Milioni di persone col fiato sospeso ad assistere alla
"caccia all'uomo", come titolano molti giornali nel mondo.
Caccia all'uomo? Ma a che uomo? E perché?
Osama bin Laden è l'uomo, e la gente non sa nulla di lui. Gli
è stato puntato addosso il dito di Bush: "colpevole!".
Nessuna prova mostrata, nessuna spiegazione. Un colpevole senza processo,
un uomo senza passato. Spunta da un Afghanistan dimenticato per vent'anni
a un destino di lotte, rivalità e stragi e si impone come il
Lupo Nero dell'era moderna. E gli esseri umani, con l'atomica e i
missili teleguidati, credono ancora alle favole e corrono alla caccia
dell'Uomo Nero.
E così si bombarda un paese in rovina, il 90% delle vittime
sono civili, per colpire il mostro delle fiabe. Perfetto in tutto.
Lontano, diverso, di una religione ostile, senza nulla che ce lo avvicini
o renda umano. Sarà uno di coloro che hanno compiuto l'attentato
dell'11 settembre? Io non lo so, ma nemmeno le mani armate lo sanno.
Si sa che la famiglia Bush e Laden è in società da sempre
e che il padre di Osama, Mohammad bin Laden, è morto in Texas,
mentre sorvolava i pozzi petroliferi di Bush, del quale era socio.
Stessa sorte è stata riservata al fratello maggiore di Osama.
Ma non stessa nel senso di simile. Assurdamente identica. Morto in
aereo mentre sorvolava i pozzi petroliferi dell'attuale presidente,
del quale era socio. Alla famiglia bin Laden i Bush hanno sempre portato
molta sfortuna, anche se la sparizione dei documenti necessari ad
aprire un'inchiesta sulla morte del fratello di Osama fa pensare che
la sfortuna, di per sé, non basti. Ma i rapporti tra Bush e
Osama furono anche diretti. Osama fu finanziato dalla CIA quando i
russi erano i cattivi e quando presidente degli USA e centro decisionale
della CIA era il padre dell'attuale presidente. A quei tempi Osama
era un eroe per l'America. Ma ormai ci hanno abituati a eroi che diventano
Lupi Neri e viceversa
forse tra un po' anche la medaglia d'oro
dei Lupi Neri, Fidel Castro, passerà tra i buoni. Un nuovo
cattivo è stato creato.
E apparentemente c'è un vincitore, l'Alleanza del Nord, ma
è un vincitore che non esiste. L'Alleanza del Nord esiste solo
come forza anti-talebana, non ha altri collanti. Un vincitore che
esiste, invece, c'è: la Russia. Ora la Russia ha raggiunto
un obiettivo decennale. Ha l'Afghanistan, cuore del Medio Oriente,
via d'accesso a tutte le materie prime, zona nella quale far passare
un oleodotto di importanza capitale per la Russia. Per averlo ha usato
le bombe americane e i propri terribili mercenari, mischiati a predoni
e a popolazioni minoritarie nel paese. E c'è anche un perdente:
il popolo. Morto sotto le bombe, ferito, profugo, senz'acqua, senza
cibo. Il popolo morirà a milioni solo nei prossimi mesi. Ma
per la nostra informazione, che ormai si può sempre più
spesso chiamare propaganda, il popolo è molto felice perché
ascolta la musica, guarda la tv e si fa la barba. Se puoi farti la
barba il fatto che uno dei tuoi figli stia senz'altro morendo (le
associazioni informano che in ogni famiglia muore un bambino) passa
in secondo piano. E il popolo guarda la tv? Più del 90% degli
afgani non hanno mai avuto la corrente elettrica. Ma pare che nella
gioia per l'antenna riposizionata abbiano dimenticato sia le ferite
che la fame e si siano distratti a tal punto da non ricordare nemmeno
di non aver mai avuto tv e nemmeno energia elettrica.
Gino Strada ha affermato di essersi forse trovato in un'altra Kabul
perché lui folle festanti non ne ha viste, solo morti, tanti,
ovunque. Che poi un popolo dominato da sempre festeggi ogni conquistatore
cercando di non subire vendette, perché ormai non cambia più
molto da che mano è tenuta la frusta, beh forse questo è
realistico. Se nuove concessioni, apparenti e tutte occidentali, verrano
concesse alla vista dei reporter tanti diritti umani fondamentali
sono solo in attesa di essere nuovamente calpestati.
Allora chi vince. Vince la Russia, avrà Afghanistan e Cecenia
e non dovrà spiegare il sangue che verserà. Vince il
terrorismo (se con questo nome si indicano coloro che attentano all'Occidente)
perché l'odio è cresciuto in modo esponenziale per ogni
bomba e ogni morto. Vince la logica della clava in un pianeta sempre
più piccolo, che meriterebbe nuovi criteri di convivenza. Per
quanto riguarda l'America ora vorrà continuare a gonfiare il
petto, offrendo la morte di un ignoto Cattivo e creando un nuovo eroe
per chi di eroi ha davvero bisogno.
In un mondo nel quale l'America non ha un nemico ma tanti la cosa
più ovvia che può succedere è che il giorno successivo
alla morte dello sceicco arabo vi sia un attentato spaventoso. Così
l'America collasserebbe sotto il suo stesso sforzo propagandistico.
Dovrebbe spiegare migliaia di morti inutili, un problema irrisolto,
una vulnerabilità sempre maggiore.
E in questo contesto dove quelli che vengono sempre dimenticati sono
coloro che muoiono penso a due tragedie che si stanno svolgendo in
queste ore. Kunduz, una città senza speranza, migliaia di persone
destinate alla morte, davanti a un mondo indifferente se non compiacente.
Se si arrendono verranno orrendamente seviziati e uccisi mentre dentro
sono sotto assedio, e le bombe americane continuano a portare il loro
carico di morte e grida. Là dentro sono prigionieri anche migliaia
di civili. I militari Talebani, poi, sono disperati. E spesso in quell'esercito
ci sono ragazzi delle campagne, giovanissimi, che combattono chi li
bombarda e non sanno null'altro di torri crollate e petrolio. Solo
pochissimi di loro hanno già 18 anni. Ci sono i volontari della
Jihad. Hanno mille storie, che finiscono per somigliarsi. Un discorso
che ripetono "volevamo liberare i territori nei quali i nostri
fratelli muoiono". Le facili prede di tutte le rivoluzioni. E
il mondo aspetta, spettatore del dolore immenso, dei corpi di ragazzini
stesi sulla roccia, delle grida di richiesta di pietà che nessuno
ascolterà.
L'altra tragedia la comunica Gino Strada. Il sangue non basta per
i feriti afgani. In Afghanistan non c'è sangue. Vorrei tanto
che ora il mondo dimostrasse che i morti non sono divisi in caste
e si mettesse in fila, come fece per New York. Ma da tanto tempo la
gente muore e soffre e nessuno si è mai messo in fila, niente
messe pubbliche, nessuna cerimonia in tv. Credo che la corsa al sangue
da consegnare a Strada non ci sarà e il sangue continuerà
a scorrere in un'unica direzione: a bagnare la terra. |