Talebani o Alleati del Nord?
In alcuni stati dell'Africa l'unica possibilità per molte donne
vedove, con tanti bimbi da crescere, è riuscire ad avere un
pentolino. Non c'è lavoro in quei luoghi, non ci sono campi
da coltivare, la siccità li ha resi aridi come deserti. Poi
ci sono state le guerre, le mutilazioni, le distruzioni. Così
chi può,chi riesce ad avere un tegame, chiede un po' di farina,
qualche
prodotto commestibile al mercato. Per pagarlo avvia la sua attività:
cucinare lungo le strade a chi può permettersi di comprare
un po' di farina cotta, una frittellina povera. Col guadagno ripaga
il cibo comprato e un po' di più, quello col quale nutrirà
i suoi figli. Così quel pentolino diventa tutto. Un pentolino
cambia la sorte di bambini piangenti: da morte a vita. Ma queste donne
senza nulla non possono comprarsi un tegame. Così esiste una
vera e propria guerra. Le donne nascondono il loro prezioso tegame
sotto gli abiti non appena smettono di usarlo, ci dormono ogni notte
coricate sopra.
Ma altre donne attendono le tenebre, o si celano negli angoli delle
strade. Attaccano chi non ha nulla come loro, uccidono. Con quel tegame,
costato la vita a un'altra donna e ai suoi figli, nutriranno i propri
bimbi, altrettanto piangenti, altrettanto affamati. Questa è
"la guerra del pentolino", ma ogni guerra è la guerra
del pentolino. Mio nonno diceva
"combattono anche i figli dei presidenti, muoiono sempre i figli
di nessuno" e chi combatte da tanto diventa sempre più
la mamma col pentolino. Il valore della vita cala paurosamente quando
la morte è da sempre continua, violenta e inutile.
In Afghanistan il valore della vita non poteva arrivare più
in basso. E' uno dei luoghi al mondo nei quali si muore di più,
da decenni. Gli adulti di oggi sono cresciuti in un paese in guerra.
Da bambini non esiste l'empatia, i bimbi non sono in grado di capire
che esiste l'Altro diverso dal sé che può fare pena,
pietà, compassione. In nessuna società, ovviamente,
non è una prerogativa dei bambini afgani. Solo che i bambini
afgani non hanno potuto apprenderlo nemmeno dopo. Come si spiega a
un bambino che due dei suoi fratelli sono morti per fame, che uno
è senza gambe per via delle mine e che
se abbandona un attimo il fucile un russo potrebbe sparargli per provare
la mira? (questi numeri rispettano la media del paese) Come si spiega
a un bambino che non importa che lui sia stato bravo o no, ma se non
combatte sarà sempre schiavo di un invasore straniero? E come
gli si spiega che le bambole che l'Occidente dà ai suoi bambini
per giocare le produce anche per lui ma le sue esplodono? Questi bambini
sono gli Alleati del Nord ora cresciuti e sono i Talebani di oggi.
Queste persone hanno poi visto i loro di figli morire, cadere in un
numero tale che la sofferenza deve diventare
abitudine. E se ci si abitua a non dare importanza al dolore altrui
poi è ovvio che i più deboli saranno ancora picchiati,
per una logica imparata da sempre. Donne, bambini, poveri, schiacciati
da altri che hanno sempre dovuto rifuggire l'empatia. Sono stati gli
Alleati del Nord a imporre di coprire le donne, a istituire veri e
propri tribunali dell'Inquisizione, a tenere l'ordine con un perenne
bagno di sangue in Afghanistan. Sono stati gli Alleati del Nord a
creare lager e centri di tortura e punizione. Non crediamo ora alle
assurdità offerte per la gioia dell'Occidente. Le donne di
ogni etnia, ad esempio, anche nei campi profughi in Afghanistan, dunque
senza nessuna legge coercitiva, indossano il Burqa. Le donne afgane
dichiarano che non è un regime a imporre l'abito-prigione,
ma il regime del momento segue la cultura afgana. Furono dunque gli
Alleati del Nord a imporre per primi l'oppressione. E furono loro
solo perché furono loro a
prendere il potere dopo la ritirata dell'Unione Sovietica. Infatti
i talebani, sostituendosi, hanno imposto diverse regole ma simile
disinteresse per i diritti civili. Del resto la Russia e gli altri
invasori non solo avevano azzerato il valore della vita abituando
un popolo alla morte, avevano applicato la solita regola del "divide
et impera". Ogni etnia era stata messa in lotta contro le altre,
per dominarle meglio. In questa situazione, con continue pressioni
esterne ad alimentare le divisioni,
gestire gli odi diventava impossibile, ogni regime, nel tentativo,
diventava immediatamente violento e repressivo. Ora questi adulti
cresciuti dalla guerra si stanno scontrando tra loro, ogni capo per
governare su un pezzo un poco più grande di terra arida, uccidendo
con la violenza dei disperati. E' la guerra del pentolino innalzata
alla gloria delle cronache grazie a un bombardamento che rischia di
dimezzare il popolo afgano, di annullare ogni possibilità futura
di ripresa, di seminare un odio che non si placherà. E altri
bambini crescono conoscendo solo morte e distruzione. Diventeranno
Alleati del Nord o Talebani, loro saranno gli adulti di domani. |