed è un prodotto di scarto delle centrali nucleari. Fino a ieri veniva immagazzinato con mille precauzioni a costi altissimi.Poi si è scoperto che poteva essere usato per ricoprire i proiettili anticarro. Al momento dell'esplosione si incendia sviluppando una temperatura altissima e buca l'acciaio come fosse burro. Bruciando si trasforma in una polvere sottilissima che si sparge nell'aria.
Molti studiosi hanno sollevato gravi dubbi sul fatto che sia innocuo. Già nel '79 un rapporto del U.S. Army Mobility Equipement Research & Development Command sosteneva che l'uso di questi proiettili metteva in pericolo "non solo le persone nelle immediate vicinanze ma anche quelle che si trovano a distanza sotto vento... le particelle... si depositano rapidamente nei tessuti polmonari esponendo l'ospite a una crescente dose tossica di radiazioni alfa, capace di provocare cancro e altre malattie mortali". Un altro studio commissionato dall'esercito americano (Science Applications International Corp., luglio 1990) afferma: "l'uranio impoverito provoca il cancro quando penetra nell'organismo e la sua tossicità chimica causa danni ai reni". Nonostante questi avvertimenti i proiettili ricoperti di uranio esaurito furono usati nella guerra del Golfo. Subito dopo, nel novembre 1991 il quotidiano londinese The Independent pubblicò uno studio segreto dell'Ente atomico britannico (Ukaea) sui potenziali pericoli costituiti dalla radioattività presente nelle zone dei combattimenti in Iraq e Kuwait a causa di questi proiettili.

In questo momento il Pentagono si trova in grande imbarazzo perché dopo la Guerra del Golfo più di 80 000 veterani si sono ammalati della cosiddetta Sindrome del Golfo; più di 4500 sono morti, centinaia sono i figli dei reduci nati deformi. Il 5 luglio 1998 il Washington Post ha pubblicato un articolo che avalla la tesi sostenuta da molti ricercatori: una delle cause principali di questa sindrome sono i proiettili all'uranio. La RAI ha commissionato su questo argomento un documentario al regista Alberto D'Onofrio e poi lo ha censurato. Evidentemente però anche il Pentagono qualche dubbio lo deve avere: il San Francisco Examiner del 17-8-97 riporta il testo di un manuale di addestramento militare U.S.A. che raccomanda di usare sempre guanti speciali toccando i proiettili e di indossare una maschera speciale mentre questi vengono sparati, concludendo: "Ricordate di stare sempre lontani, se possibile, dagli equipaggiamenti e il terreno contaminati". Ma pare che la situazione in Iraq sia gravissima. Gli elicotteri Apaches e gli aerei A10 sono dotati di un cannoncino a 7 canne in grado di sparare 4 200 proiettili al minuto.
Ogni proiettile è ricoperto da circa 300 grammi di uranio. Le stime più prudenti parlano di  più di 300 tonnellate di uranio esaurito scaricate su Iraq e Kuwait. Decine di migliaia sarebbero i morti, gli aborti e le nascite deformi, centinaia di migliaia i malati. Il professor Siegwart-Horst Gunther, presidente della Croce Gialla, ha condotto uno studio impressionante sulle malattie contratte da bambini che si erano trovati a giocare con i bossoli esplosi di questi proiettili e sulle nascite deformi di bimbi e animali nelle zone dei combattimenti. L'esperienza di questo medico tedesco offre anche una prova indiretta della radioattività di questi proiettili. Egli riportò in Germania un bossolo esploso per poterlo fare analizzare e fu per questo condannato per violazione delle "leggi nucleari".
Le organizzazioni pacifiste americane hanno raccolto un dossier enorme sugli effetti di questi proiettili non solo in Iraq, ma anche in Bosnia dove si è riscontrato un notevole aumento di casi di leucemia nelle aree dove hanno operato gli A10 e in una zona del Costarica dove i proiettili all'uranio esaurito sono stati usati in una esercitazione.
Ce n'è abbastanza per non sentirsi tranquilli davanti all'ammissione dell'uso di queste armi in Kosovo. E certo non ci saranno molto grati i kosovari, visto che questo uranio è radioattivo per secoli, almeno 4000 anni, secondo le stime più prudentiAlle interpellanze parlamentari di Semenzato e Paissan, il governo ha risposto che l'Italia non usa queste armi e che si adopererà perché non si usino ma che non si sa nulla di preciso perchè c'è il segreto militare.
Non è una risposta esauriente.
In una situazione così pericolosa non ci si può limitare a sperare che i pessimisti abbiano torto. Anche la nostra più viva speranza è che l'uranio esaurito sia innocuo, anzi preghiamo che si scopra che è un ottimo ricostituente, fa venire i denti più bianchi e ridà la voglia di far l'amore agli amanti stanchi. Ma se non è così?
Spargere materiale radioattivo è un gesto da tribunale per i crimini di guerra.
E il fatto ci riguarda molto da vicino perché la polvere di uranio può essere trasportata dal vento anche per centinaia di chilometri. Forse sarebbe il caso che non si continuasse a far finta di niente e l'Italia ponesse un veto assoluto all'uso di queste armi chiedendo l'apertura di un'indagine internazionale. Se poi si stabilirà con certezza che fanno bene alla salute saremo lieti di acquistare un centinaio di proiettili da tenere in giardino.
Speriamo che D'Alema non voglia rischiare di essere ricordato come un fiancheggiatore degli autori di un genocidio. Uno che quando gli chiedono:"Ma lei non sapeva niente?" risponde:"La N.A.T.O. mi aveva assicurato...".Per concludere vorremmo ricordare che la situazione è particolarmente insidiosa perchè i proiettili all'uranio sono un affare colossale, permettono di trasformare le scorie nucleari (che è costosissimo conservare in modo sicuro), in una materia prima preziosa. Le azioni delle imprese che producono questi ordigni stanno aumentando il loro valore rapidamente. Per fortuna, volendo, si potrebbero ripulire l'Iraq e gli altri territori contaminati, ma il costo di una simile impresa è stato stimato intorno ai 50-100 milioni di miliardi di lire. Forse poi una stangatina fiscale non sarà sufficiente a pagare il conto.

