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3 Dicembre 2001

 

Uomini e bestie
di Laura Malucelli

Gli uomini non sono uguali dinnanzi alle risorse, alle possibilità, alla vita. E tanto meno lo sono dinnanzi alla morte. Se un uomo è un talebano si può farne ciò che si vuole. E' carne da macello, nulla di più. L'America e alleati possono sterminare prigionieri, in un carcere, a centinaia, molti
legati mani dietro alla schiena, molti disarmati, molti feriti. Il giornalista Alex Perry del Times, assistendo personalmente al massacro, ha gridato al telefono: "Vedo i missili cadere sulle loro teste, vogliono ucciderli tutti!" Almeno seicento morti solo in quel luogo! E non ci saranno processi, non ci saranno colpevoli. Eppure quel notorio assassino di Milosevic in confronto a questi crimini (è stato accusato dal Tribunale Internazionale dell'Aja di aver ucciso 205 persone, persone che ha poi accusato di essere terroristi) pare un dilettante. L'America e gli alleati sono, invece, i "liberatori", anche se ora gli diventa sempre più duro spiegare chi hanno liberato e da cosa.
Bush padre è responsabile di un milione di morti nell'Iraq, la Russia ha fatto 5 milioni di morti in Afghanistan e stava attaccando senza alcuna causa uno stato sovrano. Ma quella di Bush, e della Russia per quanti muoiano, si chiama guerra. Altri gesti inumani si chiamano invece terrorismo. Chi definisce i termini? Bush e la Russia e i grandi imperi continueranno a compiere scempi. Per stanare invece lo sceicco Osama bin Laden, ritenuto responsabile di una schifosa guerra con vittime civili in America, schifosa alla stregua di quella attuale in Afghanistan, si parla di usare gas tossici e ordigni atomici. E la Convenzione di Ginevra? Con lui ci sono le sue mogli, i figli, soldati… e comunque nelle guerre sono state vietate queste armi. Ma se chi è militarmente più potente decide che il gioco vale la candela le regole saltano e se saltano per un caso non varranno mai più. Si potrà accusare chiunque senza processo, ormai non serve, un rivale politico o economico di terrorismo e sganciare un'atomica in uno stato straniero. Questa è la porta che si è aperta nello scenario mondiale e non si chiuderà. Ma le parti in causa non sono uguali, come non lo sono i morti. Prima del terribile attentato in Israele erano morti cinque bambini palestinesi, ma nessuno ha parlato di terrorismo, nessuno ha accennato a processare i militari israeliani. Nessuno ha chiamato "protettore dei terroristi" Sharon. Ma la morte di innocenti di Israele ha dato il via alla "guerra al terrorismo". Oggi l'esercito israeliano ha colpito una scuola, 60 bambini palestinesi feriti. Ma non è terrorismo, anzi! E' lotta al terrorismo. La differenza non è nei morti, sempre innocenti, è nei mezzi economici al sevizio della guerra. E così questo momento di crisi non ha regole, ha definizioni palesemente
propagandistiche, non ha coerenza. No, un po' di coerenza c'è. Ancora una volta Gino Strada, lui che può andare orgoglioso di avere le mani macchiate di sangue, perché quel sangue non l'ha sparso mai. E dinnanzi a chi gli propone soldi ha risposto proprio questo, rigettando l'ipocrisia di chi sparge gambe di bimbi sul terreno per poi gratificarsi nel mandare i soldi per una protesi. Sì, un po' di coerenza c'è. Lo Stato Italiano, che spende centinaia di miliardi al mese per la guerra e le bombe, ha offerto 70 miliardi per aiuti umanitari in Afghanistan. Gino Strada ha detto no.