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Gli uomini non sono uguali dinnanzi alle risorse, alle possibilità,
alla vita. E tanto meno lo sono dinnanzi alla morte. Se un uomo
è un talebano si può farne ciò che si vuole.
E' carne da macello, nulla di più. L'America e alleati possono
sterminare prigionieri, in un carcere, a centinaia, molti
legati mani dietro alla schiena, molti disarmati, molti feriti.
Il giornalista Alex Perry del Times, assistendo personalmente al
massacro, ha gridato al telefono: "Vedo i missili cadere sulle
loro teste, vogliono ucciderli tutti!" Almeno seicento morti
solo in quel luogo! E non ci saranno processi, non ci saranno colpevoli.
Eppure quel notorio assassino di Milosevic in confronto a questi
crimini (è stato accusato dal Tribunale Internazionale dell'Aja
di aver ucciso 205 persone, persone che ha poi accusato di essere
terroristi) pare un dilettante. L'America e gli alleati sono, invece,
i "liberatori", anche se ora gli diventa sempre più
duro spiegare chi hanno liberato e da cosa.
Bush padre è responsabile di un milione di morti nell'Iraq,
la Russia ha fatto 5 milioni di morti in Afghanistan e stava attaccando
senza alcuna causa uno stato sovrano. Ma quella di Bush, e della
Russia per quanti muoiano, si chiama guerra. Altri gesti inumani
si chiamano invece terrorismo. Chi definisce i termini? Bush e la
Russia e i grandi imperi continueranno a compiere scempi. Per stanare
invece lo sceicco Osama bin Laden, ritenuto responsabile di una
schifosa guerra con vittime civili in America, schifosa alla stregua
di quella attuale in Afghanistan, si parla di usare gas tossici
e ordigni atomici. E la Convenzione di Ginevra? Con lui ci sono
le sue mogli, i figli, soldati
e comunque nelle guerre sono
state vietate queste armi. Ma se chi è militarmente più
potente decide che il gioco vale la candela le regole saltano e
se saltano per un caso non varranno mai più. Si potrà
accusare chiunque senza processo, ormai non serve, un rivale politico
o economico di terrorismo e sganciare un'atomica in uno stato straniero.
Questa è la porta che si è aperta nello scenario mondiale
e non si chiuderà. Ma le parti in causa non sono uguali,
come non lo sono i morti. Prima del terribile attentato in Israele
erano morti cinque bambini palestinesi, ma nessuno ha parlato di
terrorismo, nessuno ha accennato a processare i militari israeliani.
Nessuno ha chiamato "protettore dei terroristi" Sharon.
Ma la morte di innocenti di Israele ha dato il via alla "guerra
al terrorismo". Oggi l'esercito israeliano ha colpito una scuola,
60 bambini palestinesi feriti. Ma non è terrorismo, anzi!
E' lotta al terrorismo. La differenza non è nei morti, sempre
innocenti, è nei mezzi economici al sevizio della guerra.
E così questo momento di crisi non ha regole, ha definizioni
palesemente
propagandistiche, non ha coerenza. No, un po' di coerenza c'è.
Ancora una volta Gino Strada, lui che può andare orgoglioso
di avere le mani macchiate di sangue, perché quel sangue
non l'ha sparso mai. E dinnanzi a chi gli propone soldi ha risposto
proprio questo, rigettando l'ipocrisia di chi sparge gambe di bimbi
sul terreno per poi gratificarsi nel mandare i soldi per una protesi.
Sì, un po' di coerenza c'è. Lo Stato Italiano, che
spende centinaia di miliardi al mese per la guerra e le bombe, ha
offerto 70 miliardi per aiuti umanitari in Afghanistan. Gino Strada
ha detto no.
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