Claun contro l'uranio 238
Uranio ImpoveritoVisto che i numerosi comunicati stampa sulla presenza di uranio radioattivo su aerei di linea, imbarcazioni, mazze da golf, eccetera (vedi archivio Cacao alla voce: uranio) non hanno mosso una piega, abbiamo deciso di passare all'azione claunesca.
Come documentano le foto, lunedì 8 novembre alle ore 12 e 40 tre claun hanno iniziato un presidio della Camera dei Deputati di Roma. Il responsabile locale delle forze dell'ordine, un ufficiale in borghese, munito di radiomicrofono auricolare, vedendoli arrivare dava l'allarme ma veniva rassicurato dai claun sul fatto che si trattava solo di 3 persone, non di un'avanguardia. Dopo un poco giunti di fronte al portone della Camera dei Deputati si faceva avanti un secondo ufficiale in borghese invitando i 3 claun a stare lontani dall'ingresso, allora essi si sono qualificati come cittadini italiani mostrando i documenti di identificazione, hanno fatto notare che essendo solo in 3 non si poteva configurare il reato di adunanza sediziosa e quindi hanno dichiarato che avrebbero accettato passivamente l'arresto ma che non sarebbero restati a più di 8 metri di distanza dal portone. Per altro si sono impegnati all'astenersi da urla, rutti e altre sonorità che avrebbero potuto causare disordini.
L'ufficiale, capita la situazione, si è comportato in modo molto cortese, restando comunque a vigilare.
Sono a questo punto arrivate due scolaresche che sono state informate del perché della protesta, quindi si è passati a parlare con un gruppo di turisti americani. I claun si sono offerti per foto con bambini, ragazzi, turisti giapponesi ed esseri umani e (forse) anche alcuni extraterrestri in incognito.
Per due volte è passato Fini, scortato da sei bestioni vestiti con gusto e per due volte ha assicurato di sapere già tutto sull'uranio e di non voler conoscere altro.
Molti parlamentari e portaborse in transito hanno ostentatamente finto di non voler vedere i claun né i loro piccoli cartellini di protesta.
A un certo punto i claun, che per l'occasione erano fotografati da Leslie Leonelli, nota psicoterapeuta e scrittrice, hanno cominciato a ballare cantando sottovoce e poi hanno preso a giocare con un modellino di aereo a pile dotato di luci, passeggeri movibili e sirena (molto soffusa).
Questo era il clou dell'azione sciamanica, che mirava a spezzare la bolla/schermo energetico che rendeva impenetrabile alla coscienza del problema dell'uranio 238 la classe politica italiana (esclusi rari casi). Il culmine è stato toccato quando la più giovane del commando si è cagata addosso esprimendo col canto il proprio entusiasmo per questa umana capacità espulsiva senza la quale la vita sarebbe breve e stitica.
Alle ore 13 e 8 del medesimo giorno il manipolo si ritirava soddisfatto a mangiare nel vicino e munifico ristorante "Al Moro", decisamente caro ma veramente a un livello culinario da paradiso in terra.
(Questo perché la rivoluzione o sarà estremamente comoda o non sarà. Nessuno può creare un mondo nuovo mangiando sandwich di pessima qualità.)
Avanti claun!!!
Con l'azione di lunedì 8 novembre davanti al Parlamento è scattata la protesta dei claun contro l'uso dell'uranio 238.
L'idea è quella di impegnarsi in piccole azioni elementari senza puntare tanto all'attenzione dei media, improbabile in questo momento, quanto a presidiare simbolicamente alcuni luoghi significativi.
I primi contestatori degli anni 60 usarono questa tecnica di testimonianza civile e essa innescò una stagione di incredibili cambiamenti.
Noi crediamo nel potere sciamanico del claun e nella forza magica e archetipa di azioni individuali o di micro gruppi. Azioni che non richiedono particolari capacità organizzative e che si possono mettere in pratica subito.
La nostra filosofia è la non violenza comica.
L'opposizione morbida, la politica della goccia d'acqua che cade sempre nello stesso punto. La strategia del caso e delle coincidenze.
PerchÈ un'azione sia fruttuosa non è indispensabile che i giornali la riportino. E' indispensabile che essa contenga la giusta tonalità, la forza dell'azione perfetta del rito sciamanico. E' il suo contenuto in termini di armonia, giocosità e piacevolezza. La potenza di penetrazione dell'azione del claun militante sta nella leggerezza. Nella qualità di cui si parla nello Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, che è il manifesto politico di questa nuova ondata mondiale di contestazione e presa di coscienza.
Per questo il comportamento del claun durante un assalto dal cielo è gioioso, rispettoso, mite, calmo, assolutamente irremovibile.
La nostra ispirazione è Postrinosky, il grande claun rumeno che fermò i carri armati dell'Armata Rossa per 27 minuti, raccontando barzellette. Se ce ne fossero stati altri 584139 come lui si sarebbero fermati i carri armati fino al crollo del Muro di Berlino. Disgraziatamente era solo.
Se senti di voler fare qualche cosa contro l'uso criminale dell'uranio 238 noi speriamo che tu voglia unirti a questa staffetta di protesta pacifica.Se mille persone dedicassero un'ora a vestirsi da claun e protestare e se ogni protesta fosse vista da 100 persone avremmo contattato 100 mila persone impegnando ognuno due ore di tempo (calcolando un'ora per preparativi e spostamenti e un'ora per la performance vera e propria).
(Jacopo Fo)

Articolo apparso sul Cacao cartaceo n.19
Nel numero del 5 Marzo 2000 della rivista "Avvenimenti" nelle rubrica "L'angolo delle Notizie Cattive" si legge che in America la Siemens venderebbe, spacciandole per fertilizzante, scorie industriali all'uranio.
Facendo una piccola ricerca sul sito dell'associazione Stop-U238 (www.stop-u238.it) e contattando Marco Saba, pioniere di questa guerra contro l'uranio abbiamo scoperto qualcosa in più.
Da circa un mese il dipartimento americano dell'agricoltura ha scoperto che la Siemens Power Corp., una delle maggiori produttrici di fertilizzanti d'America sta distribuendo un nuovo fertilizzante chimico senza autorizzazione.
Scattata la denuncia, si è scoperto che dal 1996 la Siemens venderebbe agli agricoltori americani un fertilizzante che conteneva uranio.
Secondo le stime del dipartimento più di 390mila galloni, cioè più di 860mila kg, di questo fertilizzante all'uranio sarebbero oggi sepolti nelle terre dei contadini americani.
Si è però calcolato però che la Siemens distribuisce ogni anno circa 540mila galloni di fertilizzante. Quindi realmente non si sa ancora bene quanto materiale radioattivo sarebbe stato venduto dal 1996 a oggi.
E' facile immaginare le conseguenze. I frutti di queste terre contaminate sarebbero a loro volta contaminati e non si sa nulla delle conseguenze per la salute degli esseri umani e degli animali che vi pascolano.
Per ora il Dipartimento dell'Agricoltura si è limitato a bloccarne la distribuzione e se la presenza di uranio sarà provata molto probabilmente la Siemens finirà sotto processo.
Il dato forse più allarmante di tutta questa storia è che non si sa dove questo fertilizzante sia stato utilizzato.
(Simone Canova)

Articolo apparso sul Cacao cartaceo n.20
"Polemiche insensate"

