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5 Dicembre 2001

 

Iraq
di Laura Malucelli

L'attuale obiettivo è la Palestina, ma forse la parola passerà a cauzioni, costrizioni, pressioni psichiche e fisiche, forse non alle armi. Tutto dipende, probabilmente, dal viaggio attuale di Powell e dalle alleanze che troverà e per combattere chi. Gli USA hanno già messo sul tavolo una serie di paesi, tutti stranamente o ricchi di materie prime o molto vicini all'Arabia. Sedi di al Quaeda sarebbero in 60 paesi, ma non attaccheremo la Germania. Più probabilmente la misera Somalia per poi arrivare, il prima possibile, all'Iraq. Motivazione: possiede armi di distruzione di massa.
E dunque, chi non le possiede?
La Russia le possiede, l'America ha pubblicamente rifiutato di distruggerle, perfino i gruppuscoli di terroristi locali le possiedono. Gli Stati Uniti hanno rifornito di armi di distruzione di massa paesi come Israele, la Turchia, l'Indonesia, l'Iran... e perfino l'Iraq stesso (quando l'America temeva l'Iran). Quindi è inutile che ci poniamo il quesito, le armi l'Iraq le ha, se dopo che gli States gliele ha vendute non le ha buttate tutte via.
O il problema è cha ha fatto mostra di usarle?
Beh allora occorrerebbe attaccare la Russia, che ha fatto uso di ogni genere di arma di distruzione di massa in Afghanistan, o l'America che ne ha fatto l'uso più grandioso della storia. Vogliamo ricordare Hiroshima, o la Corea, o il Vietnam?
Il mondo tace, le scuse non cercano nemmeno la parvenza di sensatezza. A nessuno interessano le armi di distruzioni di massa. Il generale USA William Looney, che diresse il bombardamento sull'Iraq degli anni '90, ha dichiarato: "Loro sano che noi possediamo il loro Stato. Noi possediamo il loro spazio aereo. Noi stabiliamo le loro regole di vita e di pensiero. Questo è ciò che c'è di grande ora nell'America. una gran cosa, soprattutto quando c'è così tanto petrolio là, di cui noi abbiamo bisogno" [Wm. Blum, Rogue State (Common Courage, 2000) p. 159]