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Un missile americano nell'alba precedente alla presa di Kabul e
un missile anche sulla casa dove stava l'unico giornalista e il
suo staff e al Jazeera è stata ridotta al silenzio. Aveva
segnalato la sua posizione, un bombardamento quindi mirato per oscurare
alla vigilia della presa della città la rete araba? Forse
la telecamera attenta di al Jazeera non avrebbe filmato soltanto
folle festanti, forse avrebbe filmato la storia, quella che da sempre
là si ripete, dello sciacallaggio dei poveri da parte dei
Signori della guerra. Avrebbe mostrato che l'Alleanza del Nord è
un'unione che non esiste, un esercito che non c'è. Se lo
sono semplicemente inventato ad hoc. Ci sono invece tanti Signori
in cerca di preda, tanti mercenari in cerca di saccheggio.
Così hanno spento al Jazeera, prima che qualcuno potesse
pensare che il risultato di bombe e massacri era uno Stato distrutto
affidato ai predoni. E così sulla rete araba non si vede
più l'immagine del barbuto Tasir Alouni, che sconvolto si
chinava per sfuggire alle bombe, che prendeva fiato per parlare
di nuovi morti, che inviava una cronaca stupita. Quando parlava
pareva raccontasse una storia troppo grande per un solo giornalista
in una piccolissima sede.
Quando i mujaheddin sono entrati a Kabul hanno catturato "il
giornalista che si stupiva", lo hanno picchiato a sangue, gli
hanno distrutto tutte le attrezzature, l'hanno spogliato e derubato
di tutto. Poi gli hanno concesso una telefonata. L'ha fatta ad al
Jazeera. Per raccontare, ancora una volta, la verità che
nessuno dice più. Poi il silenzio. Tasir Alouni e le dodici
persone che lavoravano con lui sono scomparse, nessuno in Occidente
ne ha parlato, e i volti dei colleghi della tv araba si sono improvvisamente
rattristati.
Tasir Alouni è scomparso ma un altro inviato di al Jazeera,
dopo un giorno di paura, ha ricominciato a mandare immagini tremolanti
da Kandahar. Sono riapparsi magazzini dell'Onu distrutti, Moschee
annientate nei giorni della preghiera. Quando Kandahar cadrà
questa voce che parla della guerra ancora nei termini di chi muore
e di chi piange, non di marche di aerei e bombe, tacerà
Ad al Jazeera era stato chiesto di non mostrare più vittime
civili, ha detto no, dando una lezione unica su cosa sia la libertà
di stampa. C'è chi ha sperato fosse al Jazeera a vincere
la guerra, mostrando cos'è, mostrandone i perché senza
spiegarli tanto si spiegano da soli, quei perché che da sempre
ci sono celati. Mentre i reportage ora ci mostrano non ci muore
ma chi si fa la barba un pensiero corre alla rete che disse no.
Grazie al Jazeera.
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