Secondo il sottosegretario alla Difesa Paolo Guerrini le polemiche sull'uso delle armi all'uranio impoverito durante la guerra in Kosovo sono insensate.
Durante un'intervista del Corriere della Sera lo stesso sottosegretario ha dichiarato che le misurazioni della radioattività fatte sul posto hanno dato tutte livelli di radioattività inferiori alle radiazioni "ritenute" normali.
Secondo lui è inutile tirare fuori il problema adesso. Il governo italiano sapeva benissimo che gli aerei in dotazione agli americani portavano armi all'uranio impoverito.
Secondo lui "gli eventuali riflessi sulla salute umana sono stati molto esagerati".
E qui c'è il colpo di scena!
L'intervistatore dice che uno studio compiuto in Iraq dalla SIRR (Società italiana ricerche sulle radiazioni) è giunto alla conclusione che gli effetti sulla popolazione locale siano trascurabili. Chiede se esista uno studio analogo per il Kosovo.
Paolo Guerrini risponde che c'è una ricerca finanziata anche dall'Italia e i risultati sono rassicuranti. Inoltre, fa notare, i soldati italiani avevano un opuscolo descrittivo che spiegava come comportarsi per evitare contaminazioni. Le zone a rischio sarebbero state inoltre bonificate da squadre speciali.
Una dichiarazione praticamente identica è stata rilasciata il 18 febbraio al quotidiano "Il Manifesto" dal generale Giuseppe Emilio Gay, comandante del Comando italiano a Pec: "Abbiamo fatto fare rilevazioni e in nessun caso abbiamo situazioni oltre i limiti di guardia dell'ONU".
Bisogna però ricordare due cose: la prima è che l'Onu e la Nato hanno fatto una mappatura delle zone a rischio di contaminazione dopo la guerra dei Balcani.
Una di queste zone è la città di Belgrado, dove vige l'embargo. Qui nessun tipo di macchinario per le rilevazioni può entrare e nessuna informazione può uscire.
La seconda è che fino ad oggi si è parlato di contaminazione radioattiva, ma nessun rilevamento è stato fatto sulla tossicità chimica dell'uranio sulla popolazione.
Uno studio dell'agenzia Anpa ha infatti dimostrato che il pericolo dell'uranio è anche la contaminazione chimica dovuta all'ingestione e all'inalazione delle polveri.
Domenica scorsa padre Jean-marie Benjamin ci ha portato ad Alcatraz un video di circa un'ora che racconta l'embargo, ma soprattutto mostra le vittime civili delle contaminazioni chimiche (e non solo radioattive) in Iraq.
Il video di padre Jean-Marie Benjamin, uno dei protagonisti di questa guerra contro l'uranio e l'embargo e autore del libro "Iraq l'Apocalisse", contiene anche una serie di interviste a esperti e vittime dell'embargo iracheno e dell'uranio impoverito.
Tra le altre anche un'intervista a Carol, sergente donna dell'esercito degli Stati Uniti d'America. Durante la guerra del Golfo ha prestato servizio come infermiera presso i soldati delle truppe alleate e aiutava anche i civili iracheni.
Avvicinandosi a un carrarmato iracheno in fiamme ha respirato particelle di uranio liberate dal fumo. Oggi è affetta da una grave forma di tumore.
C'è poi un'intervista al professor Siegwart-Horst Gunter, presidente della Croce Gialla Internazionale di Vienna e esperto di malattie infettive e epidemiologia. Gunter dal 1991 a oggi si è recato ben 22 volte in Iraq per curare i bambini contaminati da uranio.
Stiamo visionando tutto il video e sbobinando le parti più salienti delle interviste, vi sapremo dire qualcosa nelle prossime settimane. La cosa più sconvolgente di tutta questa storia è che le autorità militari e politiche continuino a negare l'esistenza del problema della tossicità chimica dell'uranio 238.
(Simone Canova)

Italia: Muoiono di leucemia due militari italiani che avevano partecipato alla missione multinazionale in Bosnia (Novembre ‘98). Salvatore Vacca 23 anni di Nuxsis nel cagliaritano e Giuseppe Pintus, 28 anni di Assemini, sempre in provincia di Cagliari, sono deceduti nel settembre scorso.
La Pax Christi denuncia il silenzio assoluto su questi due cadaveri e sulle cause della loro morte.
Antonello Repetto di Pax Christi spiega che pochi sono a conoscenza di questi due decessi a causa dell'assoluto silenzio dei media.
I famigliari chiedono insistentemente indagini e verifiche che invece languono. I vertici militari della Brigata Multinazionale di Pace liquidano i due decessi per leucemia acuta linfoblastica. Parlano di tragica coincidenza.
Sono i primi due casi di militari morti per leucemia dopo la guerra in Kosovo, mentre la Nato si ostina a impedire le rilevazioni sulle aree di utilizzo dell'uranio impoverito nelle zone colpite.
Ammonisce Antonello Repetto che i decessi di questi due militari potrebbero purtroppo essere i primi di una lunga serie perchÈ il Kosovo, la Serbia e la Bosnia sono ormai saturi di radioattività.
(Notizia tratta da "Il Manifesto" dell'11 marzo)

W.W.F.
Nel 1999 l'associazione stop-u238 cominciò una vera e propria guerra contro l'uranio impoverito e tutte le sue applicazioni.
Uno dei primi passi fu quello di inviare lettere e documenti a tutte le associazioni pubbliche e private che si occupano di tutela ambientale.
Uno di questi documenti finì anche sulla scrivania del direttore generale del WWF (World Wildlife Fund), forse la più grande organizzazione mondiale che si occupa di ambiente.
Ma non ci fu mai una risposta.
Così la stessa associazione ha fato delle ricerche. Pare che sulla poltrona della direzione generale del WWF non siede un esperto ambientalista, ma un esperto economista. Uno che in pochi anni è riuscito a crearsi intorno un gruppo di ricchi personaggi che ha chiamato "Club dei 1001".
I maggiori finanziatori del WWF sono queste mille persone, tra cui sarebbero stati riconosciuti nell'ordine: ladri, indagati per truffa, tangenti, corruzione, il responsabile di alcune società che hanno distrutto migliaia di km di foreste amazzoniche e per finire un indagato per cospirazione contro il fisco inglese.
Mille persone in tutto. L'ultimo del Club, ma non certo per importanza, è il principe Bernardo, appartenente alla Reale Famiglia Olandese. Bernardo è stato presidente del WWF fino al 1976 quando uno scandalo lo costrinse a dare le dimissioni.
Volete sapere quale fu lo scandalo?
Sembra avesse chiesto un milione di dollari alla Lockheed per farle avere contratti per la costruzione di aerei. Hercules C-130, appesantiti con l'uranio impoverito.
Dico sembra perchÈ il WWF tiene tutto sotto chiave. Come dice Saba: "Sarebbe più facile infiltrarsi nella CIA".
Ma una delle cose più nascoste di questa associazione è la distribuzione dei fondi. Ogni filiale nazionale deve dare i due terzi dei finanziamenti al WWF Internazionale, diretto dalle persone di cui abbiamo parlato prima.
E da lì in poi di quei soldi nessuno sa più niente.
(Simone Canova)

