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al Jazeera
di Laura Malucelli

Un missile americano nell'alba precedente alla presa di Kabul e un missile anche sulla casa dove stava l'unico giornalista e il suo staff e al Jazeera è stata ridotta al silenzio. Aveva segnalato la sua posizione, un bombardamento quindi mirato per oscurare alla vigilia della presa della città la rete araba? Forse la telecamera attenta di al Jazeera non avrebbe filmato soltanto folle festanti, forse avrebbe filmato la storia, quella che da sempre là si ripete, dello sciacallaggio dei poveri da parte dei Signori della guerra. Avrebbe mostrato che l'Alleanza del Nord è un'unione che non esiste, un esercito che non c'è. Se lo sono semplicemente inventato ad hoc. Ci sono invece tanti Signori in cerca di preda, tanti mercenari in cerca di saccheggio.
Così hanno spento al Jazeera, prima che qualcuno potesse pensare che il risultato di bombe e massacri era uno Stato distrutto affidato ai predoni. E così sulla rete araba non si vede più l'immagine del barbuto Tasir Alouni, che sconvolto si chinava per sfuggire alle bombe, che prendeva fiato per parlare di nuovi morti, che inviava una cronaca stupita. Quando parlava pareva raccontasse una storia troppo grande per un solo giornalista in una piccolissima sede.
Quando i mujaheddin sono entrati a Kabul hanno catturato "il giornalista che si stupiva", lo hanno picchiato a sangue, gli hanno distrutto tutte le attrezzature, l'hanno spogliato e derubato di tutto. Poi gli hanno concesso una telefonata. L'ha fatta ad al Jazeera. Per raccontare, ancora una volta, la verità che nessuno dice più. Poi il silenzio. Tasir Alouni e le dodici persone che lavoravano con lui sono scomparse, nessuno in Occidente ne ha parlato, e i volti dei colleghi della tv araba si sono improvvisamente rattristati.
Tasir Alouni è scomparso ma un altro inviato di al Jazeera, dopo un giorno di paura, ha ricominciato a mandare immagini tremolanti da Kandahar. Sono riapparsi magazzini dell'Onu distrutti, Moschee annientate nei giorni della preghiera. Quando Kandahar cadrà questa voce che parla della guerra ancora nei termini di chi muore e di chi piange, non di marche di aerei e bombe, tacerà
Ad al Jazeera era stato chiesto di non mostrare più vittime civili, ha detto no, dando una lezione unica su cosa sia la libertà di stampa. C'è chi ha sperato fosse al Jazeera a vincere la guerra, mostrando cos'è, mostrandone i perché senza spiegarli tanto si spiegano da soli, quei perché che da sempre ci sono celati. Mentre i reportage ora ci mostrano non ci muore ma chi si fa la barba un pensiero corre alla rete che disse no.

Grazie al Jazeera.