Articolo apparso su Cacao cartaceo n.21
Martedì alle ore 22:30 su RaiDue è andata in onda una puntata di "Teleanch'io" in cui si parlava di uranio impoverito. Fra gli ospiti era stato invitato anche padre Benjamin che ha presentato il suo video sull'embargo in Iraq.
Ne sono stati fatti vedere solo due pezzi, tralasciando tutta la parte che riguarda le interviste a esperti che hanno toccato con mano il problema dell'uranio impoverito.
Riportiamo di seguito la versione, integrale, delle interviste contenute nel video.
Nel prossimo numero di Cacao analizzeremo meglio la puntata.
La prima intervista è stata fatta a Carol (non si capisce il cognome dal video scusateci), sergente dell'esercito americano. Durante il conflitto, ha respirato particelle di uranio liberate dal fumo di un carrarmato in fiamme. Oggi è affetta da una grave forma di tumore.
"Ero infermiera e autista di un veicolo dotato di sala operatoria. Ho dovuto installare un ospedale quando siamo arrivati in Iraq, al seguito delle truppe, attraverso il sud del paese fino a Passora e successivamente all'interno del Kuwait. Dovevamo curare i feriti di guerra. Fu allora, attraversando l'Iraq che vidi lungo le strade dei corpi che erano letteralmente fusi, carbonizzati all'interno dei carri e dei veicoli iracheni. Gli uomini erano come inceneriti, quasi come scorie. Presi allora delle foto per portarle negli Stati Uniti e chiesi che cosa fosse accaduto. Sino al mio ritorno a casa non sapevo nulla dell'uranio impoverito. Un ex combattente che era stato esposto all'uranio 238, mi telefonò e mi disse: "Lei ha una contaminazione da uranio impoverito". Nel 1992 chiesi al governo delle spiegazioni e di essere esaminata. I risultati hanno confermato una presenza nel mio corpo di un tasso molto alto di radioattività".
La seconda intervista è invece al professor Gunter (una parte di questa intervista è stata mandata anche in trasmissione), presidente della Croce Gialla Internazionale. Dal 1992 a oggi si è recato ben 22 volte in Iraq e ha toccato con mano, le conseguenze delle contaminazioni da uranio impoverito.
"Nel 1992 ho visto bambini giocare con questi proiettili. Uno di essi è morto di leucemia. Abbiamo scoperto che si sviluppa uno sfasamento del sistema immunitario e un forte aumento delle malattie infettive, tra cui il colera. Successivamente si presenta una condizione di "Erpes exaustus". Si tratta di una infezione virale, poi si riscontrano sintomi simili all'Aids anche nei bambini. Questa è una novità ed è molto importante esserne a conoscenza. In seguito si manifestano disfunzione renale, leucemia, anemia e tumori maligni.
Vi sono deformazioni congenite causate da difetti genetici. Tali difetti si osservano anche negli animali. Durante le gravidanze si presentano spesso aborti e nascite premature. E' una situazione spaventosa!".
L'ultima intervista è invece al professor Maruf (questa intervista invece non è stata trasmessa), esperto di fisica nucleare, laureato negli Stati Uniti. Nell'intervista dichiara che studi fatti da lui personalmente (con un sistema chiamato Structometria Gamma) hanno rilevato che durante la guerra del Golfo sono state utilizzate armi all'uranio impoverito.
"Abbiamo riscontrato che la contaminazione interessa tutto il paese. Le radiazioni riguardano tutto il suolo. Le particelle radioattive si infiltrano in profondità, fino a raggiungere le radici delle piante. Ogni volta che le persone consumano questi vegetali o la carne di animali che se ne sono nutriti, la contaminazione passa nel corpo umano.
Il problema riguarda anche le acque di superficie e tutto il circuito ecologico. L'insorgere dei tumori è scientificamente provato".

Martedì 22 Marzo, Televideo: il generale Camporini dichiara che il problema uranio è una leggenda metropolitana
Il generale Camporini, capo dell'ufficio politico militare dello Stato Maggiore della Difesa ha dichiarato che l'uranio impoverito è un materiale inerte e meno pericoloso di tante altre sostanze. Le rilevazioni fatte nei Balcani indicano un livello di radioattività "normale".
(Simone Canova)

Articolo apparso su Cacao cartaceo n.22
Se non possiamo bloccare l'uso dell'uranio impoverito forse possiamo bloccare una delle centrali nucleari che lo produce. Due piccioni con una fava.
Una delle maggiori centrali nucleari europee è quella di Sellafield, Inghilterra settentrionale. Qui paesi come il Giappone, la Svizzera, la Germania e pare, in passato, anche l'Italia, mandano il loro materiale nucleare a riciclare. Il risultato finale del processo di riciclo è il plutonio e l'uranio impoverito.
La centrale da qualche anno lotta contro molte associazioni ambientaliste e soprattutto contro i governi scandinavi che premono per chiuderla. Alcuni operai e il direttore esecutivo sono stati licenziati l'anno scorso dopo una ispezione dell'Ispettorato per la Sicurezza Nucleare.
Sembrava che alcuni documenti fossero stati falsificati per accelerare i tempi burocratici.
E proprio in questi giorni si parla di sabotaggio della centrale. Pare infatti che qualcuno, forse dall'interno, abbia tagliato dei fili...
Per questo motivo Tokyo e la Svizzera hanno già cancellato una serie di commissioni per la centrale. Di questo passo è destinata a fallire.
Come noi speriamo...
(Simone Canova)

Articolo pubblicato su Cacao cartaceo n.24
Uranio?!? Uranio impoverito?!?
In Italia!?! Qualcuno un giorno aveva negato che in Italia ci fosse anche un solo grammo di uranio impoverito.
Infatti non ce n'è un grammo, pare ce ne siano 17 tonnellate. Nascoste.
Un decreto ministeriale del 1970 prevede che ogni sostanza pericolosa che entri o esca dal paese, venga denunciata alle autorità e sottoposta a severi controlli. Lo stesso decreto fa però una piccola eccezione per quanto riguarda l'uranio (quello impoverito). Le scorie di uranio sono stoccate come "sostanze a bassa radioattività". Ora io non sono un esperto, ma credo che maggiore è la radioattività, maggiori sono i controlli e i sistemi di sicurezza (teoricamente). Quando invece si parla di bassa radioattività i controlli sono minimi.
E così in Italia ci sono la bellezza di 17 tonnellate di uranio impoverito. Un po' qua e un po' là.
Un po' pare sia a Latina, presso la centrale dell'Enel.
Un altro po' pare sia a Bosco Marengo, provincia di Alessandria. Qui l'uranio è sotto la sorveglianza dell'Anpa. Possiamo dormire tranquilli? Vi ricordate l'articolo sull'Anpa della settimana scorsa? L'amianto che hanno trovato nei corridoi della sede centrale dell'Associazione Protezione Ambientale?
E poi c'è l'aeroporto di Malpensa. Qualche giorno fa un gruppo di Vigili del Fuoco ha presentato un dossier completo dove si diceva che, molti degli aerei di linea che atterrano e decollano ogni giorno, sono appesantiti con uranio impoverito.
Nel dossier si diceva anche che, in caso di incidente, i vigili del fuoco non erano in grado di intervenire. L'inchiesta è stata però subito archiviata dalla Procura di Busto Arsisto.
(Simone Canova )

Articolo pubblicato su Cacao cartaceo n.27
Che aria tira?

E' un po' di tempo che non parliamo di uranio impoverito. Così per sapere se ci sono novità ci siamo collegati al sito internet dell'Associazione Stop U238.
Si legge che 480mila rifugiati mussulmani sono stati rimpatriati nelle zone maggiormente contaminate da uranio impoverito.
Si legge ancora che facendo due calcoli i soldati a rischio di contaminazione sono circa 41000. La sindrome dei Balcani diventa realtà.
Infine si legge che, forse, anche in Sudan e in Afganistan, in uno dei tanti bombardamenti, sono stati sparati missili con l'uranio. Si tratterebbe di missili Tomahawk, 67 testate, per un totale di 25 tonnellate di merda impoverita.
Ma il bello viene alla fine.
A seconda di dove soffia il vento, respiriamo veleni diversi. Se il vento soffia dalla Svizzera molto probabilmente sa di nucleare.
Se soffia dalla Francia o dalla Slovenia sa ancora di nucleare.
Se invece soffia dai Balcani o dall'Iraq sa di uranio impoverito.
Dal sito dell'associazione ci si può collegare al notiziario meteo di Yahoo aggiornato in tempo reale. Così tanto per sapere che aria tira oggi.
(Simone Canova)

Articolo pubblicato su Cacao cartaceo n.31
Uranio Impoverito

Abbiamo preso al volo una notizia Ansa del 26 Maggio.
Si dice che la Commissione tecnico scientifica sul monitoraggio dell'inquinamento nei Balcani ha predisposto in questi giorni un "vademecum" sulle precauzioni da osservare se si viene a contatto con proiettili inesplosi o carriarmati contenenti uranio.
Questo vademecum non è molto diverso da quello che si dice, fosse stato distribuito alle truppe in Kosovo, all'inizio del conflitto.
Non toccare con le mani i proiettili inesplosi, non bere, non fumare e non mangiare cibi trovati nelle vicinanze di carriarmati esplosi o danneggiati.
Si consiglia poi di non alzare polvere e di proteggersi bocca e naso in prossimità di strutture distrutte da missili.
Il consiglio finale è quello di fare un esame delle urine. Esattamente le stesse cose che si dicevano nel precedente manuale.
La commissione ha chiesto inoltre di poter fare alcuni sopralluoghi sul campo. La cosa è in discussione in questi giorni.
Ancora però nessuna parola sui reali pericoli derivanti dall'uranio. Anche uno stupido si renderebbe conto che basta guardare quello che sta succedendo in Iraq per sapere quello che succederà prossimamente nei Balcani.
Nessuna parola sull'inquinamento delle acque, della terra e degli animali. Nessuna parola sul possibile inquinamento dell'aria. Nessuna parola sulle malformazioni genetiche che, magari fra tre o quattro anni cominceranno a comparire fra la popolazione, sia balcanica che straniera. Nessuna parola sul pericolo che i nostri soldati corrono e hanno corso.
(Simone Canova)

Ultimissime sull'Uranio
Allarme: Pare che in Italia alcuni cibi vengano irradiati con l'uranio!
Cos'è l'irradiazione e a cosa serve?
Il processo di irradiazione consisterebbe nel esporre il cibo a 3 milioni di Rad di radiazioni (150 milioni di volte superiore ad un normale esame radiologico) per uccidere tutti i batteri e aumentarne la durata di conservazione.
Cavolo, non lo sapevamo !
Sulle etichette non c'è scritto niente! Non esiste nessuna direttiva che obblighi a scrivere sulle etichette dei prodotti alimentari se sono stati irradiati con l'uranio.
Sembra che non sia possibile effettuare nessuna analisi sugli alimenti per constatare la dose di radiazioni a cui sono stati esposti.
Nessuno può dire se l'irradiamento faccia male.
Non ci sono studi a lungo termine in proposito.
Pare sia dagli anni '50 che ci fanno mangiare questa schifezza.
E nessuno lo sapeva.
Qualcuno ha notato che...
Si sa solo che l'irradiamento crea negli alimenti sostanze chimiche cancerogene, come il benzene, la formaldeide e alcuni tipi di perossidi.
La Food & Drug Administrator ovviamente nega che le quantità di questi agenti che si creano siano dannose.
Ma non avevamo appena detto che non ci sono studi in proposito…
L'associazione Stop-U238, che combatte contro l'uso dell'uranio nei cibi consiglia di acquistare sono alimenti dove c'è scritto chiaramente "non irradiato".
Noi vi consigliamo di consumare alimenti provenienti da coltivazioni biologiche e di informarvi tramite i produttori se sono sottoposti a irradiamento.
(Simone Canova)

13 Aprile 2000
Uranio?!? Uranio impoverito?!?

di Jacopo Fo

In Italia!?! Qualcuno un giorno aveva negato che in Italia ci fosse anche un solo grammo di uranio impoverito.
Infatti non ce n'è un grammo, pare ce ne siano 17 tonnellate. Nascoste.
Un decreto ministeriale del 1970 prevede che ogni sostanza pericolosa che entri o esca dal paese, venga denunciata alle autorità e sottoposta a severi controlli. Lo stesso decreto fa però una piccola eccezione per quanto riguarda l'àuranio (quello impoverito). Le scorie di uranio sono stoccate come "sostanze a bassa radioattività". Ora io non sono un esperto, ma credo che maggiore è la radioattività, maggiori sono i controlli e i sistemi di sicurezza (teoricamente). Quando invece si parla di bassa radioattività i controlli sono minimi.
E così in Italia ci sono la bellezza di 17 tonnellate di uranio impoverito. Un po' qua e un po' là.
Un po' pare sia a Latina, presso la centrale dell'Enel.
Un altro po' pare sia a Bosco Marengo, provincia di Alessandria. Qui l'uranio è sotto la sorveglianza dell'Anpa. Possiamo dormire tranquilli? Vi ricordate l'articolo sull'Anpa della settimana scorsa? L'amianto che hanno trovato nei corridoi della sede centrale dell'Associazione Protezione Ambientale?
E poi c'è l'aeroporto di Malpensa. Qualche giorno fa un gruppo di Vigili del Fuoco ha presentato un dossier completo dove si diceva che, molti degli aerei di linea che atterrano e decollano ogni giorno, sono appesantiti con uranio impoverito.
Nel dossier si diceva anche che, in caso di incidente, i vigili del fuoco non erano in grado di intervenire. L'inchiesta è stata però subito archiviata dalla Procura di Busto Arsisto.

Articolo apparso su Cacao Quotidiano dell'11 Maggio 2000
E' stata inaugurata in Usa una commissione ufficiale d'inchiesta sull'uso delle scorie nucleari!!! In pratica è saltato il tappo dello scandalo sull'uranio 238 e i disastri in Iraq, Kuwait, Somalia, Ex Jugoslavia, Amsterdam. Insomma un'altra volta i cattivi pensavano di farla franca invece nei prossimi 70 anni gli si romperà le scatole a morte. Per la felicità 200 curdi si sono riuniti in un Mc'Donald di Berlino e hanno scoreggiato fino a farlo saltare in aria.
Il mio amico Marco Saba passerà alla storia per aver scoperto che Martin Borman (il delfino di Hitler) non si è suicidato ma ha barattato la salvezza vendendo agli americani quintali di uranio arricchito e segreti militari tra i quali l'idea di usare uranio per corazzare i proiettili anticarro.
Ha vissuto per decenni sotto falso nome in Cile. Ma non si è divertito per un cazzo. Era masochista e voleva che Helga, la sua amante lo picchiasse con una mazza chiodata. Lei invece gli cucinava senza sosta dolcetti bavaresi che gli hanno sballato il sistema endocrino.
E' morto che pesava 200 chili e c'aveva il fegato che gli pigliava a calci il colon. E Helga gli fregava la morfina per farsela lei insieme a Helmut, un esponente della resistenza polacca che per 40 anni si era finto una guardia del corpo nazista per assaporare da vicino la fine del vecchio porco. Negli ultimi istanti di vita del gerarca, Helmut ha messo su l'inno dell'Internazionale mentre Helga gli dava delle mazzate assurde con un palo da recinzioni in cemento armato con
su scritto da una parte: "Fate l'amore non la guerra"  e "Il paradiso è in mano agli ebrei" dall'altra.
Cazzo è morto triste!!!
(Simone Canova)

La campagna di Dario Fo e Franca Rame contro l'uranio impoverito continua qui

La grande truffa dell'AIDS

Published in ARCHIVIO

www.ilvirusinventato.it
Il nome di questo sito è un omaggio al Dott. PETER DUESBERG, direttore del laboratorio di Biologia Molecolare dell'Università di Berkeley in California, pioniere e principale protagonista della lotta alla falsa teoria virale dell'AIDS. Suo il principale libro scritto dai dissidenti: "Inventing the AIDS virus" edito in italiano da Baldini e Castoldi col titolo "AIDS - Il Virus Inventato". La storia di Peter Duesberg, "probabilmente lo scienziato vivente più diffamato in assoluto" (Il direttore del periodico medico The Lancet) è stata presentata da Massimiliano Bucchi nella sua relazione "Eresia e censura nella scienza: il caso AIDS" al convegno Scienza e Democrazia tenuto a Napoli il 20 Aprile 2001.

AIDS inesistente
E' uscito un libro che si intitola: La grande truffa dell'AIDS, di Luigi De Marchi e Fabio Franchi; un altro l'ha scritto Peter H. Duesberg5: L'AIDS è causato dall'uso di droghe e da altri fattori di rischio non contagiosi. Un altro libro è edito da Feltrinelli, Sex virus, di Luca Rossi (giornalista che io conosco fin dal liceo e che ha condotto un'inchiesta straordinaria). Questi libri raccontano quel che ormai sostengono più di quattrocento tra grandi ricercatori e premi Nobel che hanno firmato una dichiarazione.
Sull'AIDS ci stanno raccontando delle balle cosmiche da quindici anni.
Complici i giornalisti che ogni anno scrivevano: "L'AIDS è in aumento! Ecco le previsioni per il prossimo anno!" Ma non andavano a controllare quel che avevano scritto dodici mesi prima sennò si sarebbero accorti che ogni anno le previsioni si dimostravano esagerate.
Ma la cosa agghiacciante è che pare proprio che non ci sia un nesso tra l'essere sieropositivi al virus HIV e morire di AIDS. Cioè, chi muore, muore per un collasso del sistema immunitario ma questo tracollo non è causato dall'HIV ma da altri fattori NON infettivi.
Cioè l'AIDS non la prendi facendo sesso o usando siringhe contagiate.
L'eroina, il popper e il crack sono sufficientemente velenosi da provocare l'AIDS, e lo stesso vale per chi ha decine di rapporti anali in una sera a causa delle infezioni causate dalle feci.
Il che spiegherebbe come mai non c'è stato il temuto dilagare della malattia nonostante il consumo di profilattici sia aumentato in modo minimo mentre la promiscuità sessuale non è certo diminuita sensibilmente.
Come mai ci sono sieropositivi che dopo quindici anni sono ancora vivi?
Perché ci sono persone morte di AIDS nonostante non fossero sieropositive e come mai vi sono pochissimi morti di AIDS che non abbiano avuto comportamenti a rischio o non fossero politrasfusi (cioè sottoposti a vari shock del sistema immunitario che ha dovuto affrontare vere e proprie tempeste di virus e batteri estranei all'organismo)?
E come mai i casi di AIDS sono più che rari tra le prostitute non tossicomani? E come mai la sbandierata epidemia di AIDS in Africa non c'è stata, tanto che di medici, partiti a centinaia per portare soccorso ai contagiati, non ne abbiano trovati. Insomma, che ne dite se viene fuori che l'AIDS è il più grande complotto della storia ordito dai bigotti e da scienziati assetati di finanziamenti?
Ma ci pensate a uno che gli hanno rovinato la vita perchè era sieropositivo, e quindi appestato, e poi si scopre che non c'aveva un cazzo?
E che dire del fatto che la maggioranza dei sieropositivi sono curati con l'AZT 20, medicina messa fuori legge negli anni sessanta perché creava sintomi collaterali simili all'AIDS e, potenzialmente, alla lunga, mortali? Vorrebbe dire, in pratica, che si uccidono i sieropositivi per dimostrare che chi Ë sieropositivo poi muore di AIDS.
Per ragioni di spazio non vi racconto le difficoltà incredibili che hanno incontrato Luca Rossi e gli altri per pubblicare i loro libri.
(Jacopo Fo)

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Rif: Conferenza internazionale AIDS (Durban, Sud Africa)
Lettera aperta : Sig. Bill Clinton, Presidente Usa
Sig. Gehard Schroder, Cancelliere tedesco

Con la presente chiediamo che siano fatte le rispettive scuse al Presidente THABO MBEKI per la sottoscrizione della "Dichiarazione di Durban" dei vostri rappresentanti dott.ssa Helene Gayle USA, e prof. Dr. Kurth (Germania).
Il 04.04.2000, tre mesi prima dell'inizio della Conferenza internazionale sull'AIDS a Durban il presidente Sud Africano Thabo Mbeki scrisse una lettera al Presidente USA Bill Clinton e al Cancelliere tedesco Schroder. Nella sua lettera il Presidente Sud Africano chiedeva una cooperazione in dibattiti reali al fine di chiarire ovvie discrepanze relative al fenomeno globale dell'AIDS.
Sotto la pressione del Pres. Clinton, la Dott.ssa Gayle del CDC (Centro controllo malattie), quale rappresentante degli Stati Uniti, era presente al meeting di esperti che il Presidente Mbeki aveva organizzato alcuni giorni prima della conferenza.
Sottoscrivendo la "dichiarazione di Durban" entrambi, la rappresentante usa dr. Gayle ed il rappresentante della Germania prof. Renairdt Kurt, partecipavano alla pubblica diffamazione del Presidente Mbeki. La dichiarazione venne pubblicata il 06.07.2000 su "Nature" ed i firmatari sostenevano che le affermazioni concernenti "hiv e AIDS", ampliamente pubblicate, sono basate sui più alti standards scientifici, un chiaro tentativo di discreditare lo sforzo del Signor Mbeki di chiarire la questione.
La proposta della delegata degli USA dr. Gayle, di cooperazione tra le autorità sanitarie statunitensi e sudafricane in nuove ricerche per isolare "l'HIV", per dimostrare la validità dei test dell'AIDS, conferma solamente la sua piena consapevolezza della non esistenza attuale di alcun dato scientifico di base che possa provare l'esistenza dell'HIV e, conseguentemente, la validità di qualsiasi test. Tuttavia nonostante la sua stessa conoscenza si contraddice, sottoscrivendo la "dichiarazione di Durban".
Prof. Dr. Rita Sussmuth, precedente Presidente del Parlamento tedesco, come pure precedente Ministro della sanità con responsabilità diretta al problema ammise in una intervista del 23.06.1995 a Berlino, di sapere che l'affermazione in merito all'infezione AIDS mancava di ogni prova scientifica. Questa intervista venne ripetutamente emessa dal "Citizen's  television" a Berlino.
Tuttavia l'11.08.98 davanti a Karl Kraffeld smentì sia l'intervista che i contenuti.
Il dirigente di stampa del prestigioso Robert Koch Institute (RKI; Berlino), ammise durante una conversazione telefonica del 07.09.94 che non ci sono prove scientifiche alla base delle affermazioni in merito all'infezione AIDS.
Questa telefonata venne confermata per iscritto dal dr. Marcus del robert Koch Institute il 20.09.94. il prof. Kurth Ë il Presidente RKI. Quando egli sottoscrisse la "dichiarazione di Durban" era pienamente consapevole di due esperimenti fortuiti nella ex repubblica tedesca DDR e in carceri tedesche che scartano totalmente l'ipotesi dell'infezione AIDS.
Nella DDR i chemioantibiotici non esistevano; gli omosessuali non usavano droghe inalate (Poppers). Subito dopo la caduta del muro di Berlino, non c'erano risultati positivi al test. Nella DDR l'AZT non veniva somministrato e non c'erano decessi da AIDS. In un documento del 10.02.99 il Prof. Kurth cita solamente 5 casi di uomini che erano stati infettati nelle carceri tedesche nell'arco degli ultimi 15 anni.
Solo questo dimostra ampliamente che quella che chiamano comunemente AIDS non può essere una malattia infettiva in Germania.
Questo rende praticamente impossibile, scientificamente, che l'AIDS sia una malattia infettiva in Africa o ovunque.
Alla cerimonia in onore del dr. Robert Gallo (dal 23.04.84 fino al 1994 considerato lo scopritore del virus AIDS) per conferirgli la più alta onoreficenza in medicina scientifica, il PAUL EHRLICH- PREIS del 14.03.99, nè il professor Kurth, nè il PAUL EHRLICH INSTITUTE, responsabili per la registrazione dei cosidetti test HIV, furono in grado di fornire nuove prove scientifiche per l'HIV nè per la validità dei test. Il professor Kurth sa molto bene che l'HIV non è mai stato dimostrato "secondo i più alti standards scientifici": Ciò nonostante egli sottoscrisse la "dichiarazione di DURBAN".
Nella sua lettera del 3.4.2000 al presidente CLINTON e al cancelliere SCHRODER (vedi www.virusmyth.com) il signor Mbeki paragona il modo in cui vengono trattati i dissidenti nelle nazioni industrializzate alla vita sotto l'APARTHEID.
Il 17.05.2000 Karl Kraffeld, presidente dell' associazione "Scienza Medicina e diritti umani" faceva riferimento alla lettera del Sig. Mbeki e offriva al Cancelliere tedesco dei fatti che confermavano le opinioni del Signor Mbeki.
Su richiesta del cancelliere il Ministro della sanità tedesco dr. Niemer lo raccomandava semplicemente, il 29.06.2000, di consultare circoli scientifici ed esperti.
Gli incontri di Karl Kraffeld con varie istituzioni scientifiche e singoli esperti fornirono allarmanti risposte come: "le richieste in merito all'HIV e AIDS sono indiscusse tra gli esperti e perciò non sono necessari riferimenti scientifici."
Oppure quando Karl Kraffeld chiese di vedere una foto pubblicata dell'HIV, che lui non era stato in grado di trovare in nessun documento pubblicato dai dr. Luc Montagnier e dr. Gallo, il professor Kurt del RKI rispose: "queste fotografie sono da trovare nei documenti pubblicati
Da dr. Montagnier e dr. Gallo."
Negli ultimi anni sono state aggiunte nuove falsità sul virus isolato HIV dal Parlamento tedesco, dalla polizia e da un giudice. Quest'ultimo il giudice Prause di Dortmund, venne citato per avere detto "e' totalmente irrilevante se qualcuno ha mentito e non importa se sono stati fatti errori nella politica dell'AIDS".
Da quando l'AIDS è apparsa sulla scena ci sono state numerevoli citazioni come quelle sopra e un'infinità di episodi in tutto il mondo che possono solo essere definiti aneddotici da chiunque si prende la pena di studiare l'AIDS con una mente aperta e obbiettiva.
Nel 1986 il WHO cambiò radicalmente la definizione di AIDS. Secondo il CDC il criterio per l'AIDS dal 1981 è stato: "patologia che c'è senza precedenti patologie immunosoppressive e/o terapie." Questa definizione venne scartata . Dal 1986 gli effetti collaterali dell'AZT sono divenuti in se malattie che definirono l'AIDS! Fino al 1986 non un solo caso di AIDS conforme alla prima (1982) definizione del CDC era stata descritta e pubblicata scientificamente.
Negli ultimi anni ci sono state abbondanti prove che le varie autorità sanitarie in molti paesi sanno che le affermazioni in merito all'AIDS sono mere speculazioni, e che non solo in Germania e USA, ma anche in Austria, Grecia, Spagna, Svezia, Inghilterra, SudAfrica e molti altri.
Alla luce dell'assenza di qualsiasi prova scientifica per l'esistenza del virus HIV e, quindi, per la validità dei test, l'attacco contro il Presidente Mbeki da parte degli scienziati che firmarono "la dichiarazione di Durban" deve essere considerato come un approvazione della correttezza della "teoria di Mbeki".
Dortmund & Stuttgard, 13 luglio 2000
Karl Krafeld and Dr. Stefano Lanka.

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L'AIDS E' DAVVERO LA PESTE DEL DUEMILA?
Il 1981 e il 1982 furono gli anni della mia vita durante i quali scopai di più. La sifilide e lo scolo non facevano più paura a nessuno e ce la si spassava spensieratamente.
Era scoppiata la febbre del sabato sera ma anche negli altri giorni la temperatura restava elevata. Se continuava così il sesso avrebbe travolto la società civile: orge bestiali, preti nudi alla televisione, cani che si accoppiano con gatti...
Invece arrivò il flagello di Dio, l'Aids e i bigotti ringraziarono il signore che aveva così punito tossicomani e sodomiti.
E già nel 1985 non si faceva più l'amore spensierati come prima. E poi i giornali iniziarono a ululare che anche milioni di emofiliaci e di politrasfusi erano a rischio per via delle trasfusioni con sangue infetto ed era a rischio chi aveva fatto l'amore con chi aveva fatto l'amore con chi aveva fatto l'amore con i politrasfusi, i tossicomani e gli omosessuali. Nel 1987 prima di far l'amore con una fanciulla stavi mezz'ora a guardarle la pelle e la lucentezza degli occhi per capire se era sana come un pesce o infettiva come una bomba battereologica ambulante. Ora sono passati almeno 15 anni dall'esplosione dell'epidemia, 40 anni dai primi casi ufficiali di Aids e, diciamo onestamente, il preservativo non l'abbiamo usato mica tanto... che far l'amore col preservativo Ë come fare il bagno con lo scafandro.
Allora, se escludiamo un 30% della popolazione che non scopa mai o che è fedele in modo schifoso e sta con persone altrettanto assolutamente fedeli, tutti gli altri, cioè noi debosciati, dovremmo avere un "Aidiesse" grossa come un topo di fogna che ci scorazza nei linfociti e ci frulla il sistema immunitario. Invece, vivaddio, sto benissimo. Ho fatto anche il test dell'Aids e risulto pulito come un chierichetto.
Fin dal 1985 c'erano alcuni ricercatori che si erano accorti che qualche cosa non andava. Uscì un lungo articolo sul settimanale "Epoca" che raccontava questi dubbi. Questo virus dell'Aids pareva un tipo strano, c'era gente che era sieropositiva e non si ammalava e c'era gente che si ammalava ed era sieronegativa, ogni anno si facevano previsioni catastrofiche sul numero dei sieropositivi dell'anno successivo. E ogni anno le previsioni erano esagerate e comunque i giornali titolavano: "Si prevedono enormi sviluppi dell'epidemia per l'anno prossimo". Nel 1993 uno dei tre ricercatori americani ai quali il governo aveva affidato la direzione delle ricerche (Peter Duesberg, il grande retrovirologo scopritore del virus che provoca una rara forma di tumore al collo dell'utero) se ne saltò fuori dicendo pressappoco così: «Cari ragazzi, l'Aids non è provocata dal virus dell'Hiv ma dalle droghe, dalla scarsa igiene e dalla denutrizione. Il sesso c'entra solo perché chi ha un numero esorbitante di amanti, (tipo 50-100 all'anno) sottopone il suo sistema immunitario a un super lavoro che lo rende incapace di difendersi da tutte le infezioni. Cioè l'Aids non è una malattia unica, provocata da un'unica causa (il virus Hiv) ma una sindrome, cioè un insieme di infezioni e degenerazioni che colpiscono persone già gravemente debilitate. La cosa tragica è che state curando questi malati con l'Azt che è una roba che è stata ritirata dal commercio negli anni '60 perché ammazzava i malati di tumore. È chiaro che se la date a persone già di corda poi muoiono, ma non li uccide il virus dell'Hiv, li accoppate voi»
Questo articolo uscì sul supplemento salute del "Corriere della Sera" e provocò una serie di reazioni isteriche da parte della classe medica italiana nonostante fosse accompagnato da un documento firmato da parecchi premi Nobel e grandi capoccioni nel quale si diceva grossomodo: non vi sembra che sull'Aids state sparando un sacco di stronzate? Non sarebbe il caso di rifletterci un po' sopra?
L'unico risultato tangibile fu che il giornalista di "Salute" che si era occupato di far uscire l'articolo fu mandato a occuparsi di giardinaggio in Groenlandia. All'illuminato direttore di un noto settimanale però venne un dubbio. Così diedero un po' di soldi a Luca Rossi, giornalista e scrittore, e lo spedirono in America a fare una grande inchiesta. Incontrai Luca Rossi l'anno scorso e me ne raccontò di tutti i colori. Era andato al centro statistico per le malattie infettive Usa e lo avevano accolto con stupore. Era il primo giornalista al mondo che si presentasse da loro per avere notizie di prima mano sull'andamento dell'epidemia (volendo controllare tutto fin dall'inizio). Tutti i giornali parlavano del fatto che ormai il virus Hiv portava l'Aids nelle cellule di tutti, non solo dei tossicomani, dei gay e dei politrasfusi... erano milioni gli eterosessuali non a rischio e di buona costituzione ammalati.
Questi qui del centro di statistica delle malattie infettive sono tipi precisi. E si erano accorti che i dati erano un casino. Cioè se ti beccano che hai l'Aids non è che subito ti va di ammettere che sei un omosessuale, drogato, assatanato per il sesso, che non ti lavi e mangi solo merda. Così iniziarono a indagare sulla vita dei sieropositivi.
Gli americani sono dei duri e hanno gente come l'ispettore Callaghan e Charles Bronson che sanno come far parlare la gente.
In Italia uno ti dice che ha preso l'Aids perché una volta soltanto in vita sua è andato con una prostituta... e tu ci credi... ma lascialo nelle mani di Swarzenegger un paio d'ore e vedrai che confesserà che ha avuto 30 partner sessuali in otto giorni e si è sniffato tutto il popper e la coca e i sali da bagno del mondo. Così questi professori di statistica dissero a Luca Rossi che fra tutti i casi di Aids registrati negli Stati Uniti dall'inizio dell'epidemia ce ne sono meno di 600 che riguardano sicuramente persone con uno stile di vita normale. Gli dissero anche la recente esplosione di casi di Aids tra le donne era una questione politica e non statistica.
Il movimento delle lesbiche americane si era imbufalito perché loro non apparivano mai nelle statistiche dei malati mentre era pieno di omosessuali maschi. Quelli dell'ufficio statistiche avevano cercato di spiegare che non era colpa loro se i maschi erano più birichini e la sodomia è una pratica più infettiva. Ma le donne gay non vollero sentir ragioni e dissero che erano solo dei fascisti fallocrati. Si sa che uno che si occupa di statistica è un bonaccione anche se è cugino di Rambo. Così questi smidollati, messi alle strette dalla Casa Bianca decisero di risolvere il problema iscrivendo d'autorità il tumore alla cervice dell'utero nel mix di malattie che costituiscono la sindrome dell'Aids (nel 1981 erano 3 malattie, oggi sono 30). In questo modo nel 1993 aumentò mostruosamente il numero delle donne ammalate di Aids. Non so se mi hai capito, Ë un trucco geniale! Poniamo che su 10.000 donne sane 5 abbiano statisticamente questo tipo di tumore. Ora se prendo 10.000 sieropositive anche tra queste solo 5 donne hanno, come logico, lo stesso tumore. Ma io (figlio di puttana statistico e cagasotto) sostengo che le 5 sieropositive non hanno quel tumore perché è statisticamente logico che lo abbiano per altre ragioni, ma dico che per loro, e solo per loro, Ë colpa dell'Aids (non ho nulla contro le donne gay, ma, evidentemente tra le cape del movimento lesbico americano ci sono, come altrove, persone fanatiche e idiote). Finalmente anche le lesbiche poterono avere la loro casella statistica. Così morirono felici di avere anche loro l'Aids.
Luca Rossi raccolse queste informazioni, insieme a molte altre e consegnò un bell'articolo che non venne mai pubblicato. Ora sono passati un paio d'anni e sui giornali non si è visto più niente che mettesse in dubbio il rapporto tra Hiv, Aids e l'uso del micidiale Azt. Vi risparmio una tirata sui ricercatori che sono costretti a esagerare il pericolo dell'Aids per avere i finanziamenti, le ditte farmaceutiche assetate di denaro, i giornalisti sempre a caccia di notizie agghiaccianti che facciano audience e il complotto delle lobby cattoliche sessuofobiche. Però c'è una cosa che mi brucia. Perché invece di buttarsi a pubblicizzare i preservativi cosÏ poco piacevoli, non si è fatta una campagna di pubblicità per incoraggiare la gente a masturbarsi reciprocamente? Farlo con le mani è bello, trasgressivo, piacevole e non ti puoi prendere nessuna malattia. Basta che te le lavi.
Invece niente. Tutti giù a sbraitare di non farlo o di gommarsi.
Soltanto il governo olandese ha speso qualche soldo per incoraggiare i rapporti occasionali fatti a mano. Comunque so già come finirà, così come sono caduti l'Impero Romano, il Muro di Berlino, Craxi, Andreotti e Berlusconi, alla fine crollerà anche tutta questa storia dell'Aids.
E allora, dopo tanti anni di paure e rinunce, chi ci fermerà più? Entro un paio d'anni si scoprirà la verità, vedrete... torneremo a fare sesso come frullatori.
(Jacopo Fo, tratto dall'EnciclopediaDelSessoSublime)

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